Milano, il 22 maggio l’ inaugurazione del nuovo edificio all’ angolo tra la centralissima via Torino e via della Palla. Rinasce a nuova vita una vecchia “storia milanese”

di Paola G. Lunghini

 

 

Il 22 maggio, a Milano ( alle ore 18.00 ) , ci sarà l’ Evento di inaugurazione del nuovo stabile sorto tra via Torino, via della Palla e via Lupetta.  Oltre a Pietro Croce, Socio di Pria SpA ,  la società immobiliare genovese che ha portato a conclusione i lavori di recupero dell’area ( iniziati nel 2012 ), sarà presente il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.

A marzo 2015, la superficie commerciale di 3.745 mq dell’ edificio  (di oltre 6.000 mq) era stata acquistata da M&G Real Estate, il braccio di gestione dei fondi immobiliari di M&G Investments (un   gestore europeo con presenza in Italia dal 2004).  Lì sta per aprire il suo flagship il gruppo Teddy  (abbigliamento), con i marchi Terranova e Calliope, in forza di due contratti di affitto di ramo d’azienda con durata 18 anni.

Il nuovo fabbricato comprende , anche, circa due mila metri quadri di uffici, e tre vasti appartamenti , per quasi  mille metri quadrati complessivamente . Nei  tre piani interrati , 84  box (in vendita) . Il valore del building è stimato in circa 100 milioni di euro.

Pietro Croce, socio di PRIA ,annunciando il deal con M&G, aveva  commentato: «In questa operazione PRIA SpA è stata affiancata da 15 primarie famiglie italiane che, dando vita a un club deal unico nel nostro mercato, hanno dimostrato che c’è tuttora molto interesse per lo sviluppo di importanti progetti immobiliari, pur in un periodo estremamente difficile, a condizione che si tratti di operazioni di elevato standing e qualità, gestite in assoluta trasparenza. Il contratto con M&G è il coronamento della nostra strategia indirizzata a operazioni in linea con le aspettative e gli standard degli investitori istituzionali internazionali».

Finalmente, dunque, è stata ricucita una delle “ ferite”  che ancora , dopo  tanti decenni dalla fine della seconda  guerra  mondiale , molto imbruttiva  una via centralissima  della città. Sino al 2012, infatti, i segni del bombardamento erano  rimasti lì tutti, convivendo con un piccolo parcheggio comunale che  per molto tempo era  – si fa per dire – stato affidato alle  cure di  quello che probabilmente era il “ barbone “ più snob di Milano : un americano a nome Roy, di età indefinibile, di buona cultura e dalla bellissima voce, che in zona tutti conoscevamo  e che in molti sostentavano  con piccole offerte di indumenti e di cibo. Roy , che “ abitava” nella baracchina  che fungeva da “ cassa” del parcheggio, dipendeva soprattutto dal buon cuore di qualche commessa della Standa ( eh, sì, perché proprio di fronte al parcheggio c’ era il grande magazzino, con anche il reparto alimentare), che gli passava i cibi in scatola ai limiti della data di scadenza. Se erano scatolette di carne o di tonno,  egli le divideva  con i componenti di una piccola colonia felina, randagia come lui, la quale aveva eletto domicilio nel piccolo e degradato vicolo retrostante il Magazzino.

Io una volta, ricordo,  regalai a Roy una coperta delle mie : era un inverno particolarmente rigido, e lui – mi aveva detto – di notte tremava di freddo. Me ne fu molto grato, e ogni volta che mi incontrava mi seguiva per un pezzetto di strada cantandomi – benissimo – una vecchia canzone che mi ha sempre divertito molto,  “ That’s Amore”.

Poi un giorno il “ barbone” scomparve :  tutti pensammo che fosse passato a miglior vita . Venimmo invece a sapere  dal  giornali – che si erano occupati un attimo della sua  storia – che  era  stato preso “ in carico” da una onlus, che lo aveva  finalmente persuaso a entrare in una decente struttura di ricovero per homeless.

Più o meno nello stesso periodo scomparvero anche le due attività che per decenni avevano caratterizzato l’ area, lungo il lato via  Torino : la storica edicola (che per decenni fu la mia edicola di riferimento) ,  e un modesto chiosco di bibite che però , in tutte le stagioni, offriva ai passanti anche freschissime fettine di noce di cocco.

Poi l’ area  venne recintata e  - con l’ inizio del cantiere – scomparve l’ unica  cosa “bella” che quella povera  area bombardata aveva mai avuto  : un alberello di specie incerta , “ molto autoctono e selvatico” , nato chissà come all’ angolo con via della Palla, miracolosamente  e vigorosamente  cresciuto a dispetto dei gas  di scarico  delle due strade e  del parcheggio.

Fosse dipeso  da me, anzicchè abbatterlo, all’ alberello avrei messo attorno una piccola aiuola e vi avrei posato una targa.

Testata giornalistica non registrata ai sensi dell’Art.3 bis del D.L. 18 maggio 2012, n. 63 convertito in Legge 16.07.2012 n°103

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