Che belli i “ tetti verdi” !

di Francesco Tedesco

 

È di qualche giorno fa la notizia che Milano è la città più “smart” d’Italia -davanti a Bologna e Firenze- almeno secondo la classifica Icity Rate 2014 che misura appunto le città più “intelligenti”, in grado cioè di fornire i migliori servizi per la vivibilità dei cittadini e per le opportunità di business delle imprese.

Chissà se tra i 72 indicatori utilizzati per la classifica rientrano anche i “tetti verdi”. Sì perchè, come è emerso durante l’incontro promosso il 23 ottobre dallo Studio di architettura Lombardini22 “TETTI VERDI, UNA OPPORTUNITA’ CHE CAPITA A FAGIOLO”, Milano sarebbe anche la città dove si trovano i giardini pensili e i terrazzi verdi più belli d’Italia. Questo l’autorevole parere di Emanuela Rosa-Clot, giornalista italiana e Direttore delle riviste di Gardenia, Bell’Italia, Bell’Europa e In Viaggio.

L’argomento “green roof” è oggi molto discusso, anche perché ( in seguito a una recente delibera del Ministero dell’Ambiente che prevede di poter applicare il regime di detrazione fiscale del 65% anche ad interventi di conversione a verde dei lastrici solari ,assimilabili a interventi di “efficientamento energetico”, ndr) si apre la strada ad una vera e propria riconversione a verde dei tetti delle nostre città, se non altro per quelli piani.

«La Francia è sempre stata più avanti di noi nella gestione del verde pubblico per una questione culturale e di mentalità» ha affermato Emanuela Rosa-Clot. «Oggi però le detrazioni rappresentano un primo passo verso la valorizzazione dell’intero settore: abbiamo l’opportunità di dare un futuro radioso a diverse figure professionali qualificate, come agronomi, giardinieri e potatori, figure che all’estero, in certi casi, hanno stipendi equiparabili a quelli dei nostri dirigenti».

«I tetti verdi permettono di dare un “plus” dal punto di vista economico, energetico, di vivibilità e fruibilità degli spazi» ha aggiunto Roberto Cereda, partner di Lombardini22 « un enorme vantaggio anche in chiave della certificazione “green” degli edifici con costi contenuti. Il prezzo medio al mq per realizzare un tetto verde oscilla infatti dagli 80 euro ai 140 euro».

Le coperture a verde sono oggi molto più facili da realizzare, grazie anche all’introduzione di innovative membrane impermeabilizzanti che permettono di realizzare giardini pensili minimizzando l’apporto di terreno e dunque il carico sul lastrico solare. Per erbacee perenni a piccolo sviluppo è sufficiente uno strato colturale di 10 cm, mentre per i tappeti erbosi ne sono necessari almeno 15. Per gli arbusti di piccola taglia si sale a 20 cm, fino ad arrivare ad un metro per gli alberi di prima grandezza, alti al massimo 16 metri.

«Con appena 60 centimetri di spessore è oggi possibile fare un vero e proprio “bosco” sul tetto» ha confermato la paesaggista Patrizia Pozzi che in passato ha disegnato il “Giardino Fotovoltaico” del nuovo Vodafone Village e gli spazi verdi della sede milanese di L’Oreal. «Le soluzioni tecniche disponibili si mantengono nel tempo senza costi eccessivi, ma attenzione che» ha precisato Pozzi «la detassazione al 65% è possibile solo se l’intervento di risparmio energetico viene certificato da un professionista abilitato».

«Il verde è un elemento eccezionale per la qualità della vita nelle nostre città» ha affermato l’avvocato Giovanni Bana «è dunque giusto che lo Stato incentivi, detassando, la diffusione degli spazi verdi. Si apre un nuovo settore che potrà portare nuovo lavoro ai nostri giovani per la riconversione green delle nostre città» ha osservato Bana.

Oltre ai vantaggi energetici per l’isolamento termico, i “green roof” aiutano ad abbattere il fenomeno delle isole di calore in città, assorbono i rumori, regolano il deflusso delle acque piovane, e tutto sommato sono anche belli da vedere, tanto che Regione Lombardia ha deciso di inserire questi interventi all’interno di un fondo da 100 milioni di euro che sarà attivato entro fine anno per finanziare interventi di efficientamento energetico in edilizia. Ecco che con queste agevolazioni c’è da ben sperare: oltre ad essere “smart” ora Milano può diventare anche un poco più “green”.

 

 

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