L’ impatto del Lavoro Agile sul settore immobiliare e la città, in un innovativo workshop a Milano ( 18 febbraio 2016)

di Francesco Tedesco (*)

In occasione della “Giornata per il Lavoro Agile” promossa dal Comune di Milano, si è svolto mercoledì 17 febbraio presso la piscina Cozzi di Milano un seminario organizzato dal webmagazine WOW! (Ways of Working) dal titolo “Lavoro Agile: quale impatto sul settore immobiliare e la città?”
L’incontro, organizzato in collaborazione con Milanosport e con il patrocinio di AREL (Associazione Real Estate Ladies) è stato rigorosamente “in rosa”, e ha sperimentato con successo il nuovo format del “seminario a bordo vasca”.
Dovendo parlare di Lavoro Agile, smart working, coworking e nuovi modelli di condivisione degli spazi di lavoro, la location del seminario non poteva che essere un po’ insolita, come appunto la tribuna della grande piscina Cozzi dove, al fianco della vasca con trampolini da 5 e 10 metri di altezza, è stato allestito un “agile” ambiente di coworking con tanto di postazioni internet, macchinette per il caffè, schermi e proiettori video.
Moderate da Paola G. Lunghini, Direttore di Economia Immobiliare, sul palco si sono avvicendate le voci e le esperienze di Chiara Bisconti (Assessora al Benessere, Qualità della vita, Sport e tempo libero del Comune di Milano), Anna Maria Ricco (Head of Real Estate di UniCredit Business Integrated Solutions), Francesca Spada (Consulente HR, già dirigente HR per IBM e Lenovo, che ha portato anche la propria esperienza personale quale “ lavoratore agile” da molti anni, anche in sedi estere delle Società ),e Barbara Polito (Presidente d’Onore di AREL e Partner di Real Consultant).
«Il Lavoro Agile è ormai una pratica molto diffusa all’estero e si sta diffondendo sempre di più anche qui in Italia» ha ricordato in apertura l’Assessora Chiara Bisconti,tanto che è allo studio del Governo un apposito disegno di Legge per dare una prima regolamentazione. E’ un processo rivoluzionario che «scardina la concezione tradizionale del posto di lavoro mettendo al centro il benessere del lavoratore e permettendo al datore di lavoro di ridurre i costi. Vari studi dimostrano infatti che dare fiducia al lavoratore permette di aumentarne la produttività».
Il Comune di Milano sta quindi lavorando al lancio di una “app” per smartphone attraverso cui capire dove sono questi luoghi in giro per la città di Milano. Per il momento è già operativo il sito: www.giornata.lavoroagile.it
Quali saranno tuttavia le ripercussioni che questa lenta trasformazione avrà sulle nostre città? In un mercato immobiliare già segnato da lunghi anni di stagnazione, con decine di migliaia di metri quadri di uffici -spesso obsoleti- sfitti nelle nostre città, non vi è il rischio che il fenomeno dello smart working possa andare a ridurre la quantità di spazi ad ufficio nelle nostre città? Qual’è il sentore degli investitori?
Queste e altre domande hanno stimolato il dibattito degli esperti raccolti a bordo vasca. Intanto, in piscina, le signore dai coloratissimi costumi si impegnavano a seguire i passi del corso di acqua-gym al ritmo di musica latino-americana.
«Abbiamo lavorato a lungo a queste tematiche» ha spiegato Anna Maria Ricco «e la riorganizzazione del Gruppo in 25 città ci ha portati a rilasciare 700 mila metri quadri di uffici, di cui ben 150mila nella sola città di Milano dove prima occupavamo 26 immobili, mentre ora solo cinque grazie anche alla nuova sede in Garibaldi-Repubblica. Adesso» ha continuato la manager «ci concentreremo a lavorare a una razionalizzazione degli spazi di UniCredit a Lampugnano, sempre con la stessa idea di riqualificare l’area aumentando i servizi disponibili per la collettività, offrendo spazi per il coworking, e quindi sempre con un occhio alla funzione sociale del nostro intervento».
«Oggi è senza dubbio un momento molto dinamico per la riqualificazione degli uffici e delle nostre città» ha osservato Barbara Polito «e se pensiamo ai vuoti che un’operazione come quella di UniCredit può lasciare possiamo anche essere intimoriti, ma certamente si aprono grandissime opportunità per ripensare le città. Non credo che siamo oggi di fronte alla fine dell’ufficio tradizionale, che rimane sempre al centro della logica di investimento di un investitore. Tuttavia» ha confermato Barbara Polito «si stanno facendo largo nuovi modelli di business legati alla realtà del coworking, come le esperienze di “Copernico 38” a Milano -dove ci sono ben 1.300 postazioni per il Lavoro Agile, attualmente coperte al cento per cento- o ad esempio anche Foro Buonaparte 22 -dove presto verranno inaugurate altre 150 postazioni per uno smart working “di lusso”. Non sono spazi facili da gestire» ha precisato l’ esperta «perchè non c’è la sicurezza di avere un affitto stabile ogni mese, ma ci sono entrate altalenanti a seconda del numero di clienti che ogni giorno usufruiscono delle postazioni di lavoro. Esiste quindi una maggiore precarietà a gestire questi spazi “agili”, ma le esperienze che ricordavo prima, così come anche quella di WE WORK a Londra, hanno già dimostrato di saper generare reddito e incominciano quindi a vedere primi investitori che puntano su questa tipologia di uffici innovativi, flessibili e sempre aperti» quasi h24 per 365 giorni all’anno, come se si fosse in un grande albergo.
Anche il mondo degli uffici, con la crescente diffusione del Lavoro Agile, sembrerebbe quindi andare verso un’evoluzione che sposa sempre più la digitalizzazione alla flessibilità e alla condivisione degli spazi.

(*) Francesco Tedesco, collaboratore di www.internews.biz e di ECONOMIA IMMOBILIARE, è ingegnere ambientale esperto in energie rinnovabili e giornalista pubblicista

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