Banche e immobili venduti dalla controllata immobiliare , il parere di Fimaa- Confcommercio

Ha attirato molti riflettori l’ annuncio che la controllata immobiliare di UniCredit, Subito Casa, avrebbe collocato sul mercato – in poco tempo -  ben dieci  mila immobili, e si appresterebbe a collocarne altri dieci mila entro giugno. «Rimaniamo perplessi dal numero degli immobili che UniCredit afferma di aver collocato :  collocare vuol dire acquisire l’immobile, trovare l’acquirente, stipulare un contratto preliminare e percepire la provvigione»   ha dichiarato Valerio Angeletti, Presidente Nazionale Fimaa-Confcommercio, Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari (Agenti immobiliari, Mediatori creditizi, Mediatori merceologici e Agenti in attività finanziaria). « Da conoscitori del settore, ci sembra infatti improbabile che i 300 operatori in partnership da pochi mesi con SubitoCasa abbiano collocato così tanti  immobili in così poco tempo». Se  i dati fossero confermati, vorrebbe dire – secondo Angeletti –  che ogni operatore UniCredit, in condizioni di mercato pressoché fermo, in molto meno di un anno ha venduto più di 30 immobili. «E allora sarebbe lecito pensare che la società di intermediazione del gruppo UniCredit per “piazzare” gli immobili che ha in gestione offra ai clienti intenzionati all’acquisto di una casa mutui a condizioni di credito più vantaggiose rispetto a quelle di mercato e quindi in contrasto con le regole della libera concorrenza».

Anche IntesaSanpaolo ha comunicato che avvierà l’ attività di intermediazione, con partenza – inizialmente – in  12 città, che si vorrebbe portare a breve a 20 .

Sembra  che pure altre banche di media o piccola dimensione intendano percorrere la stessa strada.

«Il mercato immobiliare è ridotto all’osso da una crisi che tarda a finire e che è stata innescata dai subprime messi in circolo proprio dagli Istituti di credito. I nostri operatori » conclude il numero uno di Fimaa «dopo gli scandali dei mutui in Ecu e dei bond argentini non si fidano delle banche, ma soprattutto si chiedono perché mai gli Istituti di credito stanno per trasformarsi in centri commerciali dove si acquista di tutto dalla casa, agli smartphone, ai televisori, alle macchine, alle assicurazioni tranne l’unica cosa che dovrebbero vendere, ovvero i soldi alle imprese e alle famiglie». ( Paola G. Lunghini)

 

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