Inaugurato nel centro di Milano il nuovo edificio sito tra via Torino , via Lupetta e via della Palla , che sorge e rinasce – con un importante intervento di riqualificazione- in un’area abbandonata da oltre 70 anni

di Paola G. Lunghini

 

E’ stato inaugurato la sera di venerdì 22 maggio a Milano, alla presenza di Ada Lucia De Cesaris, Vicesindaco di Milano, e di altre  Autorità locali,  il nuovo edificio situato tra via Torino, via della Palla e via Lupetta, dopo un importante intervento di riqualificazione durato tre anni da parte di PRIA S.p.A., società genovese di investimento e sviluppo immobiliare. Hanno accolto l’ invito alla bella festa organizzata da Pietro Croce, socio di PRIA, numerosissimi ospiti , tra cui anche alcuni volti noti della real estate community milanese.

Come ormai è noto, il  nuovo palazzo occupa una superficie di oltre 6.000 metri quadrati e ospiterà negozi, uffici, abitazioni private e box.

In questo impegnativo progetto, firmato dall’architetto Paolo Asti insieme allo studio di ingegneria BMS Progetti ( guidato da Aldo Bottini) , PRIA è stata affiancata da 15 primarie famiglie italiane, dando vita a un “ club deal”  unico nel nostro mercato, con l’obiettivo di valorizzare un’area in centro a Milano che – dopo i bombardamenti del 1943 – era  stata abbandonata a se stessa per  oltre settant’anni, e che comprendeva un rudere settecentesco e un’area adibita a parcheggio comunale. Si veda qui al link http://www.internews.biz/?p=15596

L’attività commerciale, che occuperà quattro piani dell’edificio per 3.700 metri quadri di superficie, sarà gestita dal Gruppo Teddy . Nel mese di giugno è infatti prevista l’apertura dei “ flagship store” dei brand Terranova e Calliope ( abbigliamento)  con un contratto d’affitto della durata di 18 anni.

Circa due mila  metri quadrati  al terzo e quarto piano sono destinati a uffici e sono stati ceduti al Comune di Milano ( standard urbanistici e opere di urbanizzazione). Vedremo chi ci verrà, nella  zona c’è molta  attesa…

I tre piani di garage sotterranei conterranno oltre 80  box, mentre sul fronte di via Lupetta sono previsti tre appartamenti .

Nel realizzare il nuovo edificio PRIA, sotto l’ ovvio controllo della Soprintendenza  ( in questa zona di Milano basta grattare un attimo  un suolo,  e affiorano monete, vasi e  mattoni romani; figuriamoci che senso hanno quattro muraglie del settecento, per giunta  bombardatissime ),  ha conservato porzioni dell’antico palazzo che sorgeva nell’area, mantenendone muri, arcate e pavimentazioni. Sono state ricreate su due livelli le antiche corti, una delle quali si trova all’interno del negozio Terranova. Nella facciata su via Torino è stato aperto un “cannocchiale prospettico”  ( bellissima idea, ndr) che collega le chiese di Sant’Alessandro e San Sebastiano.

«Siamo molto soddisfatti del risultato della riqualificazione di quest’area sia per il valore architettonico dell’edificio coinvolto, sia per l’interesse che l’operazione ha suscitato tra gli investitori anche a livello internazionale. A marzo  infatti era  stata definita la cessione della porzione commerciale a M&G Real Estate, il braccio di gestione dei fondi immobiliari di M&G Investments» ha dichiarato in una Nota Andrea Haupt, Presidente di PRIA. «Da un’area abbandonata, abbiamo restituito alla città un immobile moderno e funzionale, con un valore superiore ai 100 milioni di euro. Molte sono state le difficoltà incontrate, ma è stato possibile superarle grazie ai grandi professionisti e alle imprese coinvolte che ci hanno affiancato in questa sfida. Un particolare ringraziamento va al Comune di Milano che, con grande spirito di collaborazione, ha permesso di risolvere i problemi burocratici con concretezza ed efficacia».

 

OK, vivendo  in zona dal 1969, sono felice.

 

A questo punto, però, occorre trovare al building un nuovo nome . Lo dirò a Pietro Croce , che mi ha fatto molto piacere  re-incontrare in questa bella occasione.

 

Caro Pietro, un complesso  così non possiamo chiamarlo solo  con il numero civico ( che mi pare sia  via Torino 29) ,  non ti pare ?

La  “Contrada”  di cui il  nuovo palazzo fa ora parte  (  che comprende una delle più rinomate e storiche panetterie della città e  un altrettanto storico barbiere, e non solo brand del fashion di consumo) , se lo aspetta.

Poiché la cosa è importante , mi sono andata a cercare – nella mia sterminata biblioteca  di casa – quello che potrebbe essere  il  libro “ ispiratore” :   trattasi  di “ Milano ritrovata, l’ asse via Torino”, pubblicato nel 1986.(Un libro ovviamente  introvabile, se non alla Biblioteca civica – per i non milanesi, la nostra Biblioteca  si chiama Sormani;  mio Dio, quanto tempo ci  passai  dentro, quando andavo al Liceo !!!, da farsi venire i crampi alla mano-.  E forse nemmeno alla Sormani. Ma alla Biblioteca  Nazionale  ci sarà di sicuro).

 

Io mai presterei un libro ( ci tengo troppo ai libri per separarmene anche solo temporaneamente ), ma mi  piace molto condividere la cultura : ergo  adesso  “andiamo giù” con la storia.

Via della Palla : si estendeva un tempo , con il titolo di Corsia , all’ interno della  antica “ Contrada della Balla “, che comprendeva anche il primo tratto dell’ attuale via San Maurilio. Il nome va fatto risalire a un “ atrio spazioso  al di dentro delle case” della nobile famiglia Pusterla, detto appunto  “ la Balla” ( un soprannome, evidentemente…)   dove già nel tre-quattrocento  si svolgeva un mercato di latticini e c’ era  un “ gran fondaco dell’ olio” che, per antico privilegio, era immune da dazio.

Era insomma un piccolo centro commerciale,  con abitazioni.

Il tracciato si mantenne inalterato sino al 1865, allorchè  si decise di demolire  molte costruzioni della Contrada ,  per ampliare la nuova e sempre più importante denominazione di via Torino…. Dopo la seconda guerra mondiale, e precisamente nel 1957, uno spazio ( vuoto, dopo i  bombardamenti)  di 765  metri quadrati  venne acquistato dal Comune di Milano per posarvi un autosilo, che fu successivamente smontato.

Il mio libro ut supra – ripeto, pubblicato nel 1986 –  a tale data recita : «Il degrado degli edifici superstiti  di via della Palla è tale che permette solo una  lettura approssimativa  della fisionomia  precedente».

Via Lupetta : era diramazione secondaria della  “ Corsia della Lupa” (  corrispondente a un tratto dell’ attuale via Torino)  che, ancora  nel sei-settecento, conservava decorosi esempi di edilizia, sia pur non così preminente come nella vicina e nobile   “Contrada degli Amedei” . L’ origine del toponimo viene fatta risalire a una antica scultura di questo animale,  infissa nel muro di un edificio della zona.  Non scordiamoci che  Milano era stata, per  diversi secoli, molto, molto  “ romana”! …

 

Pietro, io – nel naming – mi rifarei alla Lupa. Ma… non in inglese, per favore !

 

 

Nella foto in copertina, l’ edificio come si presenta oggi .

Nelle altre immagini, lo stato in cui versava  l’ area, e  alcuni momenti dei lavori

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