Ritratto di Mimì Mangiarotti ( * ): la Lady dell’ “Italscherma” , dell’ Associazione Benemeriti , e tanto altro ancora

di Paola G. Lunghini

 

 

Castelletto Monferrato, 17 settembre 1949. Una scintillante Aprilia entra sgommando nella tenuta della famiglia Castiglioni  e dalla portiera  esce un bocchino lunghissimo, tenuto con indifferenza tra le dita di una bella ed elegante Signorina .

Minutina.

Camilla – che  tutti chiamano Mimì – entra nella sua casa  senza quasi  degnare di uno sguardo  il giovanotto  alto e aitante che suo padre le presenta come un grande Campione della scherma   : lei  di spade e fioretto nulla sa,  ma è elegante e spiritosa, ha altri giri, è sempre in giro, guida il calesse, e si gode la vita in questo inizio di autunno tra le atmosfere ancora soleggiate della vendemmia piemontese. Studi  non troppo impegnativi  alle spalle ( le mitiche Magistrali, roba da signorine di ottima  famiglia ), e anche  una guerra devastante alle spalle – oddio, ancora  così presente per mamma e papà.  Anche se la vita da sfollati è stata dura, beh, è ormai lontana, e  quando si hanno 22 anni si fa presto a dimenticare gli orrori . Mimì ha già viaggiato per l’ Europa , ci sono i veglioni e  gli amici . E la bella casa a Milano, in via Solferino : proprio accanto al Corriere della Sera . Lavorare ? Forse,  nell’ azienda  di papà ( che “ fa  l’ industriale” ) e  che le ha dato un ultimatum:  basta feste, la vita bisogna guadagnarsela.       

Che vuole questo bel giovanotto  da me ? Papà – al di là dei suoi impegni – se ne è praticamente innamorato. D’ accordo, papa è un appassionato dello sport, ma non sapevo che adorasse la scherma. D’ accordo, Edoardo ha già  fatto incetta di medaglie,  addirittura  alle OLIMPIADI !!! Ah, sì,  scrive anche sulla Gazzetta dello Sport! Papà me lo fa trovare accanto dappertutto , Capodanno compreso….

 

Milano, Chiesa di San Marco , 1 giugno 1950. Vanno sposi Mimì Castiglioni ed Edoardo Mangiarotti sotto un trionfo di spade. Festa grande, dopo il rito, nella bella terrazza della grande casa di via Solferino . Ma gli sposi scappano  in fretta:  c’è un treno per  Lione, e là un aereo che attende Edoardo per condurlo ad Algeri . Dove lo aspetta in  pedana il numero uno della scherma di Francia. E poi, ancora Tunisi, e poi Napoli. Altri combattimenti, altre vittorie in nome dell’ Italia , nella grande tradizione della “ Mangiarotti Family”. 

Ma è un viaggio di nozze a tre : lei, lui e il “ sacco delle armi”.

Mimì inizia a concentrare tutte le precedenti  “ deboli” passioni ( « Ho praticato molti sport, ma nessuno troppo», mi ha confidato. «Anche la scherma, soprattutto per capire . Mi piacciono  il cinema e la lettura,  ma spesso  non ho neppure il tempo  di scorrere  il giornale » )  in una sola: ma “grande grande grande” che di nome fa Edoardo, la sua straordinaria carriera da Campione e poi, ancora, il suo splendido  ruolo di ambasciatore dello sport italiano nel mondo . Con Edo, Mimì ha girato il mondo  ( la sua città preferita è Hong Kong, dove ha soggiornato  diverse  volte ) e intanto ha cresciuto, con pari passione, la sua unica figliola,  Carola , che si sarebbe presto rivelata  a sua volta campionessa di scherma .

Mimì ha conosciuto  infiniti luoghi e innumerevoli persone, anche molto importanti.  La sua vivacità  , la sua educazione  e  la sua eleganza  di signora bennata  si sono tradotte  ovunque in infinita simpatia.

La vera Lady dell’ “ Italscherma”, per usare un’ espressione  molto, molto contemporanea.

Altrettanto  consenso Mimì lo ha conquistato  dimostrando la sua capacità di lavorare. La fanciulla  che tanto si godeva la vita , la vita ha imparato a guadagnarsela da sola.  Accanto a Edoardo il Campione, e poi Mito, Mimì da decenni  gestisce  il patrimonio di famiglia . Tradotto in italiano significa un piccolo impero di proprietà immobiliari , con tanti  inquilini da  seguire, un lavoro che « non è più come un tempo, è diventato davvero  difficile ». Ma molti inquilini sono “ storici” e lei -nella gestione dei rapporti umani  , la cosa che più conta – è maestra.

E poi c’è da seguire la Scuola di Scherma : creata con Edoardo,  e da tempo  nelle mani esperte di Carola : 400 allievi, venti istruttori, una vera e propria azienda.

Nel 1979 , mutuando un’ idea già concretizzatasi in Francia, è a Milano tra i Fondatori dell’ Università della Terza Età.

Negli anni ottanta promuove , con i Lyons , un volume che ancora fa storia : “ Milano da salvare “ .

Dieci anni – gli ultimi dieci – trascorsi  ad affiancare Edoardo alla  presidenza dell’ Associazione Benemeriti di Milano : “ Anima “, si dice in questi casi .

Tante, tante altre cose ancora. Lo spazio per raccontarle è  davvero troppo esiguo per una vita così piena di  creatività, intelligenza e cultura.  

Un anno fa, a Pechino : c’ erano le Olimpiadi. Per Edoardo, la diciassettesima volta….nonostante  un ictus  che l’ aveva colpito mesi prima, fortunatamente superatissimo.

Ad aprile 2009, la grande Festa per i 90 anni di Edoardo, al “ Four Seasons  “ di Milano.  Abbiamo varcato le porte della  leggenda.

 

Milano. Milano. Milano. Annotta . Sono le otto di sera, ed è la fine di settembre  nella bella terrazza di via Solferino dove la nostra  conversazione si è svolta – non senza aver prima ammirato  le “ vetrinette “ che nella casa di  via Solferino contengono  le medaglie, le coppe, e gli infiniti riconoscimenti del Campione .  Un santuario.

E adesso che sei da poco rientrata dalle ferie ( nel Monferrato e in barca ) che programmi hai,  Mimì? 

Vorrebbe, mi dice,  “tirare un po’ i remi in barca” , ma c’è il lavoro, e la “ sua  Milano” alle prese con l’ EXPO del 2015 ( fino a ora un “ pasticcetto”). C’ è ancora tanto da fare.

E poi? E poi , ancora lavoro!

Qualche rammarico, qualcosa  che avresti voluto fare e non hai  fatto nella tua intensissima vita ? Nessuna esitazione nella risposta  : «Mi sarebbe piaciuto pilotare un aereo. Avevo anche incominciato la scuola di volo, ma poi….no, il brevetto non l’ ho preso»

 

Il visetto sorridente ammicca , nel congedarmi : il 1 giugno 2010 è dietro l’ angolo…. ci sono da festeggiare le “Nozze di Diamante “ con Edoardo .

L’ Aprilia e il lunghissimo bocchino mi sembra quasi di vederli . 

 

(*) Tratto dal Notiziario dell’ Associazione  cittadini benemeriti di Milano e Provincia, N°  37, dicembre  2009

 

NOTA : Edoardo Mangiarotti  si è spento a Milano il 25 maggio 2012, a 93 anni .  E’ ancora oggi il “ campione” italiano più medagliato di sempre.

Partecipò, da atelta  prima, e da altissimo dirigente  dello sport poi ,  a 17  Olimpiadi.

Sul web  si può trovare tutto o quasi della  sua  vita.

Io vorrei  qui solo ricordare  che  di Edoardo  sono stata  buona amica ; e che lui è stato per lunghi anni  il Presidente  ( poi Presidente d’ Onore )  dell’ Associazione   cittadini benemeriti  di Milano  e Provincia, di cui mi onoro  di far parte  dall’ inizio del 2006, entrando quasi da  subito nel Consiglio Direttivo dell’ Associazione stessa.

 

Testata giornalistica non registrata ai sensi dell’Art.3 bis del D.L. 18 maggio 2012, n. 63 convertito in Legge 16.07.2012 n°103

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