Aspesi e la Legge sul consumo del suolo : iI principio normativo ci trova d’accordo, ma considerare terreno agricolo ogni anfratto solo perchè non è stato ancora edificato è una follia

Un giudizio a chiaroscuro quello del Presidente di Aspesi, l’Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare, Federico Filippo Oriana sulla legge contro il consumo di nuovo suolo approvata ieri dalla Camera dei Deputati.

 

«È evidente – ed è ormai un portato imprescindibile di cultura moderna – che in un Paese come l’Italia non si debba consumare nuovo terreno verde a fini edilizi, ma costruire solo recuperando il terreno già antropizzato e/o edifici dismessi. Del resto l’Aspesi è fondamentalmente l’associazione dei costruttori “recuperatori” e non di chi parte dal greenfield. Quindi il principio normativo generale che questa nuova legge introduce ci trova completamente d’accordo.

Quello che lascia delle perplessità è il concreto impianto normativo in due punti:

 

1) considerare terreno agricolo ogni anfratto, anche nel semicentro di Milano o di Roma, solo perché non è stato ancora edificato, magari per problemi burocratici, è una follia anche perché l’agricoltura non è un’attività libera e non verrà mai autorizzata dall’Unione Europea nella zona, che so’, di Porta Genova: quindi si creeranno nuovi buchi neri nei centri urbani invece del “rammendo” del tessuto?

 

2) non aver salvaguardato investimenti già fatti in funzione dell’edificabilità di un suolo, magari con pesanti mutui ipotecari: che sarà di questi spazi che improvvisamente diventano inedificabili? chi pagherà il conto di questi sprechi?

 

In conclusione, bene avere la legge, ma vi si dovrà porre mano a breve per renderla attuabile in termini positivi per lo sviluppo sia civile che economico delle città».

 

Fonte : Aspesi

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