A Torino , normativa urbanistico-edilizia e rigenerazione urbana

di Aspesi Torino

 

Organizzato da Aspesi Torino e dal Collegio Costruttori Edili di Torino, con il patrocinio di Ance e di Federimmobiliare, si è svolto oggi all’Hotel Golden Palace un confronto sui temi della programmazione territoriale, del recupero edilizio e del diritto urbanistico che sono oggi della massima attualità.  E questo sia per la radicale riforma del Titolo V della Costituzione e la nuova legge urbanistica nazionale in itinere (con il ritorno ad un forte potere centrale necessario anche per favorire gli investimenti dall’estero), sia per la necessità di rilanciare l’edilizia senza consumo di nuovo suolo verde. I recenti dati sul PIL italiano – l’unico ancora negativo in Europa -  hanno evidenziato che manca all’appello per la ripresa il dato dell’edilizia, ossia proprio quello che, invece, ha trascinato il rilancio degli altri Paesi e in Italia, al contrario, aggrava la crisi economica generale. E’ evidente e riconosciuto da tutti che occorre, quindi, favorire un processo di recupero degli immobili obsoleti o dismessi e del territorio già utilizzato e  degradato, di ristrutturazione degli edifici e delle unità immobiliari, se non – come in Germania – di interi quartieri e parti di città. Su questi temi la branch torinese dell’ Aspesi – l’Associazione nazionale delle società immobiliari – e il Collegio Ance di Torino hanno organizzato un confronto che ha coinvolto imprenditori, professionisti, l’università e le istituzioni.

Alessandro Cherio, Presidente dei costruttori torinesi e Vice-presidente dell’ANCE nazionale con delega proprio all’Urbanistica e Territorio, ha affermato che “le aree urbane rappresentano un fattore strategico per la crescita e la competitività del Paese”  e ha aggiunto “a condizione, però, di conseguire una diffusa qualità della vita, intesa come valorizzazione del territorio, dell’edificato, qualità delle relazioni, accessibilità ai luoghi, integrazione e coesione sociale”. Sul collegamento tra qualità della vita e sviluppo economico, ha poi insistito nella sua comunicazione Gualtiero Tamburini, Presidente di Idea Fimit Sgr (la prima Sgr immobiliare italiana per massa gestita) e Presidente di Federimmobiliare, la Federazione rappresentativa del settore con 18 organizzazioni federate. Il Prof. Tamburini ha sottolineato che oltre il 70% della popolazione mondiale vive in città (contro il 20% di un secolo fa) e nelle previsioni di trend questo fenomeno di concentrazione urbana è destinato ad accentuarsi in questo secolo. “Pensare, quindi, ad organizzare bene -strutturalmente e funzionalmente- le aree metropolitane – ha precisato Tamburini – è come pensare di far funzionare bene il mondo: lo sviluppo economico, la qualità della vita, il lavoro, la cultura e l’educazione dei giovani”. I Presidenti Cherio e Tamburini hanno concordato che – condivisi tali indispensabili obiettivi – occorre però dotarsi di strumenti normativi efficaci affinchè gli operatori privati –imprenditori e professionisti, italiani ed internazionali- abbiano possibilità e convenienza ad investire e lavorare su progetti e iniziative destinati a realizzarsi effettivamente e rapidamente, senza ritardi e affossamenti burocratici.

Per il Comune di Torino è intervenuta l’arch. Rosa Gilardi, Dirigente dell’Area Urbanistica, che ha evidenziato la necessità nel recupero urbano  di integrare il profilo ecologico con quello programmatorio-urbanistico. “Le situazioni che si incontrano in questo processo” ha sottolineato l’arch. Gilardi “sono infatti  fortemente condizionate dai costi necessari per intervenire sulle aree dismesse che necessitano di interventi di bonifica rilevanti. L’obiettivo di  non consumare nuovo suolo, ampiamente condiviso da tutti i soggetti – pubblici e privati – necessita pertanto di un quadro normativo, urbanistico ed ambientale, aggiornato e coordinato che possa prevedere anche adeguati  incentivi ”.

Hanno poi svolto specifiche comunicazioni il Prof. Francesco Prizzon del Politecnico di Torino, che ha inquadrato il profilo del rapporto tra settore immobiliare-costruzioni e andamento economico generale e  il Notaio Alberto Morano,  che ha sviluppato il tema della aggregazione della proprietà edilizia, essenziale per la possibilità di recupero e rigenerazione urbana come hanno evidenziato le esperienze di successo di altri paesi europei.

E’ seguito un ampio dibattito tra i partecipanti, prevalentemente operatori e professionisti dell’immobiliare e delle costruzioni associati al Collegio Costruttori Edili di Torino e ad Aspesi Torino.

Il convegno è stato concluso da Santo Crea, Amministratore Delegato di Nexity Residenziale Italia Spa e Presidente di Aspesi Torino che – esprimendo vivo compiacimento per l’ampiezza e la concretezza del confronto svolto – ha sottolineato l’importanza del momento associativo al fine di approfondire e definire esattamente i temi e i problemi dell’attività immobiliare e delle costruzioni e di stabilire un rapporto produttivo con le Istituzioni nell’interesse di tutti, di chi lavora e della collettività. “Per questo abbiamo compiuto questo sforzo di creare anche a Torino l’Aspesi –ha concluso Santo Crea-, per questo vogliamo camminare insieme al Collegio Costruttori Edili di Torino e al suo Presidente. Non solo perché Aspesi nazionale aderisce all’Ance, ma perché anche qui a Torino abbiamo un grande lavoro da compiere insieme”.

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