AICI e Assoimmobiliare: “Destinazione Sport”, una valida opportunità per il Paese

Dichiarano il dg di Assoimmobiliare Paolo Crisafi e il Presidente di AICIFabio Bandirali:

 

“Nelle nostre Associazioni si guarda con favore al documento programmatico del Governo  “Destinazione Sport”, perchè testimonia la volontà di individuare, nell’attività sportiva e nella relativa dimensione impiantistica, una risorsa e un investimento per il Paese;  Destinazione Sport appare, poi, interessante anche alla luce della eventuale candidatura italiana a ospitare i Giochi Olimpici del 2024, oltre a quanto attinente in relazione al prossimo Expo 2015. Lo sport, e il sistema che ruota intorno ad esso, sono all’attenzione dell’Industria immobiliare da più punti di vista, e un interesse significativo è in particolare rivolto agli stadi, agli ippodromi, ormai quasi tutti dismessi, e più in generale agli impianti sportivi nel senso più ampio.
È noto, infatti, che gran parte degli impianti italiani non sono adeguati alle manifestazioni che ospitano e spesso rispondono a concezioni oramai superate o versano in stati manutentivi precari: ciò rappresenta sicuramente un problema se si considera, tra l’altro, che la proprietà di tali strutture è, nella quasi totalità dei casi, di soggetti pubblici che attualmente incontrano notevoli difficoltà finanziarie.
In ambito internazionale è per contro ormai consolidato che l’avvenuta riqualificazione, o realizzazione ex novo, di grandi impianti sportivi, è spesso stata il primo motore di progetti di rigenerazione urbana di elevata qualità e si è correlata a nuovi e profittevoli modelli di gestione dell’infrastruttura e dei servizi connessi. Gli impianti internazionali moderni e di successo, infatti, sono energeticamente efficienti, ergonomicamente ospitali, confortevoli, sicuri e polifunzionali, con il vantaggio di poter accogliere eventi di diversa natura, garantendo un proficuo utilizzo a tempo pieno, nell’intera settimana, e con benefiche ricadute sull’economia locale e nazionale. Alcuni Paesi come Germania, Regno Unito, Portogallo, Francia e Spagna hanno già avviato con successo esperienze di questa natura.
La situazione italiana, seppure in divenire, appare ancora statica con una media di vetustà delle strutture di 63 anni, per la Serie A, e di 55 per la Serie B, solo per fare un esempio, affiancata da una quasi totale assenza di servizi e da perniciosi livelli di inefficienza. Peraltro l’anzianità ed obsolescenza delle strutture comporta ad evidenza ingenti costi manutentivi, difficili da sostenere per il pubblico ed inoltre chiaramente in contraddizione con le attuali e indispensabili politiche di spending review.
È oltremodo necessario che si arrivi, quindi, come già verificatosi in altri paesi europei e non, all’ingresso nel settore di qualificati operatori privati che possano assicurare la redditività di ogni iniziativa, il tutto nel pieno e completo rispetto delle normativa in essere e sotto l’attento e irrinunciabile controllo pubblico. Controllo che deve tuttavia esplicarsi assicurando tempi certi e rapidi di approvazione ed è questo un chiaro e rilevante intendimento del provvedimento in adozione.
Ben venga, quindi, il valido supporto degli strumenti individuati dal Governo, su cui potrà successivamente e virtuosamente innestarsi il nuovo Disegno di Legge recentemente in proposito presentato in Parlamento. ”

Fonte : Comunicato  congiunto

Testata giornalistica non registrata ai sensi dell’Art.3 bis del D.L. 18 maggio 2012, n. 63 convertito in Legge 16.07.2012 n°103

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