La mia EXPO : io la declino in “e”

di Paola G. Lunghini

Mi sembra  superfluo ricordare che, alle 10 del mattino del 1° maggio, si inaugurerà ufficialmente l’ EXPO di Milano.

Allora, l’ EXPO. Sono , come tutti credo, eccitata, emozionata, entusiasta, esaltata ed anche esasperata ( leggi terrorizzata, ndr) dall’ evento -  guarda che buffo,  ho scritto di getto cinque  aggettivi che iniziano  con la lettera “e”, tutte di seguito, per non citar l’ Evento, anche  con la lettera “e”  –

Pur avendo ( nella mia qualità di  iscritta alla Stampa Estera – ancora la lettera “ e” … –  in Italia , e da ormai ben 20 anni)  il  “privilegio” di partecipare alla  Cerimonia di  inaugurazione di EXPO, non me ne sono avvalsa . Sapete perché? Perché venerdì mattina, all’ EXPO,  ci saranno tutte le televisioni, le radio, etc etc  etc  etc, da tutte le parti del mondo ( compresi i miei  “molto  scettici” colleghi della  stampa tedesca ) . E io, anche se ho ricevuto l’ invito ufficiale al “ taglio del nastro” dei Padiglioni  – per il  primo pomeriggio di venerdì – da quasi tutti i Paesi partecipanti  ( un vero delirio di  email, non so quante decine siano, ma sono una più bella  dell’ altra ) , bene, in quell’ ammasso di  telecamere  e di voci, etc, semplicemente sparirei.

All’ EXPO ci andrò  appena qualche  giorno dopo l’ apertura. E all’ EXPO  dedicherò molte delle mie energie ( e dalli con la lettera “ e”…)  di scrittura,  ne sono certa.  Come sono certa che, comunque, la notte prima dell’ inaugurazione  dormirò malissimo: la tensione sarà troppa.  (Non scordiamoci che sono milanese, “ aggrappata alla Madonnina” e pure insignita  nel 2005 con l’ “ Ambrogino d’ Oro” , la massima  onorificenza del Comune di Milano).

Nulla di paragonabile, sia chiaro, alla tensione del Commissario EXPO  Giuseppe Sala.

Se c’è qualcuno nei cui panni non vorrei essere  beh , questo  è proprio Beppe Sala. Il quale sino a oggi  ha dimostrato un encomiabile controllo della situazione e dei suoi propri nervi.  Che devono essere d’ acciaio.

Gli auguro, sincerissimamente, di essere capace di  continuare  a tenere la barra  dritta e, se tutto andrà bene come spero,  di chiudere l’ esperienza EXPO  con un incarico ancor più importante  di quello – immane – che ha sinora ricoperto.

A quel punto, sarebbe  EVVIVA!

 

 

Testata giornalistica non registrata ai sensi dell’Art.3 bis del D.L. 18 maggio 2012, n. 63 convertito in Legge 16.07.2012 n°103

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