EIRE 2013 e la valorizzazione del patrimonio: come raccogliamo la sfida ?

eire 2013
di Antonio Intiglietta, Presidente Ge.Fi. SpA
 
Dalla crisi si cambia se tutti insieme cambiamo. Non usciremo mai da un momento di profonda difficoltà aspettando che “qualcuno” inverta per noi la tendenza e cambi il corso delle cose. L’assunzione di questa consapevolezza è uno snodo fondamentale anche per la community del Real Estate, che riconosce in EIRE un appuntamento di lavoro utile.
Oggi la via maestra è rappresentata dalla valorizzazione dei patrimoni immobiliari: un giacimento che, solo per la parte pubblica, è stato stimato in circa 368 miliardi di euro, ripartito tra lo Stato Centrale, i Comuni, le Province, le Regioni, le Asl, le Università e gli enti previdenziali. Una ricchezza straordinaria, cui si aggiunge la quota derivante da tante realtà private ed enti religiosi.
Valorizzare non significa necessariamente vendere o, peggio ancora, svendere. Vuol dire sviluppare immobili, aree e terreni per rispondere ai fabbisogni reali della società. E’ una grande opportunità perché il Real Estate possa diventare protagonista della crescita del Paese. Solo così, accettando questo compito, la community verrà finalmente riconosciuta come uno dei principali soggetti per lo sviluppo dell’Italia.
 
E’ una sfida a chi possiede patrimoni perché possa mettersi in moto per incontrare quelle professionalità in grado di supportare un valido percorso di valorizzazione. E, dall’altra parte, rinnoviamo la stessa sfida ai professionisti, progettisti, sviluppatori e operatori della finanza, perché pongano le loro capacità ed esperienze imprenditoriali al servizio della comunità. 
Si tratta di un cambiamento necessario, imposto com’è dalla crisi che viviamo. Implica un percorso lungo, difficile e faticoso, ma richiede da subito una svolta culturale per la costruzione di una nuova economia, che poggi su una nuova concezione di impresa, in cui la partecipazione all’interesse generale precede il tornaconto personale. Solo uno scatto di responsabilità può qualificare il mondo del Real Estate, oggi chiamato a “piegarsi” ai bisogni reali del nostro Paese.
E’ una sfida anche in funzione del rapporto con gli investitori internazionali, che solo con progetti credibili e sostenibili potremmo attrarre verso le opportunità italiane.
A tutto ciò si aggiunge la necessità di alcune essenziali riforme, sia a livello nazionale, sia da parte delle Regioni e degli enti locali, da dove devono scaturire atti concreti per offrire certezze a chi opera e investe nel Paese.
EIRE in questo senso può diventare il luogo di raccolta dei contributi di ognuno di voi. L’Italia vanta tre grandi plus che la rendono unica nel mondo: la cultura e la bellezza, che ci sono date, e il patrimonio, vero motore della nostra crescita futura.
Siamo tutti disponibili a fare la nostra parte? Mettiamo a fattor comune le idee su come possiamo giocare la partita, con opinioni, esperienze, documentazioni.
Tutti insieme potremo davvero trasformare EIRE 2013 in un laboratorio per una nuova e straordinaria “intelligenza immobiliare”.  Così che il nostro patrimonio diventi davvero un “Bene Reale”.