Italiani: all’estero, dove acquistano?

di Tirelli&Partners

Secondo l’ISTAT nel decennio 2000-2010 sono andati all’estero 316.000 under 40. Solo nel 2009, però, sono espatriati oltre 80.000 italiani. Il 70% di questi erano laureati. Secondo l’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), il profilo del neo-emigrato italiano, oltre che laureato, prevede che sia di sesso maschile, intorno ai 30 anni, lombardo e con una predilezione per la Germania.

Le mete preferite dagli “italians”

Sempre secondo l’AIRE, i paesi prediletti dai connazionali che scelgono di vivere all’estero, dopo la Germania sono la Svizzera, la Gran Bretagna, la Francia, l’Argentina, gli USA e il Brasile.

Secondo la nostra esperienza, a ogni meta si può associare un diverso profilo di italiano in partenza. Vediamone alcuni.

Gran Bretagna (Londra) e USA (New York)

Sono sicuramente mete per i professionisti, anche giovani che hanno un profilo di spesa con budget alto, ma una propensione al rischio molto bassa: vogliono andare sul sicuro.

Il valore degli immobili a Londra aumenta a un ritmo maggiore rispetto a ogni altro mercato del Paese. In passato ai momenti di crisi con riduzione consistente dei prezzi (anche 40%) è sempre seguita una fase espansiva che ha recuperato abbondantemente quanto lasciato sul terreno. Negli ultimi 4 anni, il prezzo delle case nelle top location è schizzato del 57% grazie alla pioggia di acquisti provenienti da ogni angolo del pianeta. (Fonte: Immobiliare.it).

Anche New York è una città in grado di far dormire sonni tranquilli agli acquirenti italiani, se si considera che nell’ultimo anno a Manhattan i prezzi sono saliti mediamente del 13,8%. L’anno scorso il mercato ha registrato 10.508 transazioni. Per il terzo anno consecutivo Manhattan dunque supera le 10 mila transazioni annue, un dato che se mostra una eccellente vitalità del mercato, non fa sorgere preoccupazioni da “rischio bolla” considerato che nel 2007 il mercato transava ben 13.430 co-ops+condo.

Il numero di appartamenti in vendita (in gergo il “Listing Inventory”) ha toccato nel 4° trimestre 2012 il minimo storico dal 2000 scendendo per la prima volta sotto quota 5.000 (4.794). Un dato che fa pensare che nell’anno in corso e in quelli futuri sul mercato si ridurranno sconti e numero di giorni necessari per vendere.

Brasile

Tra le mete preferite dagli italiani c’è anche il grande Paese sud americano: la prima lettera di quel BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) che raggruppa i paesi in via di sviluppo caratterizzati da una forte crescita del PIL.

Grazie al forte sviluppo e al basso tasso di inflazione, le vendite immobiliari in Brasile hanno avuto un rapido incremento negli ultimi anni e attualmente siamo a tassi di rendimento medio tra il 6 e il 9% (Fonte: RE-Real Estate). Per un paese grande come il Brasile, i tassi di rendimento sono chiaramente molto indicativi.

Come target, nonostante il suo forte sviluppo economico, il Brasile continua a essere un forte richiamo soprattutto per gli italiani definibili come “pionieri” che sono attratti più dalle bellezze naturali che dalle variabili macroeconomiche.

Grazie all’importo da investire più contenuto, il Brasile è in grado di attrarre un’utenza media e che, essendo spinta dalla voglia di novità e di cambiare vita, dimostra una propensione al rischio maggiore rispetto a quella di chi acquista nelle grandi capitali europee o nord americane.

Germania (Berlino)

Come abbiamo visto la Germania è la meta preferita degli italiani che si trasferiscono all’estero. Non è un caso. Berlino è stata la città europea con il maggior numero di interventi immobiliari negli ultimi decenni. Questo ha portato a una riduzione dei prezzi e a una conseguente capacità di attrarre un target eterogeneo composto sia dai professionisti, più o meno giovani, sia da artisti, creativi, e giovani in cerca di nuove prospettive, attratti dal basso costo delle case (tanto in caso di acquisto, quanto in caso di locazione). Nel caso di questi ultimi è il fermento culturale berlinese ad attrarre quegli italiani che non rientrano nella fascia “executive”. Sicuramente sono i più giovani, gli italiani attratti da Berlino che per cifre inferiori ai 2000 euro al mq offre ancora la possibilità di acquistare una casa in una buona posizione.

A Berlino la quota di proprietari di casa è molto bassa (circa 14/15%) contro oltre il 40% delle altre città tedesche. Le previsioni per il futuro sono dunque di crescita di tale rapporto e dunque di un incremento dei valori immobiliari.

Svizzera (Ticino)

La Svizzera e in particolare il cantone Ticino, è chiaramente una meta “top” molto gettonata dagli italiani se si pensa che alla fine del 2011, il 21,8% degli abitanti di Lugano era costituito da italiani.

La proverbiale chiusura della Svizzera si riscontra anche per gli italiani che si vogliono trasferire. Sono infatti richieste situazioni reddituali minime piuttosto cospicue. Non basta. Perché poi bisogna affrontare l’acquisto di una casa che a Lugano può arrivare a costare 20 mila euro al mq.

Anche il mercato immobiliare di Lugano come gli altri mercati presentati in questa newsletter ha avuto un boom negli ultimi anni. Secondo un report di UBS, infatti, i prezzi degli immobili sono saliti del 35% negli ultimi 5 anni.

Spagna

Concludiamo questo “addendum” con un outsider a cui siamo affezionati. Purtroppo la Spagna è sparita dal novero delle mete preferite dagli italiani. Almeno di coloro che lasciano il nostro Paese per trasferirsi, più o meno stabilmente, in un’altra nazione.

La crisi economica che attanaglia la Spagna tiene certamente lontano il target di italiani che prenderebbero in considerazione un trasferimento per motivi lavorativi. La Spagna è una meta storicamente amata dal target di emigrati italiani più giovane e informale e sono forse loro che potranno riportare il Paese nelle posizioni più alte della classifica delle mete più amate. Chi dovesse o volesse acquistare in Spagna lo farebbe in un momento in cui i prezzi degli immobili sono arrivati con molto probabilità al loro minimo. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica spagnolo, il primo trimestre del 2013 è stato infatti il ventesimo consecutivo di calo del prezzo, con un -14,3% annuale. La contrazione maggiore riguarda principalmente le case di seconda mano (-15,3%), rispetto a quelle nuove (-12,8%).

In conclusione

Sia che si tratti di un acquisto per utilizzo o di un investimento, l’acquisto di un immobile all’estero è un passo che può essere affrontato dall’Italia grazie a società come la nostra che in operazioni come svolgono un ruolo di advisor, affiancando il cliente in tutte le fasi dell’acquisto.

Testata giornalistica non registrata ai sensi dell’Art.3 bis del D.L. 18 maggio 2012, n. 63 convertito in Legge 16.07.2012 n°103

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