Riforma del Catasto, 63 milioni le unità immobiliari da stimare

Cambia il Catasto. Cambiano i valori dei nostri immobili. La legge 11 marzo 2014, n. 23  “Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita” porta con sé un cambiamento di portata storica, con linee guida utili a realizzare la riforma da tempo attesa  dagli operatori del mercato immobiliare e non solo. Anche i numerosi proprietari (si stima che in Italia l’80% dei cittadini italiani sia  proprietario dell’immobile in cui vive) dovranno per forza di cose confrontarsi con le novità della riforma.

Ma in cosa consiste? E quali sono le novità e i principi di maggiore interesse?

La novità principale riguarda la determinazione per ogni unità immobiliare sia del reddito annuo (rendita) che del valore patrimoniale, che sarà determinato partendo dal valore di mercato al metro quadrato per la tipologia immobiliare relativa, rilevati sul mercato.

Inoltre, saranno ricostruite le mappe catastali con sistemi più moderni, nonché ridefiniti gli ambiti territoriali del  mercato  immobiliare  di riferimento.

Si opererà  con riferimento  ai  rispettivi valori normali, e si potranno  rideterminare le definizioni delle destinazioni d’uso catastali, distinguendole in ordinarie e speciali, tenendo conto delle mutate condizioni economiche e sociali e delle conseguenti diverse utilizzazioni degli immobili.

La determinazione del valore patrimoniale verrà attuata mediante un processo estimativo che utilizza il metro quadrato come unità di consistenza (non più quindi il  numero dei vani)  e che utilizza funzioni statistiche atte  ad esprimere la relazione  tra il valore  di  mercato, la localizzazione e le caratteristiche edilizie dei beni per ciascuna destinazione catastale e per ciascun ambito territoriale anche all’interno di uno stesso comune.

Saranno ridefinite le competenze e il funzionamento delle  commissioni censuarie, le quali verranno allargate anche ai rappresentanti delle associazioni di categoria del mondo immobiliare.

Il tempo concesso per la riforma è di 12 mesi.

 

Questo e molto altro è quanto emerso nel corso del Convegno dal titolo “Dal Valore Catastale al valore di mercato. Fiscalità immobiliare, casi nazionali e internazionali “, organizzato  a milano ( in data 11 aprile , ndr) dall’azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, OSMI  Borsa Immobiliare e da CRIF Certification Services.

 

“La legge delega di riforma catastale  – ha dichiarato Marco Dettori, presidente di OSMI Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano – avrà sicuramente un  forte impatto sia sul settore pubblico che su quello privato. Il Governo è impegnato ad individuare schemi e opportunità per la crescita del Paese e dovrà rivedere non solo le regole del fisco, ma anche il metodo di valutazione delle unità immobiliari urbane e il loro valore. Se mettiamo in relazione un approccio di valorizzazione catastale con la riforma fiscale possiamo avere una lettura coerente legata a logiche di sviluppo. La riforma del catasto può rappresentare  una buona opportunità di modernizzazione del Paese e mi auguro possa individuare concreti sistemi propulsivi al lavoro, al reddito e al mercato. Inoltre, tutto ciò avviene in un momento storico  favorevole per l’acquisto di casa: offerta consistente,  prezzi in ribasso e tassazione certa. ”

 

L’operazione epocale che l’Agenzia delle Entrate è chiamata ad attuare è un’occasione storica per l’avvio di un processo di riforma fiscale equa. Con la nuova riforma si dovrà tenere conto del valore patrimoniale dell’immobile e non più del suo valore catastale; questo fa si che il Governo abbia uno strumento che permetta di ridistribuire l’imposizione fiscale sugli immobili attraverso la modificazione delle aliquote. Saranno ben 63 milioni gli immobili che l’Agenzia delle Entrate dovrà classificare secondo i nuovi criteri e lo farà condividendo i metodi con tutti gli operatori del mercato.

 

“Guardiamo con fiducia alla riforma del catasto, afferma Arrigo Roveda, Presidente Consiglio Notarile di Milano -. Anche  perché la storia del catasto di questi ultimi anni con la sua recuperata efficienza, lo autorizza.  La legge delega  costituisce un momento importante per tutti gli operatori del mercato e potrebbe consentire di superare le criticità del sistema. Oggi le rendite catastali non solo non rappresentano i valori reali dei beni ma  creano iniquità. Basti pensare che ad oggi, per l’acquisto di una prima casa  dal costruttore, si è costretti a pagare il 4%  di IVA sul prezzo di acquisto; mentre se si acquista da privato,  l’aliquota scende al 2% ed è calcolata sul valore catastale. A conti fatti chi compra dal costruttore paga circa 7 volte le imposte rispetto a chi compra da privato. Tra un anno potremo finalmente avere dei numeri che rappresentino il vero valore (o quasi) dei 63 milioni di immobili censiti. Sfruttando la potenzialità dei dati già in possesso dell’Agenzia delle Entrate il legislatore ha a disposizione uno strumento formidabile per riportare equità nell’imposizione”.

 

“Il settore privato recepisce favorevolmente l’impegno preso dal settore pubblico nel rinnovare il catasto e aggiornare gli estimi catastali, dichiara Luke Brucato, Manager di CRIF Certification Services -.  L’invito che facciamo all’Agenzia delle Entrate è quello di utilizzare i nuovi strumenti di validazione della competenza professionale e cioè la certificazione accreditata ISO 17024 e il riconoscimento REV (Recognized European Valuer) del TEGoVA per individuare componenti per le commissioni censuarie che abbiano dimostrata capacità di valutare immobili sul territorio italiano secondo i più recenti standard internazionali di valutazione, quali l’EVS 2012 (European Valuation Standards, TEGoVA). In un paese di oltre mezzo milione di professionisti abilitati, vogliamo mettere al servizio dell’Agenzia le competenze di valutatori certificati che hanno seguito un iter di verifica, superato un esame e convalidato annualmente la propria professione tramite corsi di aggiornamento professionale e dimostrazione di attività svolta.

 

Fonte : CCIAA Milano/ OSMI

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