Nomisma/post Expo: non solo un problema immobiliare, ma una sfida strategica di posizionamento competitivo

Rispetto al dibattito delle ultime settimane sul futuro e il ruolo dell’area che ha ospitato Expo Marco Marcatili, Responsabile strategie urbane e sviluppo locale di Nomisma, sottolinea : “Pensare al post-Expo non significa pensare al solo futuro di Milano, ma al futuro di una nuova destinazione rilevante per lo sviluppo del Paese. Gli oltre un milione di metri quadrati dell’area espositiva non pongono solo un problema di carattere immobiliare, ma una sfida strategica di posizionamento competitivo e trattandosi di un’area sterminata non è possibile un’unica specializzazione tematica”.

In questi ultimi giorni” – continua Marcatili – “c’è stato grande fermento di idee e proposte sull’area, ma ciascuna mira a una sua rappresentazione del futuro senza per questo concorrere a una  rappresentazione condivisa e plurale. Chi è il soggetto chiamato a esprimere una visione plurale di sintesi? Le parole d’ordine delle proposte presentate sono:  campus, parco tecnologico, incubatore, hub, ma non basta citare una di queste parole d’ordine per dire innovazione.  L’area Expo può essere pensata come un’area di sharing economy, ma che necessita di un percorso di autentica sharing. In questo senso, qual è il ruolo della comunità e quali sono gli interessi reali in campo? Tutti gli osservatori sono concentrati sull’area, ma nessuno pensa ai confini. Ripensare l’area di Expo significa pensare all’intorno sociale e urbano, a una nuova destinazione non sconnessa con la città. La variabile tempo è cruciale, ma c’è un tempo per la comunità, un tempo per la decisione politica, un tempo per il ritorno degli investimenti. Come comporre questi tempi con la necessità di una co-progettazione e coinvolgimento pubblico? Non solo 105 ettari sono in cerca di economie, ma tante economie sono in cerca di città-territorio. Sentiamo la necessità di declinare una visione ecologica a 360° per pensare all’area Expo non solo come una eccellenza, ma come un “brano di città”.”

Il network di Nomisma ha individuato alcune proposte e un’Agenda operativa da adottare nei prossimi mesi:

identificazione di un project manager capace di inserire il genio italiano all’interno di un percorso organizzato di innovazione sociale e urbana.

- creazione di un tavolo delle competenze per partire dall’idea  centrale di Assolombarda e comporre un quadro di sostenibilità economica, sociale, ambientale, culturale.

- realizzazione di un luogo fisico simbolico (“stanza delle idee”) dove rappresentare le varie proposte favorendo lo scambio pubblico

- realizzazione di un masterplan cellulare che cresce e matura in relazione al mutamento delle condizioni economiche e contestuali.

Luca Dondi, Amministratore Delegato di Nomisma ricorda : “Nomisma è impegnata sul tema post Expo non per rincorrere il dibattito sulla “fiera delle idee”, ma perché sente la responsabilità di “accompagnare” la riflessione con “buone domande” e favorendo l’incrocio di “visioni pubbliche e private” che aiutino a individuare la “sfida giusta”.

Fonte : Nomisma

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