L’ immobiliare che migliora la vita : un commento all’ evento milanese “ Troviamoci in Cordusio”

Ci sono giornate in cui fare parte della comunità immobiliare italiana è più bello. Mercoledì scorso ( 20 maggio )  è stata una di queste. L’evento organizzato a Milano dal Comitato Promotore, presso il palazzo delle Poste, sul tema della valorizzazione di Piazza Cordusio, ha quasi inaspettatamente (a detta degli stessi organizzatori) raccolto una presenza massiccia del real estate italiano. La sala era gremita dal gotha e molti “800 pounds gorillas” (una espressione molto americana che si riferisce ai pezzi grossi del mercato immobiliare) hanno dovuto seguire l’incontro in piedi.

A me piace pensare all’immobiliare come a quella attività che ha come scopo il rendere migliore la vita delle persone. Migliore attraverso la realizzazione di case più confortevoli, di uffici dove ognuno possa dare il meglio di se stesso, di luoghi dove le persone possano incontrarsi e fare ciò che rende sensata e piacevole la vita.

Dunque ho apprezzato davvero che alcuni rappresentanti del mondo immobiliare abbiano voluto sollevare la necessità di ridare valore a uno dei luoghi più simbolici di Milano: Piazza Cordusio.

Piazza Cordusio è uno dei grandi non-luoghi della città. Un non-luogo è sempre uno spazio che trova in altro la sua funzione. Nello specifico Piazza Cordusio è una parte del “corridoio” tra i due Luoghi simbolo di Milano: Il Duomo e il Castello.

Fino al 1996 tutta la direttrice tra l’uno e l’altro era un non-luogo. Poi con la pedonalizzazione, via Dante ha trovato in se stessa la sua finalità ed è sbocciata a vita nuova. Una chiusura al traffico automobilistico che, così come quella dell’85 di Corso V. Emanuele, avvenne, occorre ricordarlo, tra le grida e gli strepiti dei molti che profetizzavano il binomio:  pedonalizzazione-morte. Come è chiaro oggi quelle due vie sono invece diventate due luoghi nevralgici della frequentazione cittadina, italiana e straniera.

Il fatto che il Comitato Promotore, costituito da rappresentanti in vista della comunità immobiliare italiana, abbia saputo identificare e suscitare interesse per qualcosa che riguarda la città di mi sembra una notizia eccellente.

Come classe dirigente e come industria immobiliare siamo chiamati in maniera molto concreta a “pensare il futuro” della città e del Paese. Ma sapremo pensare il futuro solo se sapremo avere sulla realtà, sulla quotidianità uno sguardo attento, responsabile, libero. Solo il vedere “bene” può avviare l’agire “bene”. Solo vedere ciò che non va può farci cogliere le opportunità che la realtà offre. Per chi chiude gli occhi o guarda nell’armadio è sempre notte fonda. L’alba e il sole che sorge sono solo per quelli che aprono le finestre.

Siamo un settore trainante dell’economia, un settore che reclama il diritto di essere riconosciuto per quello che è: produttori, gestori e valorizzatori di spazi immobiliari e non “speculatori”. Ma non possiamo dimenticare che le basi ideologiche su cui questo diritto che ci è spesso negato trovano terreno fertile nelle responsabilità che portiamo, certamente insieme ad altri, per il degrado attuale delle nostre città. E’ dunque necessario uno scatto di dignità di tutti affinché non si ripetano in futuro situazioni di volgarità, irresponsabilità o peggio di illegalità che hanno deturpato il nostro presente.

Per questo ho apprezzato molto l’agire del Comitato Promotore. Vi colgo l’intelligenza di chi guardando un problema vede un’opportunità, ma sa collocare il proprio interesse all’interno di un interesse più ampio.

Infatti è solo smettendo di guardare l’ombelico dei nostri guadagni personali immediati, sempre miseri e miserabili in filigrana, che sapremo cogliere l’orizzonte più ampio, bello e profittevole di una città che cresce e offre occasioni nuove e stimolanti.

Per questo desidero ringraziare (in rigoroso ordine alfabetico) Aldo, Corrado, Franco, Guido, Luciano e tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto.

Testata giornalistica non registrata ai sensi dell’Art.3 bis del D.L. 18 maggio 2012, n. 63 convertito in Legge 16.07.2012 n°103

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