Il Temporaryhome supera l’Hotellerie in tutto il Paese: ecco i dati e le linee guida emersi dal 1° Forum dell’extralberghiero che si è svolto stamani a Milano

di Paola G. Lunghini

Si è tenuto la mattina  del 10 novembre in Confcommercio a Milano il primo Forum degli attori del settore extralberghiero, per iniziativa delle associazioni di categoria Rescasa Lombardia e ANBBA (bed&breakfast).

L’ evento – dal titolo  “E non chiamatelo più extralberghiero” – ha  fornito a una Sala stracolma i  numeri e le riflessioni che portano il comparto del temporaryhome (affitto breve turistico di stanze e case private) dal siparietto dell “extra” alle luci della ribalta  del mercato turistico.

Sono  dati significativi ancorché parziali: l’economia e la realtà stanno correndo più delle Istituzioni e quindi i numeri vengono raccolti dagli operatori sul campo secondo i diversi interessi.

Ecco la situazione a Milano:  attualmente, sulla piattaforma AIRBNB sono presenti  oltre 13 mila annunci tra singole stanze e interi appartamenti, con una crescita del 108% nell’ultimo anno. «EXPO ha dato una forte spinta al settore e attualmente l’extra alberghiero in città rappresenta il 51% contro il 49% degli alberghi confermando che Milano è in linea con le grandi capitali europee, Parigi, Londra. Prima di EXPO il rapporto era 47% contro 53% »( dati R&D Hospitality).
A Roma, l’extralberghiero – sempre secondo R&D Hospitality, che si basa su booking.com – vale « addirittura l’88% della ricettività, con 5.896 strutture private in affitto turistico contro  804 alberghi (totale offerta  6.700)». E’ sempre più forte la presenza sul mercato di operatori nazionali e internazionali che vogliono investire nel settore extralberghiero in Italia. R&D hospitality, guidata da Giorgio Bianchi e  specializzata nelle ricerca e sviluppo di opportunità di investimento nel settore alberghiero , ha creato una società di servizi , Freestyle hospitality , che si occupa di property management attraverso la progettazione, gestione e commercializzazione di immobili.

Secondo ANBBA ( i dati ricavati dal sito /www.060608.it/) le «Case Vacanze  “non imprenditoriali” sono circa 3.600, e oltre 1.800 sono i  Bed and Breakfast,  per un totale di oltre 5.400 strutture ufficiali gestite da privati, che in ogni caso rappresentano un fatturato annuo considerevole». Se si calcola infatti un reddito probabile medio annuo per struttura di circa 15.000 euro (la stima è al ribasso), ne consegue che « il business si aggira intorno agli 80 milioni solo per queste strutture non professionali. Se si aggiungono quelle professionali, che sono circa due mila,  il giro di affari supera di gran lunga i 150 milioni di euro».
Ma il  fenomeno del Temporaryhome  è di portata nazionale:  su AIBNB gli annunci sono oltre 190 mila.  La tecnologia, è stato spiegato al Forum,  costituisce il supporto distributivo ideale  per l’offerta privata e anche qui i numeri sono importanti: «nell’insieme il mercato digitale è arrivato nel 2015 a un valore complessivo di quasi 10 miliardi, circa 1 quinto del totale acquisti per  turismo e viaggi in Italia». La ricettività turistica dei privati rappresenta anche un nuovo business in grado di rilanciare il mercato immobiliare e i conti di tanti italiani colpiti dalla crisi.

Siamo  quindi  di fronte a  un cambio della guardia epocale nella ricettività turistica, per altro coerente con lo scenario socioeconomico: il Piano nazionale per un turismo sostenibile  (avendo il fine di spingere un turismo diffuso, ribilanciando i flussi che ora sono concentrati su poche città , quali Firenze, Venezia, e Roma) trova nell’extralberghiero il supporto più idoneo per due motivi: «da una parte, l’offerta di case private è spalmata su tutto il territorio, dall’altra risponde alle nuove esigenze dei turisti contemporanei non più attratti da destinazioni di massa, ma da formule incentrate sullo “human factor”, con la voglia di emozionarsi alla scoperta di autenticità e di esperienze personalizzate».
Resta da colmare il vuoto normativo. Dal Convegno  di oggi escono precise linee guida per la definizione dei decreti attuativi della nuova legge regionale per la Lombardia 87/2015, in particolare per quanto riguarda l’estensione agli Host  dell’obbligo di  segnalazione dei clienti alla P.S., con  effettive sanzioni a chi viola i precetti, e dell’imposta di soggiorno.

«Questa legge soddisfa gli operatori- ha commentato il Presidente di Rescasa Lombardia, Raffaele Paletti – seppur tardiva: quando sarà attuata il mercato sarà già cambiato». La regolamentazione in Lombardia avrà ricadute positive anche sullo sviluppo del turismo «portando nelle casse del Comune di Milano almeno 2,5 milioni dalle imposte di soggiorno estese ai privati che andrebbero a rabboccare la perdita di 5 milioni subita quest’anno dalla PA locale.  In gioco c’è  il progetto di nuovi grandi eventi perché Milano capitalizzi il successo turistico portato da EXPO» affermano a Rescasa. « A monte – ha sottolineato il presidente  Paletti – servirebbe però anche una riforma della legge sulle locazioni. E’ antistorico obbligare ad affitti di 4 anni per i privati e di 6 per le P.IVA, quando l’economia e il mercato immobiliare subiscono giornalmente fluttuazioni che richiederebbero scelte libere. Non solo. I 4 anni era un limite introdotto per tutelare la famiglia, istituzione a sua volta divenuta fragile, con il continuo aumento della popolazione single».

Circa  gli alberghi, poi,  Paletti, che è titolare di varie strutture ricettive ( quali Residence Biancacroce, Desenzano, Lepontina, Cremona e My House Apartments ), come di alberghi tradizionali , ritiene che «Il comparto Hotellerie cerca di arginare il fiume in piena chiedendo di introdurre diversi obblighi per i privati HOST, per esempio in ambito sicurezza, mentre ci si dovrebbe chiedere perché i turisti ora preferiscono il privato e di conseguenza adeguare i modelli di offerta».

«Siamo fiduciosi sugli sviluppi normativi della nuova legge regionale sul turismo, perché si tratta del primo serio tentativo di regolamentare l’impetuoso mercato dell’alloggio turistico. Un tentativo che dovrebbe essere esteso ad altre regioni nell’ottica di raggiungere una maggiore omogeneità nelle regole e negli adempimenti a cui sono chiamati i diversi operatori del mercato turistico/ricettivo» ha concluso Paletti, il quale ritiene  che lo sforzo di Rescasa Lombardia per un confronto ampio di tutto il mondo turistico non alberghiero «possa essere utile anche alle istituzioni per avere un quadro chiaro delle diverse esigenze in campo».

 

Secondo il Presidente Nazionale di ANBBA, Marco Piscopo,  « Dal Lazio viene la lezione di quello che non si deve fare!  Roma ha ben pensato per i B&B di obbligare il settore a chiudere 120 giorni l’anno per stare sotto la soglia della categoria professionale, mentre per esempio in Abruzzo l’obbligo è di soli 30 giorni. Sono prevalse logiche di lobby, per agevolare gli alberghetti di 2 o 3 stelle, ma ciò non funziona perché il nostro turista ha esigenze diverse. In compenso si è dato un brutto colpo a tante famiglie che avevano trovato una soluzione alla crisi, alla depressione, alla fuga dei figli per mancanza di lavoro».

Centrale,  nel dibattito  odierno, l’ opinione di Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia. «Di fronte a un contesto nuovo abbiamo cercato di rispondere con strumenti più adeguati: il turismo è cambiato radicalmente dalla stesura delle ultime leggi regionali che normavano il settore. Per questo la nuova legge regionale del turismo non è un semplice aggiornamento normativo, ma una vera e propria riforma che offre a tutta la filiera lombarda del turismo uno strumento moderno, concreto e innovativo che punta su semplificazione, qualità, formazione ed integrazione» ha sottolineato. «Nel caso specifico la legge affronta anche alcune aree grigie relative a nuove tipologie di accoglienza che stanno conquistando fette di mercato sempre più importanti spinte dal successo e dalle prerogative della sharing economy e, oltre a riconoscerle, va a stabilire, per la prima volta in Lombardia, un quadro normativo che garantisce un ambito di concorrenza leale con regole chiare e uguali per tutti».

Secondo Massimo Rovelli , Docente Tourism Management Luiss e IULM « il peso della crisi economica sui cittadini e la stagnazione del comparto immobiliare hanno agito da leva per cittadini ed imprese a indiduare nuovi percorsi innovativi per fronteggiare i cambiamenti economico-sociali. Questa dinamica ha portato alla ribalta una sensibile contrapposizione fra attori tradizionali e nuovi player di mercato e all’attenzione delle Istituzioni la necessità di introdurre nuove regole per bilanciare i diversi interessi presenti sul fronte della domanda e dell’offerta: la nuova legge sul turismo della Regione Lombardia risulta un esempio fra i più equilibrati adottati a oggi in Italia» .

Grande attesa, poi,per l’ intervento di Matteo Stifanelli,  Country manager per l’Italia di AIRBNB ( «In Lombardia e a Milano, un’amministrazione all’avanguardia ha dimostrato che un cambiamento è possibile e ci auguriamo che vengano fatti presto importanti passi anche a livello nazionale al fine di trasformare un fenomeno in ascesa in una concreta e stabile risorsa per la collettività») e di Vincenzo Cella, Gruppo Halldis Milano ( «Sarà molto importante anche la formazione degli operatori e Rescasa Lombardia può divenire un punto di riferimento per i tanti soggetti interessati a intraprendere un’attività nel settore turistico ricettivo».

Al termine della Tavola Rotonda, che ha  visto  confrontarsi anche  altri operatori , tra  cui Filippo Cavandoli (di Stay City,  società irlandese  leader  in Europa  nel settore ) , legittima la soddisfazione  di  Massimo Costa, segretario generale di  Rescasa, per il successo del Convegno. «I numeri  da soli fanno capire che il settore finora chiamato extralberghiero, come se fosse un aspetto periferico del business che ruota intorno al turismo, oggi è diventato a tutti gli effetti protagonista e in grado di fare da traino agli altri comparti dell’industria del turismo; pertanto deve uscire dalla zona opaca giuridico legislativa ed essere normato come ogni altra attività» ha concluso Costa,  auspicando « una rappresentanza sempre più estesa,  e per questo la collaborazione tra Rescasa Lombardia e ANBBA, avviata con il Convegno, avrà presto degli sviluppi anche in termini organizzativi sul territorio lombardo».

 

Nella foto, Raffaele Paletti

 

Testata giornalistica non registrata ai sensi dell’Art.3 bis del D.L. 18 maggio 2012, n. 63 convertito in Legge 16.07.2012 n°103

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