Si rafforza la presenza del real estate nell’ ambito della “ Design Week” di Milano

di Paola G. Lunghini

 

 

Preceduto da  innumerevoli “ press preview”,  conferenze  stampa e feste varie,  “ circondato “ da infiniti articoli, edizioni speciali, etc  di tutti i tipi ; e al centro di una ridda  di numeri (  chi dice 300, chi dice 350 mila visitatori )  si apre oggi a Milano il “ Salone del Mobile” che, insieme al “ Fuorisalone”,  costituisce la cosiddetta “ Design Week”.

Oltre  due mila espositori,  200 mila metri quadrati di superficie espositiva in Fiera a Rho-Pero,  partecipanti da  160 Paesi; l ’ evento, lo sappiamo tutti,  ha una eco mondiale  e porta in città  un indotto economico di vastissime proporzioni , che si stima oltre 220 milioni  di euro.

Ergo siamo tutti  felicissimi  di “sopportare” gli inevitabili disagi che una così formidabile manifestazione provocherà  :  taxi  quasi introvabili ( secondo i taxi-driver  ci  vorrebbe un Salone del Mobile tutti i mesi) , alberghi ( rincarati) e ristoranti presi d’ assalto,  ben sette intere zone cittadine  interdette al traffico,  schiamazzi vari sino a tarda ora,  etc etc.

Ripeto, siamo tutti  felicissimi, e non vediamo l’ ora di ricevere gli architetti, i designer, gli studenti e i semplici “ curiosi “ di novità  che affolleranno  non solo la Fiera ( ciò è buono e giusto),  ma anche gli eventi ( quanti siano di preciso non lo sa nessuno,  ma certo  ben superiori al migliaio  ) del Fuorisalone , che caratterizzeranno i giorni e le notti milanesi.

Io mi auguro solo che i buyer prevalgano sulle altre sopracitate categorie e che le aziende, a fronte dei massicci investimenti  effettuati per  codesta occasione, possano riempire  quel simpatico quadernetto ( ora ovviamente digitale)  che un tempo si chiamava “ copia-commissioni”.

 

Il “ guaio” degli eventi  sovraesposti come  il Salone del Mobile ( pardon, la Design Week) è che, già molti giorni prima dell’ inizio, tutti i media , specializzati e non,  fanno a gara nel riportare le “novità” della manifestazione.  Ciò fa sì che poi  , sul posto, tutto sembri già visto;  e si sottrae così al visitatore  la gioia e la soddisfazione della  “ scoperta”. Salvo a scoprire che le novità (  mi riferisco ovviamente ai prodotti, e non ai servizi  correlati) sono spesso improponibili al mercato,  ma spesso sono solo alla ricerca  del cosiddetto effetto  “wow” ; e che la maggior parte delle estrosità  che si  vedono non le portereste a casa neppure se ve le regalassero.

Nessun problema e/o critica,  sia chiaro: ciò succede anche nel fashion. Ma in mezzo a codesto bailamme, ne sono certa, usciranno anche alcuni capolavori, che saranno everlasting.

 

Bene, ciò detto, avendo ricevuto una “ pila” di inviti ( ringrazio, ovviamente,  le aziende che  me li hanno fatti avere),  per non far torto a nessuno  io NON andrò in Fiera e tantomeno a nessun evento Fuorisalone, né di giorno né di sera  ( tranne uno imperdibile per motivi squisitamente familiari, ndr).

La confusione non fa per me; e non sopporto i party in cui gli invitati ( e gli imboscati :  che ci sono,  che ci sono…)  attendono solo la fine delle presentazioni per “ fiondarsi”  a mo’ di cavallette su spumantini, spritz , raffinati canapes  o rustiche tartine, quasi a casa propria disponessero solo di pane raffermo e acqua di rubinetto ( il che è da escludersi).

 

Per dover di cronaca, comunque, segnalo una novità : si rafforza, quest’ anno, all’ interno della Design Week, la presenza  immobiliare. Sono infatti abbastanza  numerose le  società  del real estate che  hanno individuato nella manifestazione milanese la “ vetrina” giusta per proporre i propri progetti , residenziali  o retail  che siano.

Tra tutte, cito volentieri Coima ( “ Smart Home” nella Torre “ Aria” a Porta Nuova), Tirelli&Partners ( le “ Residenze Litta” in corso Magenta) e Promos ( con  l’ outlet di design “ ScaloMilano”).

Le iniziative di Progetto CMR, Lombardini 22 e di altri notissimi architetti ( tra cui Michele De Lucchi, Daniel Libeskind,  Andrea Maffei,  Simone Micheli, Marco Piva….) meritano altrettanta attenzione.

Testata giornalistica non registrata ai sensi dell’Art.3 bis del D.L. 18 maggio 2012, n. 63 convertito in Legge 16.07.2012 n°103

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