Angeletti (FIMAA-Confcommercio): “ Da Sblocca Italia nessuno choc positivo per il comparto. OK a tassa unica casa”

il Presidente  FIMAA Valerio Angeletti;

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COMUNICATO STAMPA

 

IMMOBILIARE. ANGELETTI (FIMAA-CONFCOMMERCIO): “DA SBLOCCA ITALIA NESSUNO CHOC POSITIVO PER IL COMPARTO. OK A TASSA UNICA CASA”

 

ROMA 6 novembre 2014 – “Le norme sul pacchetto casa contenute nello Sblocca Italia sono insufficienti per il vero rilancio del settore immobiliare. L’eliminazione del vincolo dell’affitto per poter usufruire della deduzione Irpef del 20%, per chi acquista casa da un costruttore, e l’estensione delle deduzioni fiscali anche per chi compra da privati avrebbero consentito la ripartenza delle compravendite immobiliari con benefici sia per le imprese di costruzione sia per le centinaia di agenzie immobiliari che a causa della crisi rischiano la chiusura in tutto il Paese”.

 

Così Valerio Angeletti, Presidente Nazionale Fimaa-Confcommercio, Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari (Agenti immobiliari, Mediatori creditizi, Mediatori merceologici e Agenti in attività finanziaria), commenta l’approvazione ieri in Senato del decreto Sblocca Italia, che viene così definitivamente convertito in legge.

 

“Se non riparte l’immobiliare – continua il numero uno di Fimaa-Confcommercio Angeletti – non riparte il Paese. Quello che serve per rimettere in moto la macchina delle compravendite immobiliari e l’intero indotto è uno choc che dia fiducia ai cittadini e a tutto il sistema Italia, a partire dall’abbassamento della pressione fiscale sul mattone. Senza tasse chiare ed eque non si va da nessuna parte. Per questo accogliamo positivamente la proposta di unificare le imposte sugli immobili in un’unica tassa che sostituisca il balzello delle vari tributi sul mattone e che dia più autonomia ai Comuni e dunque maggiori responsabilità alle scelte dei Sindaci. Fare chiarezza, semplificando con una tassa sulla casa unica e secca vuol dire mettere ordine. Ci auguriamo – conclude Angeletti – che non si ricada però nel solito giochetto del cambiar nome alle cose solo per nascondere improvvisi aumenti delle tasse a carico dei cittadini e delle imprese”.

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