Il programma sul recupero degli scali ferroviari : la bocciatura dell’accordo e’ un fatto gravissimo per l’economia milanese

di Assolombarda e Assimpredil Ance

“Un semplice strappo di natura politica nella maggioranza e una deriva opportunista della minoranza l’altro ieri hanno fatto naufragare l’interesse della nostra Città costringendo, ieri, la Giunta a ricordare al Consiglio la necessità di serrare i ranghi per ratificare un accordo di interesse pubblico già adottato”.

Così Marco Dettori, Presidente di Assimpredil Ance e Rosario Bifulco, Vicepresidente Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza per la Competitività territoriale, hanno commentato la bocciatura della delibera che avrebbe dovuto ratificare l’accordo di Programma promosso da FS Sviluppi Urbani per la trasformazione urbanistica delle aree ferroviarie dismesse e in dismissione nel comune di Milano: Scalo Farini, Scalo Romana, Scalo e Stazione di Porta Genova, Scalo Basso di Lambrate, parte degli Scali Greco-Breda e Rogoredo, aree Ferroviarie San Cristoforo, in correlazione con il potenziamento del Sistema Ferroviario in ambito milanese.

È un’iniziativa volta a restituire alla cittadinanza più di 1.200.000 di metri quadrati di aree strategiche, oggi degradate, trasformandole in parchi pubblici, in housing sociale, in infrastrutture per la mobilità, e generando oneri di urbanizzazione in aree per lo più già urbanizzate. A questo risultato, d’interesse pubblico e non speculativo, si è arrivati dopo  centinaia di riunioni, di verifiche con i consigli di zona, di proposte, di studi sulla mobilità e sull’impatto acustico, di valutazioni ambientali strategiche, di progetti di riqualificazione di spazi pubblici.

“Si tratta di una vera opportunità per la città, un volano enorme di potenziali investimenti a beneficio dell’economia del territorio, dopo oltre 10 anni di faticosissimi percorsi urbanistici, di grande lavoro di FS Sviluppi Urbani, emanazione di una società pubblica, e degli Uffici comunali impegnati a vario titolo. Un esempio mirabile di obiettivo sociale che risponde anche a logiche di investimento, di crescita, di sviluppo e di lavoro con ricadute dirette sul sistema delle imprese che hanno oggi necessità di uscire definitivamente dalla crisi. L’interesse di parte, invece, è passato sopra a tutto, sopra al lavoro svolto, alla Città, allo sviluppo, alla crescita. E getta forti dubbi sul futuro, visto che presto, oltre all’accordo sugli scali ferroviari, l’Amministrazione comunale di Milano dovrebbe esprimersi sulla riconversione delle aree del post Expo.”

Questo episodio è successo a Milano, ma anche a Segrate il cambio dell’Amministrazione comunale sta ritardando un importante progetto di sviluppo nell’ambito della Città Metropolitana. Due episodi in meno di un mese. Investimenti diretti per oltre due miliardi di euro che sono stati bloccati.

“Vale la pena ricordare che in questi ultimi mesi a Milano si è creato un patrimonio positivo tangibile e straordinario. Milano non è mai stata negli ultimi otto anni così sotto i riflettori del mondo risvegliando un forte interesse da parte di investitori di breve, medio e lungo periodo, nazionali e internazionali.”

“Vorremmo davvero pensare a quanto è successo come a un incidente isolato. Dobbiamo infatti essere tutti consapevoli che chi investe osserva e valuta questi comportamenti in modo molto attento e critico prima di decidere l’opportunità dell’investimento.”

“Alla rappresentanza eletta dai cittadini di oggi e di domani consegniamo quindi la responsabilità di scelte che devono essere consapevoli del valore di questo progetto per il futuro della nostra comunità”.

Fonte : Nota congiunta

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