I limiti allo sviluppo e gli “scenari globali al 2050” in un Convegno a Milano

di Francesco Tedesco (*)

 

Un convegno molto teorico e a tratti quasi filosofico quello che si è svolto l’ 8 giugno a Milano, dal titolo “Scenari Globali al 2050 – L’eredità del Club di Roma”, che ha lanciato una riflessione sull’ormai ben nota questione dei “Limiti allo Sviluppo” del nostro sistema economico globale, ossia la limitatezza delle risorse naturali necessarie a un’economia mondiale che vorrebbe crescere all’infinito.

Organizzato da AERA (Associazione Europea Rotary per l’Ambiente) presso la prestigiosa sede di Banca Popolare di Milano in via San Paolo, l’incontro ha avuto il merito di riunire attorno a questo tema importante e certamente sempre più sentito personalità di rilievo del mondo economico e scientifico.

Dopo i saluti istituzionali del Presidente di AERA, Giancarlo Nicola, si sono avvicendati gli interventi di Dino Piero Giarda, oggi Presidente del Consiglio di Sorveglianza di BPM, Domenico Siniscalco, oggi Vice Presidente di Morgan Stanley, Enrico Giovannini, Professore di Statistica Economica all’Università Tor Vergata e membro del Comitato Esecutivo del Club di Roma,Ezio Veggia, Vice Presidente di Confagricoltura, Fabrizio Longa, Presidente di Libera Energia Spa, Alberto Clò, Professore di Economia Industriale all’Università di Bologna, Riccardo Pietrabissa, Professore di Bioingegneria Industriale al Politecnico di Milano, Marino Gatto, Professore di Ecologia del Politecnico di Milano, e  Sergio Ulgiati, Professore del Ciclo di Vita dei Prodotti presso l’Università Parthenope di Napoli.

I diversi relatori si sono confrontati su tutti gli aspetti della sostenibilità (o, anzi, insostenibilità) del modello economico con particolare attenzione ai settori dell’agricoltura -non a caso il tema di EXPO- e dell’energia in cui, a livello mondiale e non solo in Italia, è in atto una vera e propria rivoluzione che vede le fonti rinnovabili erodere quote di mercato alle vecchie centrali a base fossile. Tra i diversi interventi è spiccato quello del Prof. Gatto, unico a far vedere interessanti studi che dimostrano gli ormai inquietanti impatti dell’attività umana sugli ecosistemi, e utili grafici che spiegano quali potranno essere gli impatti futuri, al 2050, dei cambiamenti climatici oggi in atto.

Finalmente è stato superato l’antico e stucchevole dibattito sull’esistenza o meno del fenomeno dell’aumento della temperatura media terrestre a causa dell’effetto serra. Oggi ci si interroga piuttosto se il salto tecnologico avvenuto in moltissimi settori  potrà essere in grado di riportare il Pianeta su un percorso di sviluppo più equilibrato, meno energy-intensive, più capace di riciclare e riutilizzare le risorse (scarse) che vengono erose. Un percorso insomma più “durevole”, se proprio non si vuole usare un termine ormai abusato come “sostenibile”.

Sì perchè il futuro del Pianeta al 2050 non sembra affatto roseo: oltre alle minacce dei cambiamenti climatici, incombono altri problemi come migrazioni di massa, estinzioni di specie animali e vegetali, esaurimento di risorse naturali, necessità alimentari di una popolazione mondiale che ci si attende arriverà ai nove miliardi di persone al 2050.

«Così come per la crisi finanziaria di questi ultimi anni, occorre trovare una soluzione anche al problema del rapporto tra ambiente e crescita» ha ammonito l’ex Ministro per i Rapporti con il Parlamento del governo Monti che fu.

Notevole anche l’intervento dell’Ex Presidente dell’ISTAT, Enrico Giovannini, il quale si è detto preoccupato della possibilità che «il punto di superamento dei limiti del Pianeta a sopportare il peso del sistema economico mondiale potrebbero già oggi essere stati superati, anche se non ce ne siamo ancora accorti. Dobbiamo agire con estrema urgenza» ha poi sottolineato l’esponente del Club di Roma «per dispiegare nuove politiche lungimiranti che ci permettano di rientrare su un sentiero di sostenibilità. In futuro l’accesso equo a risorse limitate potrà avere più valore della stessa libertà di parola che abbiamo oggi».

 

(*) Francesco Tedesco, collaboratore di www.internews.biz e di ECONOMIA IMMOBILIARE, è ingegnere ambientale esperto in energie rinnovabili e giornalista pubblicista

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