JIHUA PARK DESTINATION CENTER: UNA PORTA APERTA ALLE IMPRESE ITALIANE IN CINA

di Francesco Tedesco

La Cina si avvicina. È questo un motto che si sente sempre più spesso e che verifichiamo in continuazione quando ci imbattiamo in un nuovo bar, o in un nuovo negozio gestito da imprenditori dagli occhi a mandorla. Che la Cina sia alla conquista, invece, dei piani alti degli edifici delle nostre città, quei piani dove si “fa il business”, è forse un fenomeno meno evidente, ma certo non meno reale. Prova ne è stata anche la conferenza stampa di presentazione delle strategie di sviluppo internazionali di Jihua Group -società controllata al 66% dal Governo cinese attraverso il colosso Xinxing Cathay International (*)- che si è svolta giovedì 10 luglio al quinto piano di uno dei palazzi di Piazza Missori, a Milano.

Nell’occasione il Gruppo Jihua ha annunciato la realizzazione di importanti progetti, il principale dei quali è la costruzione e gestione, assieme al partner italiano Arcoretail, di 35 “Destination Centers” in Cina, a fronte di un investimento complessivo che viene stimato in 8 miliardi di dollari.

Ai giornalisti presenti in sala ha fatto una certa sorpresa ascoltare una conferenza stampa in lingua cinese, mentre fuori dalle vetrate si potevano vedere i soliti tram verdi attraversare lentamente Piazza Missori in direzione di Corso Italia e Porta Romana. Nonostante il buon servizio di traduzione, forse la prossima volta sarà più indicato utilizzare la lingua inglese, più comprensibile e immediata nell’ottica di voler comunicare con la Stampa di un paese straniero. Tuttavia anche questo può essere preso come un segnale della forza -commerciale e culturale- del Dragone. L’incontro è stato impeccabilmente gestito dall’ufficio stampa di Arcoretail, società specializzata nella consulenza e fornitura di servizi per il settore del real estate, tra cui lo sviluppo e la gestione di complessi immobiliari “articolati”, come saranno appunto i 35 nuovi JIHUA PARK, che si propongono come delle vere e proprie mete turistiche per il mercato turistico interno cinese.

Sì, perchè la Cina, dopo molti anni di crescita economica a due cifre -o quasi- si sta evolvendo e gli attuali 250 milioni di cinesi che compongono la classe media stanno incominciando a mettersi in viaggio alla scoperta del proprio Paese. Si apre quindi un’opportunità di mercato incredibile, un po’ come avvenuto negli anni ’60 in Italia nel dopoguerra con il miglioramento delle condizioni economiche quando milioni di persone hanno incominciato a viaggiare per il Bel Paese alla ricerca di una meta vacanze. Il mare? Le montagne? Le città imperiali e quel che ne resta? Il Tibet e la Mongolia per i più audaci?

No, macchè. Le nuove mete saranno dei centri “commerciali” (mi si perdoni il termine improprio) a destinazione turistica dove sarà possibile vivere l’esperienza di un Hotel di lusso di livello occidentale, consumare raffinate prelibatezze culinarie da tutto il mondo (in particolare italiane), praticare sport estremi come surf, snowboard, sci e Formula1 (solo per finta grazie al simulatore Ferrari presente in esclusiva negli JIHUA PARK -davvero bellissimo e divertente, come alcuni hanno potuto provare ad EIRE, ndr), e naturalmente fare shopping scegliendo tra le più esclusive firme dell’alta moda del panorama internazionale.

Gli Jihua Park si propongono insomma come un format innovativo di ampio respiro e di forte impatto socio-economico per la Cina. L’idea di legare l’attività di shopping ad un’offerta turistica e sportiva «è dovuta al fatto che per la popolazione cinese media fare sport estremi e avere tempo per svolgere attività fisica per il proprio benessere, è ancora visto come un’attività di lusso» ha spiegato Luca Bastagli Ferrari, Ceo di Arcoretail, che è intervenuto alla conferenza stampa insieme a Liu Mingzhong, Chairman of Board di XinXing Cathay International, e Li Xuechen General Manager di Jihua Group.

«Siamo fieri di essere al fianco di Jihua in questo progetto che non è immobiliare, ma turistico» ha tenuto a precisare un emozionato Bastagli Ferrari «vogliamo creare 35 luoghi di grande qualità per le città cinesi di secondo livello che siano di attrazione per il turismo domestico che continua a registrare buoni tassi di crescita. I 35 JIHUA PARK avranno prezzi da “duty free” come la tradizione del “travel retail” ha già portato negli aeroporti, nelle stazioni e sulle navi crociere» ha illustrato ancora il Ceo di Arcoretail «con prezzi vantaggiosi per i turisti che visiteranno i nostri “Destination Centers”. Il progetto, in ultima analisi, vuole offrire una nuova piattaforma distributiva per tutti quei brand che non sono ancora entrati sul mercato cinese, e in particolare per molte aziende italiane. Jihua Park rappresenta infatti un’opportunità unica per sbarcare su tutto il territorio cinese secondo una modalità protetta, al fianco di un partner statale, in modo flessibile, senza vincoli di esclusiva e con ampia autonomia di personalizzazione della strategia di business e della gestione».

Insomma, una vera porta aperta per le aziende italiane che vogliono esportare nel mondo la propria creatività, il proprio stile e il proprio saper fare, e fare bene. A detta di Arcoretail sarebbero già 70 le aziende italiane che hanno manifestato il proprio interesse a partecipare al progetto. Nessun interesse, invece, da parte di Jihua a sviluppare progetti di questo tipo in Italia perchè l’attenzione è tutta per lo sviluppo del mercato interno cinese.

Un momento della conferenza Stampa di Jihua Group e Arcoretail

Un momento della conferenza Stampa di Jihua Group e Arcoretail

Il primo JIHUA PARK con 250 negozi ad essere inaugurato nei primi mesi del 2015 sarà quello di ChongQing, nel sud-ovest della Cina, città che conta circa 33 milioni di abitanti in un raggio di 90 minuti, nonché una delle più antiche basi industriali cinesi, ponte strategico tra la parte orientale e occidentale del Paese. Sempre nel 2015, ma verso la fine dell’anno, saranno inaugurati altri due JIHUA PARK a ChangChun (130 negozi, città con bacino di 20 milioni di abitanti nel nord-ovest della Cina) e GuangZhou (130 negozi, città meglio nota col nome di Canton è capoluogo di provincia del Guangdong e si affaccia sull’oceano a nord di Macao e Hong Kong, con un bacino di 47 milioni di abitanti).

Negli anni successivi Jihua Group e Arcoretail contano di avere quattro/cinque aperture ogni anno fino al 2020. Ogni centro avrà una superficie costruita di circa 150mila metri quadrati.

«Si tratta quindi del più grande progetto turistico/retail oggi in essere al mondo» ha spiegato dal quinto piano di Piazza Missori il General Manager di Jihua Group, Li Xuechen, confermando anche che «la gestione degli hotel non sarà affidata a società cinesi, ma a primarie società straniere ed in particolare italiane». Tanti applausi da parte dei giornalisti presenti hanno concluso l’incontro e sottolineato sinceri auguri per un progetto che mira a portare un po’ di Italia nel mondo.

(*) Xinxing Cathay International Group ha registrato nel 2013 un fatturato pari a circa 32,5 miliardi di dollari, in crescita rispetto al 2012 (circa 29 mld di dollari) e un utile oltre 700 milioni di dollari. Xinxing impiega 78.000 persone ed è presente in 26 province cinesi su 30. Nel 2013 il Gruppo si è classificato al 365° posto nella classifica di Fortune 500.

Il Gruppo Jihua è specializzato nella produzione di abbigliamento professionale ed equipaggiamento tecnico per i servizi di pubblica sicurezza, dalle divise dell’esercito alle tute degli astronauti. Jihua Group opera inoltre nella produzione e vendita di abbigliamento sportivo, scarpe, cappelli, tintura e stampa di tessuti, accessori in pelle, prodotti in gomma.

Arcoretail fa parte di Arcotecnica Group S.p.A, ed è attualmente responsabile della gestione di oltre 2.500 contratti di locazione relativi a più di 1.400 strutture immobiliari e oltre 850 unità commerciali, con un valore complessivo che supera i 332 milioni di euro e una superficie di 8 milioni di metri quadrati.

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