Italian Architecture and Engineering Industry : la via della crescita è difficile e il rafforzamento patrimoniale/societario è un “percorso a ostacoli”

Il quarto incontro dibattito “Strategie economico-finanziarie per l’imprenditoria del progetto” (partendo dal Report 2016 on the Italian Architecture and Engineering Industry) , organizzato  per il prossimo 2  dicembre a Milano  da  Guamari – società  guidata  da  Aldo Norsa –  affronta il tema di una crescita imprenditoriale non solo “interna” di un settore trainante per il “made in Italy”.

Sopra certe dimensioni una conduzione manageriale delle società (soprattutto di ingegneria) da parte di professionisti coinvolti nella progettazione/consulenza diventa problematica. Infatti le concorrenti straniere appartengono a gruppi di maggiori dimensioni e sinergici: non solo sbaragliano nel mondo le italiane (che si ritagliano un misero un per cento delle esportazioni) ma la prima in assoluto (la statunitense Aecom che l’anno scorso ha incorporato Urs) fattura 61 volte la prima italiana (Proger). Né si interessano più di tanto al mercato italiano , se solo 15 delle prime 150 società nella nostra classifica sono possedute da gruppi stranieri. In Italia … la via della crescita è difficile: la maggior parte delle nostre società originano da studi professionali (spesso familiari) il che rende il rafforzamento patrimoniale/societario un “percorso a ostacoli”.

Un esame delle classifiche pubblicate nel Report (325 realtà imprenditoriali per fatturato 2015: 150 di ingegneria, 150 di architettura, 20 di committenza delegata e cinque di validazione e controllo tecnico) indica che limitandosi al vertice la seconda, terza, quarta, diciassettesima e ventesima società di ingegneria fanno parte – e non da oggi – di gruppi primari. Spea Engineering di Atlantia (Benetton), D’Appolonia di Rina, Tecnomare di Eni, Sina e Sineco di Astm (Gavio). Inoltre sono numerose (e non necessariamente pronte per il mercato) le società in house (non necessariamente monocliente): Inres, Thetis, Infraengineering, Musinet Engineering (Sitaf), Anas International Enterprise, Ativa Engineering, Save Engineering e Napoli Metro Engineering (Mm), Piacentini Ingegneri, … Inoltre casi interessanti sono anche società che, mantenendo l’autonomia gestionale, includono nel loro capitale realtà finanziarie. In ordine di fatturato: Proger conta su Simest/Cdp, Italconsult su Intesa Sanpaolo e Tecnoholding, Dba Group su Fii, Net Engineering International su Assicurazioni Generali, Prelios Integra su Pirelli, UniCredit e Intesa Sanpaolo, Bonifica e Studio Geotecnico Italiano su Tili Group (che controlla anche Sauti e Renardet), Sgi – Studio Galli Ingegneria su Bona Dea (finanziaria di un ramo della famiglia Romiti), …

Gli sviluppi recenti vedono un’accelerazione selettiva. Proger si pone in una costellazione societaria che include Manens Tifs (nata da una rara fusione del dicembre 2009), Italconsult è ammessa al programma “Elite” di Borsa italiana eventualmente per aggregare società come Geodata e Studio Altieri. Ma soprattutto Italferr accentua il ruolo di società di ingegneria preparandosi a fondere per incorporazione Anas International Enterprise e accogliere oltre cento ingegneri della direzione tecnica della stessa Anas. E Rina, dopo gli acquisti di società di nicchia come Sembenelli e Seatech fa il grande boccone del gruppo multidisciplinare e multinazionale britannico Edif. Ma … in maggio, un mese prima di Brexit!

Ed ecco esempi di “crescita esterna” che a posteriori si sono dimostrati validi: fusione nel maggio 2015 di Adr Engineering in Spea Ingegneria Europea, incorporazione nel gennaio 2014 di Projenia, C-Engineering e dell’engineering division di Rina Services in D’Appolonia, acquisto da parte di Dba Group nel febbraio 2015 della slovena Actual It, radicamento in Italia del gruppo francese Artelia rilevando nel febbraio 2015 Intertecno (e ancora prospettando), acquisto della tedesca Spiekermann nell’agosto 2007 da parte di Net Engineering International e, nell’architettura, un unico esempio finora: la fusione nel luglio 2015 in Lombardini22 della già controllata Degw Italia, …

Scopo dell’incontro dibattito, nella sezione “scenari” è delineare le alternative per una crescita imprenditoriale sana che permetta alle società di ingegneria italiane di recuperare redditività (prima ancora che dimensioni) e competitività in un mercato mondiale che sempre più è percepito come l’ultima spiaggia. Dove il made in Italy potrebbe giovarsi del traino di grandi realtà (pubbliche) e della committenza delegata, quali Italferr, Mm, Sogin, …

 

Fonte : Guamari

 

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