Casse e Fondi sanitari : Fund Rising e Asset Management nell’ evento di VALORE a Venezia

di Paola G. Lunghini

Caro Gabriele,

un imprevisto improvviso  impegno Ti ha impedito, all’ ultimo momento, di partecipare all’ Evento residenziale organizzato da Valore srl a Venezia, dal 21 al 23 marzo scorso.  Davvero un peccato ( per Te !), perché è stato – come si dice – un grande successo  “di pubblico e di critica” .

Adesso  comunque Ti racconto  tutto io.

Cominciamo dalla location, cioè il fascinoso e storico Hotel Europa & Regina, sul Canal Grande, proprio di fronte alla Basilica di Santa Maria della Salute, tra le più famose chiese del barocco italiano. Io a questo albergo ci sono affezionata,  perché lo ricordo da quando era ancora di proprietà della CIGA-Compagnia Italiana Grandi Alberghi. Che da tanto non più esiste.

Oggi l’albergo – che appartiene a Host Hotels&Resorts, il più grande REIT americano, specializzato in hotel -  è brandizzato  Westin ( Starwood ) : ergo era pieno di americani. Alle esigenze di tale clientela internazionale l’ Europa & Regina si è evidentemente adeguato, ma  il servizio e la cucina conservano ancora e per fortuna tutta l’italianità possibile . Dovevi vedere, al breakfast, come codesti americani apprezzavano ! Si portavano via dal buffet certi piattini  pieni strapieni di squisitezze … cinque mila calorie minimo per la sola prima colazione !

Sto divagando, e torniamo allora al Forum di Valore . Come sai , il tema era “Rapporto tra Fund Raising e Asset Management” ( per nulla semplice, eh, anche considerando la “ cifra”  culturale della Società organizzatrice ) , e doveva iniziare nel pomeriggio di venerdì 21. Accolti dal “ padrone di casa”  Stefano Ronchi ( ideatore di questi Forum , che anche tu mio tramite hai conosciuto) , già molti ospiti si aggiravano familiarizzando tra loro ( o con grandi abbracci ri-salutandosi ) nel Salone dove era stato allestito il welcome coffee.

Il classico quarto d’ora accademico, e ci trasferiamo nella Sala adiacente, attrezzata con eleganti tavoli “ ad aula” e non con le sole poltroncine  “ a platea”. La cosa mi fa molto piacere : detesto prendere appunti con il blocco appoggiato sulle ginocchia !

Mentre Stefano, garbato e pacato, apre i lavori, io apro la cartellina : ci sono  il Programma, una Nota circa il  “ concept “ dell’ incontro («in questo evento abbiamo voluto riunire  quattro categorie  di enti sociali  che forse non avevano  mai avuto occasione di confrontarsi tutte assieme : i fondi sanitari,  le casse di previdenza, i fondi pensione e le organizzazioni non profit, con finalità di utilità  per la comunità, per approfondire  due aspetti  comuni a tutti gli enti, che riguardano la gestione dei rapporti con gli stakeholder e l’ impiego delle risorse finanziarie accumulate per adempiere a differenti scopi sociali….», le bio dei Relatori, e alcuni materiali degli sponsor :  che sono State Street Global Advisors, Wise  SGR,  CP Servizi Consulenza, Groupama, Banca Prossima  e Mangusta Risk.

Mi guardo ancora un attimo attorno:  le donne  ahimè sono pochissime ( evidentemente nelle quattro aree ut supra  , in tema di pari opportunità, ci sarebbe da lavorare ! )  Ma è proprio una signora , e per giunta molto giovane, la prima Relatrice: Paola Gennari Santori, esperta di  sistemi di responsabilità sociale e Amministratore  di Officina Etica Consulting , società di consulenza strategica fondata in partnership con lo Studio  Pirola Pennuto Zei & Associati , ci offre una panoramica propedeutica sul tema della prima parte dei lavori . Con il supporto di innumerevoli slide, Paola delinea i benefici di un comportamento aziendale responsabile ( pur in assenza, ancora, di una  posizione normativa precisa ; ma ci sono ormai standard di riferimento , soprattutto a livello internazionale ), e cioè il miglioramento della reputazione , della competitività , dell’ organizzazione e dell’ affidabilità  ( tutto si traduce in una crescita di fiducia nei confronti dell’ emittente ). C’è maggior rendimento sul lavoro, e la conflittualità si riduce. Certo, è un attività che si basa sulla volontarietà ( « qui nulla è obbligatorio» ), e che richiede tempo e impegno, perché poi si deve pure “ rendicontare” !  E quindi è onerosa.

A me, che il tema abbastanza lo conosco, fa piacere che Paola sottolinei – come fa -  il ruolo della comunicazione ; e che, concludendo, ella affermi con forza che «per  consolidare  la relazione con gli stakeholder bisogna essere  “accountable”» .

Non condivido invece in toto la” auspicabilità” di certificazione di un “ente terzo” ma, a quanto pare, questo è il parere condiviso anche da alcuni  partecipanti che intervengono al breve dibattito che conclude questa prima performance del Forum.

Prende la parola Alessandro Betti, che ci illustra la straordinaria storia di Telethon ( egli , che da sempre aveva operato nel marketing di grandi aziende private, è dal 2012  il responsabile del fund raising dell’ ente: una vera “ svolta di vita” ! ) .

Massimo, ti assicuro che non sapevo che  in Italia ci sono circa 300 mila charity ( nel mondo, ovviamente, milioni ) , ma il “ vero successo” è rarissimo. Telethon la conosciamo tutti, ed è un grande  successo! Sappiamo che è in Italia da circa  25 anni; che – dalla raccolta fondi per la ricerca delle cure per combattere la sola distrofia  muscolare – ha allargato lo spettro alle malattie genetiche rare ; che – grazie alla maratona televisiva, ma non solo – ha “ portato a casa “ oltre 370 milioni di euro. E che è riuscita a salvare molti malati, soprattutto bambini piccolissimi ( il video che Alessandro ha proiettato al termine del suo intervento ha provocato molti occhi lucidi, e un grande e convinto applauso ) .

Non sapevo però che Telethon è leader mondiale nel suo settore : i suoi punti di riferimento sono i pazienti e i loro parenti, la comunità scientifica internazionale,  e la società civile ( migliaia e migliaia di volontari in Italia) , perennemente mobilitati per far sì che sempre più stakeholder aderiscano alla missione . «Da noi “funziona” la trasparenza nella rendicontazione  : ecco perché c’è l’ engagement ; e la comunicazione è fondamentale. Sapere che si può positivamente “incidere” sulle vite degli altri è un propulsore determinante» .

Dopo un breve dibattito ( “ contendibilità” delle risorse, delicatezza nelle relazioni, massificazione dei messaggi , democrazia “ dell’ accesso” – come vedi, si volava alto -  per concludere  che «la sensibilità delle persone su certi temi è ancora troppo scarsa ») il Podio è andato a Marco Morganti , AD di Banca Prossima : che ha nel suo DNA, esclusivamente o quasi, il finanziamento al non profit.

E adesso arriva il bello. Fornendo una raffica di numeri e senza necessità alcuna di powerpoint ,  il Relatore ha perseguito un suo personalissimo e logicissimo filo circa la “ bancabilità” del non profit . Basta con le procedure dovute alle “ lenti distorcenti” della banca tradizionale, si vada  a finanziare , invece , il  “capitale fiduciario”.  Fornendo anche alcuni illuminanti esempi, Marco ha ben spiegato ciò che egli intende  con questa espressione. La gente ha sempre più bisogni primari , che non sono necessariamente solo quelli della salute , ma anche culturali e territoriali. La “ produzione” ( immensa) del terzo settore non è de-localizzabile , come avviene invece con l’ industria e i servizi. C’è ormai un uso massiccio della gratuità , e il non profit , inoltre, crea “ occupazione pregiata”. Banca Prossima ( che fa parte del Gruppo IntesaSanPaolo ) sta insomma «trovando la sua strada» e – pur essendo una banca giovane e low profit – il profit lo fa eccome ! E le percentuali di prestiti non rimborsati sono minime, intorno all1%: se si confronta tale cifra con lo spaventoso ammontare dei crediti in sofferenza del nostro sistema creditizio ( una recentissima indagine li colloca a 140 miliardi di euro), c’è da rimanere esterrefatti.

Marco non è solo bravo, è anche simpaticissimo ! Devo  confessarTi però che  quando si è addentrato nelle tecnicalità di alcune innovazioni da lui introdotte  tra i criteri di finanziabilità da parte della “ sua” Banca, per abbassare il costo del credito , mi sono un po’ persa ( durante il coffee break, però, ho sentito dire « semplicemente geniale». ). Mi sono  rinfrancata  allo sprint finale : Banca Prossima «fa cose “buone”, sa innovare ed è “ adattiva”, perché sa che il terzo settore è una “ macchina dell’ irrazionalità”  e che le comunità sono “ più forti” del mercato . La Banca “ sociale” è come un  cane da tartufi, è capace di “ puntare”.  Selezione, accompagnamento, alleanza = è così che si fa rete!».

Da baciarlo, Massimo, credimi. E infatti- al termine del suo speech – c’ era la fila… non per baciarlo, è ovvio, ma per lo scambio di biglietti da visita.

Io sono riuscita  a cogliere l’ attimo fuggente, e durante il coffe break ho potuto  con lui piacevolmente conversare abbastanza a lungo.

Un veloce coffee break  all’ ora dell’ aperitivo, o quasi , dopodiche prendeva la parola Massimo Montecchio, del Gruppo Cattolica Assicurazioni, sull’ argomento “ Educazione finanziaria  quale strumento  di valorizzazione degli enti  welfare verso i propri stakeholder”. I concetti  chiave : dal welfare state al welfare mix. Il 50 % dei cittadini ritiene che le prestazioni assistenziali pubbliche siano inadeguate. La pianificazione deve essere “ life-cycle”. Il percorso, per chi propone  servizi come il Gruppo, deve essere informazione-istruzione-consulenza.  E ancora : professione-previdenza-investimento .

E sul tema  “ consulenza come strumento di welfare” il workshop si conclude ( abbiamo ampiamente sforato , perché nel durante c’ erano state parecchie domande dalla Sala). Manca pochissimo alla Cena, che sarà placè in albergo, e squisitissima .  Sai che io non sono affatto una “ big  foodie”, ma ti posso garantire che i “ ravioli al branzino con guazzetto di pesce della laguna” erano semplicemente divini! Nonostante la generosa porzione servita , al mio tavolo abbiamo bissato tutti.

La mattina del 22, sabato, il tempo ( atmosferico) sino ad allora bello e tiepido incomincia a volgere al bruttino . A noi non importa , siamo chiusi nella Sala; ma mi dispiace per le numerose signore  accompagnatrici dei delegati , che avevano svariati programmi di passeggiate per le calli veneziane.

Stefano Ronchi dà puntualmente il “la”  a un  dibattito che sarà animatissimo , nel quale intervengono numerosi partecipanti dalla Sala ( smessa giacca e cravatta , molti esibiscono pullover anche coloratissimi)  tra cui  Andrea Camporese ( nella sua qualità di Presidente INPGI  : approfondisce la questione della  tessera professionale europea, sostiene che i sistemi di protezione si devono adeguare, che la doppia tassazione “ ammazza”  il sistema della previdenza, che i danni reputazionali che la rete può creare sono enormi , e che «siamo nel’ epoca della transizione, non ancora del cambiamento»).

Poi, un “ fuoriprogramma “ : interviene Andrea Pietrini, Responsabile su Roma dell’ Associazione  Civicum  che da anni si batte per promuovere e diffondere la trasparenza e il merito quali strumenti per migliorare efficienza ed efficacia nelle Istituzioni e nella Pubblica Amministrazione.

Parte a questo punto il primo Panel. Davide Cipparrone, Socio di Mangusta Risk , illustra le difficoltà  ( ma anche la non impossibilità) di conciliare  le politiche e le necessità  di long  term   e  di short term investing. Parla per esperienza, visto che il Gruppo vanta tra i propri clienti  in Italia una trentina di investitori istituzionali , tra cui una decina di  fondi pensione,  una decina di casse di previdenza,  e diversi fondi negoziali , fondi sanitari  e organizzazioni non profit.

Davide Allioni, Direttore Responsabile del fondo negoziale Fondo Gomma Plastica , e Alberico Potenza, DG di Groupama AM SGR, duettano sul tema della collaborazione tra  Fondo  e gestore («Fino a ieri importava solo la percezione del rischio dell’iscritto, mentre la crescita del Fondo era garantita dal saldo della gestione previdenziale positivo. Ora crescono le liquidazioni –lo spartiacque è il 2015 –,  la  crescita del Fondo rallenta, c’è scarsa propensione dell’iscritto a posizionarsi nel comparto ottimale. Occorre mantenere elevati i rendimenti delle asset class più “prudenti” , ridurre la volatilità»  ha detto Davide. Alberico, invece , si è soffermato sull’ illustrazione della  “gestione Bilanciata Overlay” messa a punto per il Fondo, e le sue  possibili evoluzioni) .

E’ già molto tardi quando si arriva a trattare l’ argomento Fondenel : che  davvero sorprende  tutti per la sua “ originalità” . Giuseppe Chianese, a capo del Fondo dei Dirigenti ( un migliaio di persone) dell’ ENEL spiega infatti che circa il 40% degli iscritti ha optato, e questo dal luglio 2013,  per la autocostruzione personalizzata della strategia d’ investimento, tra i quattro comparti che il Fondo offre . Significa  circa 400  posizioni tutte tra loro differenti, un grosso sforzo amministrativo .

Sai, Gabriele, a  me è sembrata anche una  brillante operazione di marketing : fossi  in Giuseppe, lancerei un “ Award per il miglior  “ iscritto autogestore” dell’ anno, con tanto di campagna  di comunicazione … Mentre  gli esperti di State Street Global Advisor (Antonio Iaquinta e Francesco Lomartire ) spiegavano le loro modalità di supporto  per la realizzazione degli obiettivi del cliente , con abbondanza di istogrammi e chart, e Francesco  si soffermava in particolare sul “ ruolo” degli ETF di cui egli è  “ Sales specialist” per SPDRs all’ interno di SSGA, beh, io mi  vedevo già la cerimonia di  consegna  di una bella Targa all’ emozionato vincitore del Premio…un evento da tenersi  magari nel bellissimo nuovo edificio che  State Street – intesa come Banca – occupa a Milano in via Ferrante Aporti, di fronte alla Stazione Centrale. Vedevo i flash dei fotografi, lo sgomitare dei cameramen, il sorriso compiaciuto delle Autorità, gli invitati plaudenti  e soprattutto i camerieri in giacca bianca che servivano a passaggio calici di spumante e tartine al salmone : era chiaro che avevo un po’  di appetito ! Sfido io, eran già le due !

Che bellezza, andiamo a pranzo e …che bellezza, l’ elegante cartoncino posto al centro del tavolo annuncia come entrée proprio “ salmone marinato ai germogli invernali e spicchi di agrumi”, seguito da “ trofiette con mazzancolle e bietolina spadellata” , e “ strudel con salsa alla vaniglia” .

Deliziosamente satolli, eravamo pronti per la conclusione dei lavori seminariali.

Una cassa sanitaria di recente costituzione: San.Arti  ( 450 mila iscritti, contribuzione “ molto bassa”,  circa 150 euro )  illustrata da Massimo Nozzi, Direttore della stessa. Mi colpisce il fatto che in codesta cassa la Lombardia  “ pesa” per contribuzione circa il 31 %, e preleva prestazioni per circa il 35 %; e che la Calabria pesa per il 3% circa e preleva per l’ 1% . Può essere che gli iscritti calabresi siano molto più “ sani” che i lombardi?

La parola a Wise SGR: parlano del private e del debt equity  Valentina Franceschini ( partner della SGR) e Stefano Ghetti ( Socio amministratore ) . Very interesting  la circostanza che la Società , fondata nel 2001, ha sinora «analizzato circa 1.500 opportunità di investimento in PMI italiane finalizzando 20 investimenti per circa 220 milioni di euro di capitale investito (30 se considerati anche gli investimenti “add-on”) e ha ottenuto una performance sugli investimenti realizzati pari a circa 2,5 volte il capitale investito. Al terzo Fondo in fase di investimento, Wise ha AUM pari a circa  300 milioni.Il numero di dipendenti delle aziende nelle quali Wise ha investito e il loro fatturato sono cresciuti nel periodo di investimento (+86% dipendenti; +121% fatturato) a dimostrazione che la creazione del valore è stata soprattutto operativa e poco finanziaria. A fine 2013 Wise ha lanciato la raccolta di “ Wise Private Debt”, Fondo dedicato alla sottoscrizione di obbligazioni emesse da PMI italiane, ampliando così il portafoglio di investimenti alternativi dedicati a investitori istituzionali».

Siamo al “last but not least “:  il microfono è a Walter Ramella, della Direzione Mercato Vita, Collettive, Corporate e Istituzionali del Gruppo Cattolica Assicurazioni.

L’ intervento è super tecnicissimo ( “Coniugare gli obiettivi di investimento previdenziale di lungo termine  con la gestione dei flussi di cassa” ) e lui va via come un treno.  La platea ascolta  con molto interesse: Walter è davvero molto bravo e molto simpatico. Io riesco a cogliere uno spunto importante su quella Solvency II che entrerà in vigore tra due anni,  e mi entusiasmo su una grafica  che lui propone , cioè un dado che sulle facce visibili porta “Buy, Sell, Hold” : in termini di comunicazione, chapeau!

Sono le quattro del pomeriggio allorchè Stefano Ronchi chiude i lavori, ringraziando tutti e dandoci appuntamento per il prossimo Evento di Valore ( il cui “ Save the Date” arriverà presto) .

Inizia  subito dopo il Programma sociale  : la “ gita in lancia “ a Murano , dove è stata organizzata una visita a una delle più storiche  “ Fornaci” dell’ isola , dove i famosi “ vetri” si creano ancora con tecnica artigianale.

Partono così  dall’ imbarcadero dell’ Europa un buon numero di lance ( ai “ delegates” si sono aggiunte numerose loro consorti, di ritorno da passeggiate nelle calli e visite alle mostre  in corso  a Venezia) , sotto un cielo  plumbeo e una pioggerellina fredda .

Ma dentro alla fornace si sta caldi , e al tepore si aggiunge l’ emozione: vedremo infatti creare sotto i nostri occhi – a opera del titolare della Fornace,  che è “ maestro vetraio”  -  tre meravigliosi oggetti: un vaso a bordi ondulati, una brocca, e un cavallino rampante  a mo’ del logo della Ferrari.

Lo staff della Fornace  ci spiega ogni passaggio che – con gesti sicuri  e incredibili evoluzioni – l’ artista ( perché di un vero artista si tratta, e non di un  semplice artigiano ) compie con la sua “ canna”, quasi un lungo prolungamento della sua mano : gli applausi , a ogni azione, si sprecano.  E mentre i due primi oggetti vanno a riposare per una intera giornata in un apposito “locale”  di raffreddamento, visitiamo lo show room : ci sono vetri  ( vasi, coppe, bicchieri, lampadari, ornamenti, etc,tutti “ fatti a mano” per milioni di euro ), e tutti sono meravigliosi. Costano cifre da capogiro !  «Non è certo un acquisto di impulso» sussurra qualcuno. Evidentemente l’ Ambasciata di Tailandia a Roma non ha di siffatti problemi, visto che ha recentissimamente commissionato alla Fornace alcuni lampadari – mesi di lavoro – che complessivamente  valgono quanto un piccolo appartamento…

E mentre una signora del nostro gruppo riesce a farsi regalare il cavallino ut supra, e lo esibirà felicissima  a mo’ di ancora tiepido trofeo al rientro in albergo ( anzicchè nutrire un “ sano “ senso di invidia  sono davvero felice  per lei) , iniziano i preparativi delle signore per il Gala Dinner , che avveniva  nel “ Roof Garden” del celeberrimo Hotel Danieli.

Elegantissime, le signore si avviano dunque con i loro compagni verso piazza  San Marco ( il Danieli è lì, appena girato l’ angolo)  sotto una  pioggia fastidiosa e un’ arietta gelida che impedirà, all’ arrivo, di godere del panorama offerto dalla splendida terrazza. Ma il ristorante, tutto ori specchi e velluti, compenserà la rinuncia.

La cena è raffinata ( magnifica la “ trilogia veneziana di cicchetti, baccalà mantecato, granceola e saor di scampi” , ma anche il dentice era favoloso…), e la compagnia deliziosa. Una serata davvero indimenticabile.

La domenica piove che Dio la manda . Gli americani escono alla spicciolata dall’ albergo, dopo il breakfast a cinque mila caloria each , per destinazioni che non so.

Gli amici ( perché ormai sono quasi amici) li ritrovo – anche se dimezzati nel numero, in tanti stanno già rientrando  a casa – per l’ ultimo lunch ( ovviamente squisito) all’ Europa.

Caro Gabriele, ecco, è quasi tutto. Ti raccomando  di non mancare il prossimo appuntamento di Valore  : Stefano mi ha già dato qualche anticipazione, e ne sono già “ golosa”. Appena arriverà il “ Save the Date”  mettilo subito in Agenda !

Tua Paola

Stefano Ronchi , a destra, apre i lavori del Forum di Valore a Venezia

Stefano Ronchi , a destra, apre i lavori del Forum di Valore a Venezia

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