Settembre,andiamo a Santa Margherita:Scenari Immobiliari prepara i suoi numeri e li anticipa in Conferenza Stampa a Milano

di Francesco Tedesco

 

Non traspare troppo entusiasmo dai risultati presentati ieri a Milano da Scenari Immobiliari per i primi sei mesi dell’anno del mercato immobiliare. In Italia il settore si attendeva per il 2015 un forte segnale di recovery, ma la ripresa “vera” tarda ad arrivare, frenata più che altro dal settore residenziale che appare ancora in difficoltà. Più vivaci, invece, gli altri segmenti -come la logistica, gli uffici e il leisure- trainati dal rinnovato interesse degli investitori esteri.

Questi i dati di sintesi illustrati ieri da Mario Breglia e Paola Gianasso, rispettivamente Presidente e Responsabile Mercati Esteri di Scenari Immobiliari, nel corso di un incontro con la stampa appositamente voluto per condividere alcune riflessioni sull’andamento del mercato immobiliare nazionale ed europeo nel primo semestre.

Quello che si incomincia a delineare è dunque un mercato europeo a due velocità, con alcuni Paesi in “volata” -per utilizzare un termine sportivo- come Germania, Inghilterra e Spagna che hanno già recuperato il terreno perso negli anni della crisi, e altri Paesi in ritardo come Francia e Italia, che presenta oggi un fatturato complessivo ancora inferiore di sette punti percentuali rispetto al 2010.

Buona tuttavia l’aspettativa di crescita per l’Italia nel 2015: Scenari stima per la fine dell’anno un fatturato a +3,7% (da circa 106 miliardi di euro nel 2014 a 108 miliardi nel 2015) alle spalle di Inghilterra (+5,3%) e Spagna (+4,7%), ma davanti alla Germania (+2%). Complessivamente, i dati indicano che il fatturato dei cinque principali Paesi europei dovrebbe chiudere il 2015 con un +3,4%, ma la conferma arriverà solamente a settembre, nel corso della due giorni del 23° Forum di Scenari Immobiliari che si svolgerà a Santa Margherita.

«È vero che sono tornati gli operatori esteri, ma in Italia c’è ancora incertezza. Sebbene ci siano indubbi segnali di positività, tuttavia non possiamo ancora parlare di un pieno recovery, ma solo di un mantenimento delle posizioni», ha ben riassunto Breglia.

Il problema è che il comparto residenziale non è ancora ripartito. «Non bastano il calo dei prezzi e la maggiore facilità di mutuo a innescare una vera ripresa: la maggior parte delle famiglie italiane continua ad essere prudente e a rimandare il possibile acquisto di una casa. Per la seconda metà dell’anno ci aspettiamo un mercato ancora altalenante, con alcuni mesi buoni e altri negativi. In futuro per le famiglie saranno più i fattori di incertezza che quelli di certezza».

Scenari osserva quindi che i prezzi medi delle abitazioni in Italia, a parte le grandi città e le zone centrali dove si sono registrati prezzi in lieve rialzo, sono generalmente calati anche nella prima parte del 2015, registrando un -0,7% a livello nazionale. Con il segno meno grandi città come Napoli e Torino, mentre tornano a crescere i prezzi di Firenze (+0,8%), Milano (+0,7%), Genova (+0,5%), Bologna e Venezia (+0,4%).

Insomma, sembrerebbe che anche a livello nazionale si sia in presenza di un mercato a doppia velocità, con il comparto residenziale ancora ingessato e altri segmenti decisamente più frizzanti, come ad esempio gli uffici e la logistica, grazie alla rinnovata presenza di investitori stranieri che nel primo semestre  hanno chiuso deals vicini ai 5 miliardi di euro, di cui 2,5 miliardi solo a Milano. Di particolare interesse per il nostro mercato il piccolo boom del comparto alberghiero, che ha assistito ad un incremento del fatturato immobiliare superiore al 10%.

Particolare attenzione anche alle recenti vicende che stanno interessando la Grecia, il cui “no” al Referendum «è più che altro un effetto psicologico e non impatterà più di tanto sull’andamento ormai positivo da diversi mesi dei principali mercati europei» ha commentato Paola Gianasso.

«Certamente il mercato immobiliare greco è in forte difficoltà. In passato si sono già visti cali dei prezzi anche del 60% e ora, a seguito delle ben note vicende e con il rischio di un ritorno alla Dracma, il mercato è assolutamente bloccato. Per chi compra» ha spiegato Gianasso «esiste infatti sia un rischio di svalutazione legato al cambio di valuta, sia il rischio di un aumento delle tasse da parte del Governo».

«La situazione non è affatto rosea nemmeno per chi vende» ha poi incalzato Mario Breglia, facendo giustamente notare che per la paura di perdere i risparmi di una vita anche chi potrebbe avere intenzione di vendere sarà ora molto più prudente: «la liquidità può anche perdere valore, ma un immobile -alla fine dei conti- resta per sempre».

 

(*) Francesco Tedesco, collaboratore di www.internews.biz e di ECONOMIA IMMOBILIARE, è ingegnere ambientale esperto in energie rinnovabili e giornalista pubblicista

 

Testata giornalistica non registrata ai sensi dell’Art.3 bis del D.L. 18 maggio 2012, n. 63 convertito in Legge 16.07.2012 n°103

Website
Mediatechnologies Srl

Powered by WordPress