Hotel& Retail si incontrano in una Tavola Rotonda all’ evento milanese “RE Italy”. Ecco le opinioni degli esperti

di Francesco Tedesco (*)

Continuano le manovre di avvicinamento tra il mondo dell’Hotellerie e del Retail, due emisferi del panorama immobiliare che si sono nuovamente riuniti attorno al Tavolo -quest’anno per la seconda volta- grazie all’iniziativa di Paola G. Lunghini ( Direttore di www.internews.biz) che ha voluto organizzare all’interno della Convention “ RE ITALY” ( l’ 8 giugno a Milano, presso Palazzo Mezzanotte ) un incontro dal titolo “HOTEL & RETAIL: MERCATO ITALIANO, I SEGNALI DEL NUOVO NEW NORMAL”.
I diversi esperti riuniti attorno alla Tavola Rotonda hanno fornito spunti sulle ultime tendenze in atto a livello internazionale, con un occhio all’Italia per capire se esistono possibilità di contaminazione e convergenza tra i due comparti. Tradizionalmente, infatti, il Retail in Italia non ha guardato troppo al Turismo, ma forse qualcosa può cambiare per allinearsi alle esperienze che si stanno sviluppando all’estero.
«Le analisi ci indicano che nei prossimi quattro anni il settore del turismo sarà sempre più trainante: si aspettano infatti 300 milioni di nuovi viaggiatori nel mondo» ha ricordato Marco Malacrida, Amministratore Unico di RES Hospitality Business Developers. «L’Italia è una delle principali destination turistiche a livello mondiale, e anche da noi uno dei principali driver del turismo è oggi rappresentato dallo shopping».
Concorde con questa visione anche Luca De Ambrosis Ortigara, CEO DEA Real Estate Advisors e ideatore dell’outlet di successo di Serravalle Scrivia. «Oggi ormai bisogna pensare agli outlet non più come oggetti del mondo dello shopping, ma dell’Hospitality: non si parla più di clienti, ma di visitatori, di “guests”. Lo dimostrano anche i numeri: a Serravalle ad esempio il 30% dei visitatori sono stranieri. Il Turismo è sempre più una importante fonte di fatturato e non mancano casi in cui gli outlet possano ospitare al proprio interno alberghi e offrire servizi di hotellerie. Al momento abbiamo in corso» ha raccontato De Ambrosis Ortigara «un’operazione di sviluppo in Finlandia al confine con la Russia: si tratta di un outlet lungo l’autostrada che collega i due Paesi e abbiamo voluto inserire una struttura ricettiva all’interno dell’outlet per permettere ai turisti russi di fermarsi per più di un giorno. L’apertura è prevista per il 2018, e posso dire che l’offerta di hospitality è stata uno dei punti di forza del progetto. Ormai notiamo che tra Hotel e Retail si stia verificando sempre più una convergenza».
Più moderato e cauto il giudizio di Pietro Malaspina, Senior Advisor di Praga Service – Aedes SIIQ Group, secondo cui molto dipende dalla location.
«È innegabile che ci siano delle sinergie tra mondo del Retail e del Turismo» ha osservato Malaspina. «Tuttavia non sempre una delle due attività può essere di supporto al buon successo dell’altra, dipende dalla situazione. Nei centri storici delle città italiane, ad esempio, esistono sicuramente delle sinergie tra le vie dello shopping di lusso e la presenza delle migliori catene alberghiere. Anche Retail parks, Outlets e Leisure parks si prestano abbastanza bene alla presenza di strutture di hospitality. A nessuno, invece, verrebbe mai l’idea di passare la notte in un centro commerciale di tipo tradizionale» dove lo shopping è meno legato all’entertainment ma è dovuto alla necessità di reperire velocemente merci e beni di consumo.
«In genere possiamo affermare che più alto è il contenuto di entertainment del Retail, più alta è la possibilità di connessione con il mondo dell’hospitality» ha riassunto Malaspina. «È chiaro che nella situazione “giusta” i benefici sinergici tra le due attività possono diventare molto forti. Viviamo oggi nell’era della contaminazione e osserviamo che anche nel Retail, così come avviene nel Turismo, è sempre più importante mettersi al servizio non del cliente, ma del visitatore».
La crescita di “punti di contatto” tra i due comparti è stata confermata anche da Giorgio Bianchi, Amministratore R&D Hospitality. «Lavoriamo come advisor nel settore del turismo e abbiamo verificato che un rinnovato interesse dell’Hotellerie si verifica anche all’interno dei Leisure parks: Gardaland ad esempio ha da poco potenziato l’offerta del proprio albergo portando le camere disponibili da 200 a 300 key. Questi e altri casi significativi saranno sicuramente oggetto di un approfondimento nel corso del prossimo appuntamento di “Tourism Investment”, l’evento dedicato al mondo del real estate turistico, che si svolgerà presso la Fiera di Bergamo a fine settembre ».
Se in Italia si intravedono quindi i primi segnali di convergenza, a livello internazionale le sovrapposizioni tra Hotel & Retail sono già affermate da tempo. A parlarne è stato Davide Padoa, CEO di Design International, società londinese che ha una vasta esperienza nella realizzazione di strutture Retail di livello internazionale.
«Ormai la concorrenza tra un centro commerciale e l’altro è sempre più forte e cresce dunque la necessità di trovare nuove vie per differenziarsi. Ecco dunque che si guarda sempre più all’intrattenimento educativo, ludico o sportivo, a fornire nuovi servizi per il cliente e a creare nuove esperienze di visita per gli ospiti, tra cui anche l’hospitality. Qui in Italia siamo ancora indietro, ma all’estero -specialmente USA e Middle East- non è affatto insolito realizzare outlet dove è già previsto fin da subito un albergo di lusso o “fun”, che aiutano a prolungare la permanenza dei clienti nella struttura».
Un altro contributo alla convergenza tra i due comparti può infine arrivare dal mondo dello sport, come ha avuto modo di ricordare in un divertente intervento dalle “colorate note calcistiche” anche Fabio Bandirali,Presidente di AICI ( Associazione Italiana Consulenti, Gestori e Valutatori Immobiliari ) e Responsabile del Think Tank “Hospitality, Sport, Salute e Sostenibilità nel Real Estate” di Assoimmobiliare
«Diversamente dall’Italia, all’estero gli stadi sono pensati come veri e propri poli di aggregazione turistica aperti sette giorni su sette e in grado di ospitare al loro interno anche hotel e centri commerciali. Pensiamo ad esempio al “Camp Nou” di Barcellona che è meta ogni anno da parte di 1,3 milioni di turisti; o anche lo stesso “ Santiago Bernabeu” a Madrid, il cui nuovo progetto di trasformazione prevede al suo interno un hotel di lusso e un centro commerciale. Purtroppo nulla ancora si muove in Italia» ha sottolineato graffiante Bandirali « e lo “stadio” più visitato del nostro Paese rimane ancora oggi il Colosseo. Dovremmo imparare dall’estero a utilizzare i nostri asset immobiliari sportivi di più e meglio. Se fosse così» ha concluso Bandirali «queste strutture potrebbero giocare un importante ruolo di aggregazione tra Retail e Turismo con ricadute economiche importanti. Qualcosa però si sta muovendo e il nuovo stadio di Cagliari ospiterà al suo interno un Centro Commerciale».
Tra i relatori che hanno preso parte all’incontro anche Aldo Cingolani, CEO di Bertone Design, che ha presentato nuovo format per la nuova catena di alberghi “Bertone Design Hotel”: sarà un nuovo esempio di “travel-hotel”, il primo aprirà a Roma a fine 2016, e una seconda apertura dovrebbe avvenire in seguito a Milano e forse anche a Venezia. Curiosamente tutti gli oggetti di design all’interno degli ambienti degli alberghi saranno acquistabili: dalle sedie ai posacenere fino agli allestimenti delle camere. È anche questo un nuovo modo – forse davvero un po’ particolare – di coniugare tra loro Retail e Hotellerie.

(*) Francesco Tedesco, collaboratore di www.internews.biz e di ECONOMIA IMMOBILIARE, è ingegnere ambientale esperto in energie rinnovabili e giornalista pubblicista.

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