EIRE secondo Zirnstein

Francesca Zirnstein

Francesca Zirnstein

Lettera aperta  di Francesca Zirnstein ,  Presidente di AREL –Associazione Real Estate Ladies

Si è conclusa giovedì 26 giugno a FieraMilanoCity la decima edizione di EIRE, Expo Italia Real Estate. Se volete sapere come è andata vi suggerisco la lettura della stampa di settore e, soprattutto, del sito del nostro Tesoriere Paola  G. Lunghini, dove troverete numerosi bei pezzi sugli importanti eventi svoltisi in Fiera. Queste righe non sono quindi il resoconto delle giornate di EIRE ma un’occasione unica per fare il bilancio della nostra presenza in questi anni; e per ringraziare i tanti che hanno reso il tutto possibile e che ci hanno aiutate.

Cominciamo da quali possono essere i risultati che una Associazione si può aspettare da EIRE.
Lo spunto viene dalla nostra presenza su Twitter (@AREL_RELadies) e Facebook (AREL – Associazione Real Estate Ladies). Abbiamo ricevuto da un follower il link di un articolo, provocatorio e interessante, dal titolo «Perché le fiere dell’immobiliare non possono funzionare».
Condivido qualcosa di quello che è scritto e discordo su altro; su una cosa però l’autore si sbaglia totalmente. Si sbaglia quando afferma che l’inconcludente parla-parla non serve a nulla.

È  vero, i deal importanti si fanno in altre stanze, in ambienti riservati. Eppure, essere obbligati a fermarsi una volta all’anno, per una giornata o per alcune ore, e incontrarsi in un luogo che è di tutti e di nessuno ( assai democratico in questo) dove è possibile conoscersi un po’ di più e  “studiarsi” vicendevolmente senza l’obbiettivo di trovare una soluzione immediata,  serve. Serve al settore, serve alle persone che poi “sono il settore”, serve alle giovani leve, per le quali continuiamo a reclamare la necessità di sostegno e responsabilizzazione.

È servito negli anni, moltissimo, alla nostra Associazione.
Noi in Fiera ci siamo state quasi dall’inizio ( ininterrottamente dal 2007) e l’evoluzione delle modalità della nostra presenza è andata di pari passo con la nostra crescita.
Per AREL il bilancio non può che essere positivo.
Abbiamo avuto e gestito un luogo di incontro utilizzato ogni anno da Ladies e colleghi.
Abbiamo organizzato momenti di ritrovo presso lo stand e convegni avendo come ospiti  non solo “bei nomi”, ma anche autorevoli  specialisti.
Abbiamo la presunzione di credere che grazie alla “rete AREL” alcune delle nostre socie abbiano potuto nei giorni di EIRE cominciare un nuovo percorso, o vedere concretizzato il loro impegno professionale.

Però – non possiamo negarlo – EIRE non è riuscita a  ottenere, a livello internazionale, il rilievo e i risultati delle più grandi tra le Fiere di settore ( MIPIM e MAPIC a Cannes, EXPO REAL a Monaco).
È impossibile non domandarsi il perché. Certamente alla base di questa risposta c’è una scarsa capacità del nostro Paese di mettere in atto “ veri” processi di internazionalizzazione, il che – sul lungo termine e nei periodi di rinnovamento – porta a risultati di isolamento evidente. Nel nostro  come in altri settori.
Molti operatori si sono dichiarati soddisfatti dei frutti, se paragonati all’investimento che la presenza richiede ( in fin dei conti, una Fiera è spesso solo una “ vetrina”, e non il luogo delle conclusioni ). Altri espositori lo erano meno.

Domandiamoci allora cosa realmente sia giusto fare.
Se l’investimento deve dare effetti tangibili, pensiamo pure a una formula “diversa”, non alternativa ma piuttosto sempre più al passo con l’ innovazione : esempi  a cui “ ispirarsi “,nel panorama mondiale dei “grandi incontri” , non mancano certo.
Ma, soprattutto, puntiamo alla quantità e al maggior coinvolgimento degli operatori di  “tutto” il comparto , perché così come è oggi noi rappresentiamo solo alcuni “ pezzi” della comunità immobiliare; e con i “buoni ma pochi”  non si va lontano.

È anche giusto chiedersi cosa avrebbero potuto e cosa potranno fare le Associazioni per l’ EIRE  che  verrà.
Noi della  filiera associativa sosteniamo e tuteliamo i nostri associati, siano essi persone o aziende; ma siamo davvero capaci di sollecitarli a credere in ciò a cui noi crediamo? Siamo capaci di coinvolgerli nel cambiamento che sentiamo necessario e imminente? Siamo capaci  di trasmettere loro la tensione verso la crescita e di convincerli che ciò ha un costo?
Ancor prima,  siamo capaci di responsabilizzarli rispetto alla loro appartenenza a una entità che ha  delle regole e degli obiettivi a cui tendere, in modo comune e condiviso?

Altri hanno già suggerito vie alternative, altri forse ancora ne suggeriranno: il dibattito appare aperto. Eppure io non riesco a non pensare che l’immobiliare è sì “brick & mortars” ma anche infrastruttura, strade, città: in una parola vita.
E allora, perché no, perché non pensare a una formula fieristica ancora più coinvolgente e “dirompente”, che esca dai confini dei Padiglioni e che conquisti anche i luoghi dove il real estate si fa concreto, dove già stiamo cambiando e crescendo.
Del resto lo stesso Presidente Antonio Intiglietta e tutto il suo staff ( che qui abbraccio e ancora ringrazio per la collaborazione che ad AREL ha  sempre offerto) per preparare EIRE 2014 ha girato il nostro intero Paese o quasi. Ha visitato non solo “clienti prospettici” ma anche cantieri e siti da valorizzare; e ha così portato in questa decima edizione  della Fiera una provocazione forte sulla nostra capacità di rinnovarci attraverso il cambiamento.

La nostra AREL è un’associazione in cui il cambiamento è per definizione nel  DNA. Per questo pensiamo di avere le credenziali per poter concretamente concorrere al rinnovamento di cui si parla tanto… senza rinunciare alla capacità di fare rete, in un Paese in cui questo valore è ancora troppo poco conosciuto e praticato.
Sono innumerevoli le Socie che in questi anni hanno contribuito a organizzare  “AREL a EIRE” : le Socie architetto che hanno progettato lo stand e lo hanno  letteralmente costruito. Le Socie ( Consigliere e non ) che lo hanno presidiato, le Socie che hanno svolto l’ impegnativo  ruolo  di relatrici in workshop e convegni. Le Socie che hanno promosso e comunicato sia lo stand che gli incontri. Tante, davvero; troppe per poterle citare tutte.
Ma ogni nome è nella nostra memoria collettiva  e  ogni nome – anche se non citato- è un riconoscimento, e anche il segno di un’opportunità aperta a tutte le Socie AREL.
Il ringraziamento va esteso, allora,  anche a tutte le Socie che in questi anni hanno partecipato a EIRE, si sono accomodate al nostro stand, e hanno animato e vissuto il nostro spazio, sempre con professionalità e garbo.
E il ringraziamento va a tutte le Socie che , giorno dopo giorno e anno dopo anno, hanno reso e rendono viva e sempre più forte la nostra Associazione.
Care Amiche, per il futuro fatevi sempre più avanti: non esitate, inventate, proponete, condividete, e pure, se volete, battagliate. Ad AREL la determinazione e anche la cocciutaggine piacciono moltissimo.

Testata giornalistica non registrata ai sensi dell’Art.3 bis del D.L. 18 maggio 2012, n. 63 convertito in Legge 16.07.2012 n°103

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