Héra International RE entra nel business dei Non Performing Loan e lo annuncia in un bel Convegno a Milano

di Paola G. Lunghini

«Intendiamo mettere la nostra esperienza e il nostro network internazionale a disposizione del Paese e degli Istituti di credito per la valorizzazione degli asset immobiliari che soffrono

situazioni di stress dovute al fenomeno dei non performing loan». Lo ha dichiarato Oscar Pittini, fondatore e

CEO di Héra International Real Estate ( società che ormai conta su una struttura diretta di una trentina  di  unità e altrettanti collaboratori negli altri cinque uffici internazionali oltre a Milano ) aprendo oggi a Milano il convegno “NPL – i partner per la gestione dello stress sui crediti immobiliari”  dalla Società organizzato,  e che ha visto gli interventi degli esperti di Deloitte, Litis Capital, Studio Legance, Studio Trotter e Cariparma.

Nel Report presentato al convegno , Deloitte ha rilevato che «lo spessore del mercato dei NPL legati a immobili

in Italia è ancora insufficiente, con uno spread ancora troppo ampio tra domanda e offerta». Per questo Deloitte

indica l’intervento di operatori specializzati come chiave per far partire con successo il mercato. A questo

riguardo, Ernesto Paolillo, membro del board di Héra, ha illustrato un approccio in tre fasi che coinvolgono

Héra per proprietà dai 5 milioni di euro in su e culminano nella “ way out” individuata dalla stessa Héra sui

mercati internazionali di sbocco, e condivisa con l’istituto di credito interessato. Questo approccio, ha

sottolineato Paolillo, consente un’elevata valorizzazione dell’asset.

Tra gli altri panellist, di particolare interesse tecnico la relazione dell’ avvocato  Dario Loiacono ( che rappresenta in Italia la americana Litis  Capital Advisors , specializzata ai finanziamenti alle “ litigation” : difficile, vero, valutare quanto costerà una causa legale e di conseguenza essere disponibili a finanziarla ?).

Ha chiuso  il convegno  Fabrizio Reggi, Responsabile Crediti Speciali del Gruppo  Cariparma : il quale, nonostante l’ importante deleveraging  effettuato dalla sua Banca negli ultimi 18 mesi  sul comparto immobiliare – si è  dimostrato affabilmente orientato a riconsiderare l’ attenzione al settore. «Siamo pragmatici, concreti e operativi» ha detto , sottolineando che se anche le banche  sono  più capaci  di un tempo  a  comprendere le logiche del mercato immobiliare, c’è bisogno di sempre migliori professionalità in grado  di interpretare – e sperabilmente risolvere –  i cosiddetti “ dossier problematici in continuità”.

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