Sogeea commenta i dati INAIL sugli infortuni sul lavoro : siamo ancora lontani dalla media europea

«I dati diffusi dall’INAIL non devono indurre ad abbassare la guardia di fronte a una questione di primaria importanza come la sicurezza sul lavoro. Il fatto che nel 2015 si sia registrato un leggero calo sia a livello di infortuni che di decessi rispetto all’anno precedente va ovviamente letto positivamente, ma lascia comunque l’Italia in una posizione assai delicata rispetto ai principali partner europei: l’indice di lavoratori morti rispetto a quelli occupati rimane nettamente superiore a quello medio dell’Unione. Inoltre, non va dimenticato come le statistiche dell’Inail non tengano conto, ad esempio, dei lavoratori assicurati con altri istituti, delle partite Iva individuali e, ovviamente, dell’economia sommersa, che soprattutto nell’edilizia e in agricoltura rappresenta un fenomeno per nulla marginale».

 

Lo dichiara Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’Università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA, azienda specializzata nella sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

«Altri due dati non possono certo indurre all’ottimismo – prosegue Simoncini –. Innanzitutto la costante crescita delle malattie professionali, che sconta pesantemente anche lo spostamento sempre più in avanti dei limiti di età per poter usufruire del trattamento pensionistico. Secondo, il fatto che quasi il 90% delle aziende controllate sia risultato in posizione irregolare: segno inequivocabile che, soprattutto nel privato, la lunga congiuntura economica negativa ha spinto a tagliare le risorse destinate alla sicurezza. Per indurre ad aumentare la soglia di attenzione su questo tema, andrebbero studiati degli efficaci meccanismi premiali che ad esempio possano agire sugli obblighi fiscali delle aziende: chi si dimostra virtuoso nella gestione della sicurezza dei propri dipendenti deve poter usufruire di sgravi consistenti, che vadano a sommarsi a quelli già in essere relativi alle prestazioni assicurative. Tali misure dovrebbero essere accompagnate dall’aumento delle spese per controlli e verifiche e dalla semplificazione della legislazione in materia, rendendola più facilmente comprensibile e applicabile anche alle piccole imprese, che in Italia rappresentano il settore maggiormente colpito dal problema degli incidenti sul lavoro. Andrebbe poi eliminata la possibilità che sugli affidamenti di incarico a professionisti responsabili della sicurezza si operi con il metodo del ribasso di offerta, in modo da non penalizzare le figure altamente specializzate».

 

Fonte : Company

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