L’Outlook 2016 di RICS , sarà l’Europa a guidare la marcia di uffici, retail e immobili industriali

Secondo RICS il 2016 sarà un anno positivo per il settore degli immobili strumentali (uffici, immobili commerciali e industriali) a livello globale, con l’Europa che catalizzerà l’attenzione degli investitori internazionali, dando ritmo e direzione al settore. A soffrire saranno invece le economie emergenti, in preda all’onda lunga della crisi, con Russia e Brasile sottotono assieme alla Svizzera, e la Cina che influenzerà l’andamento del settore in tutta l’area del Sudest asiatico. E’ quanto prevede l’outlook 2016 di RICS sul settore del commercial real estate, condotto raccogliendo reazioni e sensazioni di oltre 1.300 membri da tutto il globo, e presentato da Simon Rubinsohn, chief economist di Rics, nel corso del “RE Italy Winter Forum 2016” che si è tenuto il 28 gennaio a Milano.  “Il sentiment globale sul settore degli immobili strumentali è positivo – ha spiegato Rubinsohn – in particolare in Europa, dove i segni di recupero dell’economia dopo la crisi sono sempre più tangibili”. Gli operatori, secondo il sentiment evidenziato dalle interviste, si attendono nel Vecchio Continente un ulteriore, modesta compressione dei rendimenti per tutto il 2016, con conseguente aumento dei prezzi. “L’Europa è ripartita dopo gli Usa – ha commentato Rubinsohn – ma per l’anno in corso è attesa conferma dei trend positivi”.A muovere il mercato, oltre ai dati macro che confermano la ripresa in buona parte del continente, gioca un ruolo fondamentale la Bce, che con la politica di alleggerimento quantitativo sta contribuendo a mantenere i tassi d’interesse bassi, favorendo così l’investimento in molti settori dell’economia, compreso l’immobiliare. Particolarmente interessanti saranno i mercati delle principali città tedesche, a cominciare da Berlino, Monaco e Francoforte, così come quelli delle capitali dei Paesi ex Pigs. Quindi, escludendo la Grecia, Lisbona, Dublino e Madrid.

E l’Italia? “Milano è già ripartita – ha chiarito Rubinsohn – non è tra le città che guidano il mercato in Europa, ma è senz’altro  sotto i riflettori degli investitori. Per il resto del Paese persiste un po’ di ritardo, ma il sentiment è positivo”. E la direzione appare quindi tracciata.

Attesi in positivo sono anche i mercati di Londra e del Giappone, dove il recupero dell’economia è stato più precoce che altrove e dove le banche centrali hanno pompato liquidità nel sistema, favorendo la congiuntura. Permane positivo il sentiment su New York, nonostante il livello generale dei prezzi che è molto alto.

 

Le previsioni più fosche arrivano invece da Brasile e Russia, cui si aggiunge il Canada. Il sentiment, peraltro, ha iniziato a deteriorarsi anche per quanto riguarda i Paesi della penisola arabica e dell’estremo oriente, in particolare Cina e Singapore.

I problemi dell’economia cinese non sembrano però preoccupare più di tanto . “In primo luogo non bisogna confondere l’andamento della Borsa cinese con quello dell’economia del Paese in generale – ha detto Rubinsohn – Inoltre, è facilmente prevedibile che vi sarà una riduzione degli investimenti internazionali, pertanto anche in Europa, provenienti da Oltremuraglia, ma questi saranno in parte compensati e sostituiti da investimenti provenienti dagli Usa. Gli operatori americani stanno infatti guardando con crescente interesse ai mercati immobiliari europei, favoriti anche dal tasso di cambio euro su dollaro. E’ probabile che l’effetto del rallentamento cinese si farà sentire di più a livello regionale, sui Paesi limitrofi, che non in Europa”.

Fonte : RICS

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