Dichiarazioni del Gruppo Sorgente: «col MiBACT tutto in regola e in piena trasparenza»

In riferimento agli articoli apparsi in questi giorni sulla stampa, il Gruppo Sorgente, con l’obiettivo di fornire un quadro il più possibile completo e trasparente dei rapporti in essere tra la Fondazione, Archires e il MiBACT, tiene a precisare i seguenti punti:

•          Archires rappresenta da anni un’eccellenza nel mondo dei restauri dei beni artistici e culturali ed è stata acquisita a luglio 2015 con l’obiettivo di ampliare e qualificare la gamma dei servizi e competenze di Sorgente Rem, controllata specializzata nella gestione e manutenzione dei patrimoni e che opera soprattutto in un’ottica captive, cioè per gli immobili dello stesso gruppo Sorgente, di particolare rilevanza storico-architettonica.

•          Tutti gli appalti e le opere realizzate da Archires per conto del MiBACT sono antecedenti al momento in cui è subentrato il gruppo Sorgente sottoscrivendo il 100% delle quote e incorporando la piccola società di restauri all’interno di Sorgente Rem.

•          In particolare, il fatturato di Archires nel 2015 ammonta a circa 300.000 euro, cifra che rappresenta lo 0,006% del patrimonio immobiliare del Gruppo Sorgente che ammonta a oltre 5 miliardi di euro.

•          Il percorso societario di Archires-Sorgente Rem e le attività svolte sono totalmente indipendenti dalla Fondazione Sorgente Group che si occupa di eventi e iniziative di carattere culturale e sociale non usufruendo, peraltro, di alcuna forma di contributo finanziario da parte dei Ministeri competenti.

•          Nessuna società del gruppo Sorgente, la cui attività nel settore immobiliare è sottoposta alle Autorità di Vigilanza e di controllo dei mercati, ha in essere rapporti o riceve finanziamenti dal Ministero guidato da Dario Franceschini né da altri Ministeri.

Il Gruppo Sorgente ritiene, pertanto, quanto meno pretestuosi gli argomenti utilizzati negli articoli per sostenere la tesi di un reclutamento fatto con secondi fini della dottoressa Michela Di Biase, diventata consulente di una Fondazione privata che, ripetiamo, non fa uso di soldi pubblici.

Il Gruppo si riserva, dunque, ogni altra azione, anche in sede legale, a tutela del proprio buon nome e della propria immagine.

 

Fonte : Company

Testata giornalistica non registrata ai sensi dell’Art.3 bis del D.L. 18 maggio 2012, n. 63 convertito in Legge 16.07.2012 n°103

Website
Mediatechnologies Srl

Powered by WordPress