No all’abolizione delle Prefetture, ma stiano nell’ambito del loro ruolo

di Corrado Sforza Fogliani , Presidente della Confedilizia

 

Il dibattito sulla riduzione a 40 delle Prefetture è condizionato negativamente da singoli comportamenti che in alcune province hanno visto i Prefetti assumere ruoli al di là di quelli espressamente previsti dalla legge o già condannati dalla giustizia amministrativa, come in materia di illegittimo blocco di fatto degli sfratti o di altrettanto illegittima graduazione amministrativa della forza pubblica.

In effetti, non è concepibile che alcuni Prefetti si comportino in un modo e altri in un altro.

Ma questi elementi negativi devono essere valutati e risolti con un coordinamento dei Prefetti che il Ministero dell’interno ha negli ultimi tempi, nella materia considerata, totalmente omesso di fare, ignorando gli stimoli in questo senso anche da parte della nostra Organizzazione.

Sono comunque episodi spiacevoli, specie se vengono dai Prefetti, organi di tutela per principio della legalità, che non possono però far mettere in discussione l’istituto prefettizio nel suo complesso, potendosi quei problemi risolvere in via amministrativa potenziando la funzione di coordinamento tra organi che gli stessi hanno, senza che siano ammesse deroghe che si sono in alcuni disparati casi concretate nell’assunzione di poteri non previsti dalla legge.

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