Misurazione degli edifici a uso ufficio, il bilancio di RICS e di Assoimmobiliare a un anno dallo standard IPMS

A un anno dall’entrata in vigore dello standard internazionale per la misurazione degli edifici a uso ufficio è tempo di un primo bilancio: a che punto siamo? La domanda ha trovato una prima importante risposta durante una conferenza organizzata da RICS e che si è tenuta oggi a Milano, dedicata al tema dell’adozione e dell’effettivo utilizzo dello standard IPMS, studiato e redatto da IPMSC, Coalizione costituitasi a Washington nel maggio del 2013, con l’obiettivo di redigere uno standard internazionale e condiviso sul metodo di misurazione delle proprietà.La Coalizione è rappresentata da 26 organizzazioni no profit di tutto il mondo, tra le quali RICS e, per l’Italia, Assoimmobiliare, che hanno lavorato per giungere a uno standard internazionale per la misurazione delle proprietà. Standard che, dal punto di vista operativo, è stato condiviso dai membri della Coalizione ed è entrato in vigore nel maggio del 2015. Il convegno è stato l’occasione per riaprire un confronto diretto attorno agli argomenti sul tavolo e per offrire un aggiornamento in merito al grado di adozione e utilizzo dello standard IPMS office.

A delineare il quadro, stabilendone perimetro e dimensioni, all’interno del quale i professionisti del real estate si stanno muovendo alla luce del nuovo standard internazionale per la misurazione degli edifici a uso ufficio è stata Laura Piantanida, MRICS,  AD  di Reddy’s Group.

“A fronte del proliferare di prassi locali più o meno consolidate lo standard IPMS si è posto l’obiettivo di garantire, a livello internazionale, un unico sistema di misurazione – ha spiegato Piantanida durante il suo intervento – In particolare le componenti di innovazione, quasi di rottura, dello standard IPMS sono due: uniformare la metodologia e fornire nel contempo un quadro articolato delle consistenze dal quale operatori di settori diversi possano attingere dati uniformi e universalmente per le proprie finalità, ache se differenti. IPMS fornisce non solo un numero, ma un set di informazioni”. “Lo standard IPMS oggi consente di uniformare le prassi di mercato – ha proseguito Piantanida – il successivo auspicabile passaggio sarà, in un’ottica di semplificazione, quello di uniformare anche i criteri di misurazione delle consistenze dettati da normative fiscali e urbanistico/edilizie, queste ultime declinate spesso in modi diversi a livello locale”.

Nunzia Moliterni, MRICS, e Luca Villani, MRICS, hanno poi presentato casi pratici di applicazione dello standard, condividendo criticità e benefici della sua implementazione nel mercato italiano.

A conclusione dei lavori è intervenuto Paolo Crisafi FRICS, Direttore Generale di Assoimmobiliare, che ha evidenziato come l’apporto di conoscenza dei Rics sia fondamentale per realizzare in Assoimmobiliare una sintesi organica da presentare nelle sedi istituzionali.”Ritengo che la coalizione abbia lavorato e stia lavorando a un progetto tanto importante quanto necessario – ha dichiarato Crisafi – Chi adotterà, calandolo nelle proprie specificità, buone pratiche e standard internazionali globali avrà maggiori possibilità di business trasparente in un contesto mondiale con conseguente miglioramento della coerenza nei report finanziari e di valutazione in tutti i mercati globali. Infatti, parlare un linguaggio comune contribuirà a creare una base comune e condivisa per la costruzione di modelli, anche nel settore dei servizi in generale e non solo nelle valutazioni, sempre più trasparenti e performanti ed in linea con le migliori pratiche nazionali ed estere”.

Fonte : RICS

 

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