LUSH, un Retailer dal “nomen omen”

di Paola G. Lunghini

 

Dal Dorset ( UK ) dove ha sede, in 20 anni ha invaso il mondo , dall’ Arabia Saudita all’ Ungheria, dal Brasile alla Nuova Zelanda, passando dalle Nordics alla CEE. Oltre 850 negozi, chapeau!

E in Italia  ha già una quarantina di “ botteghe”, sia in centri città che in famosi shopping centre , dal Friuli alla Sicilia.

Sto parlando di LUSH, che fa « cosmetici freschissimi preparati a mano », autoconservanti e pure vegani, in una «filiera di produzione sostenibile ed equa». Non testati su animali.

 

Da poco il Retailer  - che già in Milano downtown aveva due punti vendita – ha aperto anche nella centralissima via Torino, a Milano , a pochi minuti da casa mia.

Conoscendo il brand di fama  (e vista la “  prossimità”)  ho mandato a prendere il “catalogo”  : che è un autentico capolavoro di marketing.  I prodotti – per  viso e corpo,  make up, shampoo, bagnoschiuma, etc  -  hanno nomi fantastici. Qualche esempio a caso : Sex Bomb,  Ape Regina, A French Kiss, Mango per Sogno , 9 agrumi e ½, Questione di Peeling,  Popi popi, Punto G, Mutandine di seta, Crine tempestose, Pensiero  stupendo…

Scorrendolo mi sono fatta diverse divertite risate e, tra le innumerevoli “ referenze “ proposte  ( e prezzi apparentemente allettanti) , ne ho individuate alcune di mio interesse; e me le sono fatte comprare oggi  dal mio gentile consorte.

Ho scelto “ Vibrazioni emotive” ( «finissima cipria per riflettere la luce del sole»)  e “Guarda Avanti” (mascara con effetto balsamo,  per ciglia forti e flessuose). Entrambi a euro 17,95.

 

Il coniuge – che a farmi siffatte commissioni non è affatto abituato -  è rientrato un poco frastornato ( «tra clienti e addetti il negozio  di via Torino era pieno come un uovo»  e «pensa, mi hanno dato anche alcuni omaggi»).

La finissima cipria : venduta in un mini-barattolino di vetro tipo quello delle marmellatine che vi danno al breakfast  negli alberghi , riempie  a stento – 20 grammi dichiarati –  un cucchiaio da minestra ( ovvio che il “ piumino” non c’è).  Ho rovesciato il contenuto del barattolino in una ciotolina, e mi è venuto il  sospetto che, se ci intingo il “ mio” piumino, in una settimana massimo la cipria ut supra sarà già terminata .

Il mascara : l’astuccio contiene ben  5 grammi di prodotto. L’ ho provato subito : le mie ciglia si sono sì annerite ma non si sono allungate di un millimetro.

Gli omaggi: un saponcino promozionale di pochi grammi ( «alghe e sale per illuminare la pelle» . Quello in  vendita sul listino pesa un etto  e costa euro 4,95).  E una confezione  di “spumante da bagno”( euro 6,25).

Ecco,  curiosa, ho spacchettato questo ultimo esemplare : avete presente quell’ odore new age  intenso  dolciastro speziato e sempre uguale che pervade tutte le SPA in tutti gli alberghi ? Ecco, proprio quello. Per il mio olfatto, insostenibile. E persistente,  mamma mia quanto persistente: dal mio bagno – dove avevo ovviamente collocato il  “panetto”  - esso odore  varcando la porta si allargava verso le altre stanze.

A un certo punto non ne ho potuto più  e dopo un po’ di indecisione (  sacchetto dell’ umido o sacchetto “ generico ” ? ) ho optato per l’ umido.

 

Poiché  lo spumante da bagno , però, l’ avevo preso in mano, l’ odore mi aveva pervaso  le mani, irredimibile .

A quel punto, per farmelo passare mi sono sciacquata con l’ Acqua di Colonia ( 4711).

 

E per i prossimi acquisti di cipria e mascara torno da Dior, come faccio da decenni.

 

(Musica di sottofondo : “ I love Paris”, cantata da Ella Fitzgerald ).

 

NOTA : in inglese l’ aggettivo lush sta per “lussureggiante, sontuoso”, etc ;  ma in gergo americano lush  significa “ sbronzo” , e il verbo to lush significa  “ dar da bere “. Da da da.

 

Testata giornalistica non registrata ai sensi dell’Art.3 bis del D.L. 18 maggio 2012, n. 63 convertito in Legge 16.07.2012 n°103

Website
Mediatechnologies Srl

Powered by WordPress