Il CNCC “ commercia futuro”

di Lucia Loffi Randolin

“La ripresa dei consumi c’è, è debole ma c’è. I dati del trimestre luglio-settembre 2014 dei nostri Centri sono incoraggianti. Ci sono segnali evidenti di una tenuta davanti alla crisi, e soprattutto di una crescita diffusa dei fatturati, seppur lieve, sia fra le diverse merceologie, sia su diverse tipologie di negozi. Frutto della capacità dell’industria dei centri commerciali di saper ascoltare il cliente e di dargli ciò che chiede”. Questo in sintesi l’elemento più significativo emerso dal convegno “Commerciamo Futuro” tenutosi a Milano all’interno del Christmas Meeting 2014 il 16 dicembre scorso e promosso dal CNCC (Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali). “La nostra industria, che vale in termini immobiliari circa 40 miliardi di euro, si è dimostrata reattiva, non c’è dubbio” ha dichiarato Massimo Moretti, Presidente del CNCC, presentando le ultime rilevazioni effettuate. “Anche riguardo al tipo di prodotto che stiamo proponendo – ha aggiunto – : oggi i nostri centri commerciali vanno sui libri di architettura, non sono più meri contenitori di merci. E di spazio per lo sviluppo sul territorio nazionale ce n’è ancora parecchio, tant’è che nel biennio 2015-2016 sono una decina i centri commerciali in costruzione e circa una dozzina quelli pianificati. Quanto agli investimenti, al 30 settembre abbiamo transato circa 1 miliardo di euro, pareggiando i valori del 2013, valore che per l’80% è formato da risorse di investitori stranieri venuti qui per restare. Un mercato effervescente anche dal punto di vista delle transazioni”.

Al Convegno sono intervenuti valenti esperti, accademici e non, che hanno raccontato quanto oggi sia determinante rendere gli spazi delle strutture stimolanti, “ricchi”e coinvolgenti (Vanni Codeluppi, docente di Sociologia presso l’Università IULM di Milano, membro di CES.CO.COM); quanto sia importante valorizzare il brand Italia, così ammirato nel mondo (Aldo Cazzullo, inviato ed editorialista de Il Corriere della Sera); come sia necessario tener conto dei cambiamenti profondi indotti dalla crisi nei comportamenti delle persone, che vanno comunque a fare la spesa anche se spendono meno, perché l’angoscia della crisi si cura anche con il consumo (Giulio Sapelli, docente di Storia Economica presso l’Università degli Studi di Milano); come, nonostante tutto, in uno studio GfK sia emerso che ben 24 milioni di persone sono disposte a trascorrere il tempo libero in un centro commerciale, oggi luogo anche ludico, dell’esperienza e della relazione ( Silvio Siliprandi CEO di GfK Eurisko). E infine che Internet e i social network possono benissimo “lavorare” in sinergia con il centro commerciale, il quale può unire i vantaggi del digitale alla vicinanza fisica: le informazioni digitali servono per creare aggregazioni che si traducono in aggregazioni reali, dando origine a una sorta di magia (Gianluca Diegoli Independent Digital Marketing Manager, Formatore e Consulente di Strategia E-commerce & Social Media).

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