Agenzia delle Entrate, Assoimmobiliare, Confedilizia, Mef e Università a confronto in una Tavola Rotonda su “Criticità e prospettive del settore immobiliare”- a Roma

“Le buone pratiche internazionali in generale e immobiliari nello specifico sono i punti cardine per rilanciare sia gli investimenti attraverso strumenti finanziari e regole uniformi in tutti i Paesi sia per rendere i nostri territori, città e periferie vivibili e funzionali in un’ottica sostenibile”. Così il direttore generale di Assoimmobiliare, Paolo Crisafi,  nel corso del suo intervento alla tavola rotonda “Criticità e prospettive del settore immobiliare”, che  ha  avuto luogo  all’Università La Sapienza di Roma il  12  maggio, proprio nel giorno del G7 Finance di Bari “incentrato su due temi prioritari – sottolinea il dg – il primo dedicato alla crescita inclusiva e alla lotta alle disuguaglianze; il secondo alla finanza, alla regolamentazione e alla crescita “.

“La valorizzazione del patrimonio immobiliare passa per una maggiore attenzione agli effetti della relativa fiscalità – aggiunge il professor Eugenio Della Valle – Fiscalità complessa per una serie di motivi, a iniziare dallo stesso concetto di immobile e dalle sue variegate tipologie: numerosi sono i tributi che insistono direttamente o indirettamente sugli immobili, diversi gli enti impositori coinvolti e i contribuenti interessati. Di qui – conclude Della Valle – il motivo della Tavola Rotonda in cui Gabriella Alemanno, vice direttore dell’Agenzia delle Entrate, Maria Teresa Monteduro del Mef e altri tra i più importanti attori istituzionali si confrontano sugli aspetti di detta fiscalità di maggiore criticità”.

L’Agenzia delle Entrate opera per contrastare le diseguaglianze “sulla scia di quanto detto dal dg Assoimmobiliare Paolo Crisafi in merito alle esigenze di eliminare le disuguaglianze normative – ha fatto presente Gabriella Alemanno, vice direttore dell’Agenzia Entrate –. Il nostro Paese vanta un patrimonio immobiliare privato nazionale di circa 63 milioni di immobili censiti al catasto, fabbricati con un valore stimato di oltre 6 mila miliardi e mezzo di euro, con una percentuale di proprietari pari al 76% della popolazione italiana. In un tale contesto – ha aggiunto – l’Agenzia delle Entrate esplica la propria attività istituzionale di governance del comparto attraverso l’erogazione di un’articolata offerta di servizi catastali, cartografici, estimativi e di pubblicità immobiliare, basata sull’utilizzo dei più moderni strumenti di Information and Communication Tecnology. Inoltre – ha concluso – è impegnata nel contrasto di tutte le forme di evasione ed elusione fiscale, in campo immobiliare”.

GiorgioSpaziani Testa, presidente di Confedilizia, ha completato i ragionamenti già espressi dalla finanza e dai servizi immobiliari – Assoimmobiliare, dando la visione della proprietà edilizia ovvero che “l’aumento della fiscalità immobiliare relativamente alla sua componente di natura patrimoniale prodottosi a partire dal 2012 (dai 9 miliardi di euro del 2011 agli almeno 20 di oggi) ha determinato conseguenze fortemente negative sia interne al settore, in termini di riduzione del numero di compravendite e di diminuzione dei valori, sia sull’economia nel suo complesso, per effetto della depressione causata ai mille settori collegati all’immobiliare. Bisogna ridurre un carico complessivo giunto ormai a 50 miliardi di euro, a partire dalle situazioni più gravi – ha concluso – come quella degli immobili commerciali locati”.

Fonte  : Assoimmobiliare

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