milano, mercoledì 21 novembre 2012

PRESENTAZIONE
   
BY INTERNEWS SRL
   
PRESS
   
Paola G. Lunghini e
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LIBRI
   
LE MIE INTERVISTE
   
ESCLUSIVO: INTERVISTA A NADINE CASTAGNA, GIA’ DIRETTORE DI MIPIM E MAPIC
Intervista a Giovanni Zavagli, Presidente AICI
Intervista a Tatiana Milone, architetto
   
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A "I GIGLI" di Firenze il primo Sportello di Confconsumatori in un centro commerciale
   
Châtillon, il “Castello Gamba” apre al pubblico con arte moderna e contemporanea
   
Da FS, Borse di Studio per 64 mila euro per la nuova edizione del Master di II livello in Ingegneria delle Infrastrutture e dei Sistemi Ferroviari a Roma
   
RECENSIONI
   
La libera circolazione dei diritti edificatori  
   
EXPO 2015, salvate gli spazi vuoti. A cura di Paolo Pileri (DIAP- Politecnico di Milano), Edizioni Electa  
   
Una vita in gioco, di Mauro Castelli, Gruppo Sole 24 Ore, Euro 25,00.  

 

E’ in distribuzione Economia Immobiliare n° 43, primo semestre 2012

 


ll Convegno di AICI Giovani in ambito EIRE

26 maggio 2006
 
Quale futuro per la formazione in ambito Real Estate? È stato questo l’interrogativo attorno al quale si è dibattuto nel corso del Convegno "Le nuove figure professionali del Real Estate sul mercato italiano: ruoli e competenze richiesti nel nuovo scenario professionale dell’industria immobiliare", un’iniziativa promossa dal Gruppo Giovani di AICI – Associazione Italiana Consulenti e Gestori Immobiliari – all’interno di Expo Italia Real Estate.
Il Convegno (affollatissimo, pubblico in piedi) si è svolto venerdì 26 maggio 2006 ed è stato anche occasione per presentare i primi risultati di uno Studio condotto da AICI Giovani in partnership con PRAXI (società di consulenza ad aziende e Pubblica Amministrazione) sulle figure professionali del Real Estate. «L’indagine verrà pubblicata a ottobre e ha l’obiettivo di fare il quadro sulle molte figure che operano oggi all’interno del mercato immobiliare» spiegano Luca Fantin e Alberto Pavan, rispettivamente Presidente e Consigliere di AICI Giovani. In un mercato che va sempre più specializzandosi «occorre chiarire le idee dei non addetti ai lavori su ruoli e competenze delle diverse figure professionali» aggiunge Pavan, ricordando anche che la Ricerca fornirà una serie di indicazioni sulle qualità umane e le capacità professionali che il mercato del Real Estate si attende oggi dai giovani. Saranno questi degli utili consigli che l’industria immobiliare indirizza al mondo dell’università italiana. «Se è vero che non esistono ancora dipartimenti di Real Estate all’interno delle facoltà di ingegneria, economia e architettura, è pur vero che in Italia è in corso un avvicinamento specifico al mondo immobiliare, con la nascita di nuovi corsi e master ad hoc».
Concorde con questa tesi anche Paloma Taltavull, Docente di Economia presso l’Università di Alicante, nonché Past President di ERES (European Real Estate Society), chiamata a portare la voce dell’Europa all’interno del dibattito. «Il Real Estate sta diventando sempre più importante in termini macroeconomici in tutti i Paesi europei, e nuove figure professionali stanno nascendo. Occorrono sempre nuove conoscenze e "skills"» ha osservato la Taltavull. Il sistema universitario è chiamato a recepire questi segnali per reagire velocemente ai cambiamenti in corso, pena il verificarsi di un "gap" di conoscenze tra mondo del lavoro e mondo universitario".
Insomma, il mercato corre e l’Università fatica a stargli dietro: è questo ciò che starebbe già avvenendo non solo in Spagna, denuncia la Taltavull, ma anche in Paesi più attivi dal punto di vista educativo, come UK. Secondo la Professoressa «la soluzione risiede in una "post-graduate education" sviluppata in team con le aziende, così da accompagnare conoscenze teoriche a esperienze pratiche sul campo. Si devono poi introdurre sempre più lezioni in inglese, e occorre potenziare l’attività di networking per abituare gli studenti al mondo del lavoro».
Anche secondo Pietro Traverso, di PRAXI, il mercato del lavoro in ambito Real Estate va complicandosi e specializzandosi anche in Italia. «Su un totale di circa 22 milioni di lavoratori, ben 500 mila italiani sono oggi occupati nel Real Estate" spiega Traverso «anche se occorre diversificare tra settore delle costruzioni, dei servizi, ambienti economici e finanziari. Complessivamente il settore sta abbandonando la funzione di gestione del mattone per le famiglie, e si sta rivelando una vera e propria leva per lo sviluppo nazionale interno». A ciò si accompagnano la specializzazione e la trasformazione di vecchie figure professionali, accanto a cui ne nascono di nuove, con un dilagare di nuovi termini di derivazione anglosassone: dal "real estate controller" al "fund manager", passando attraverso "advisors" , "asset e property manager", "risk manager", "project manager", "facility manager", developer , etc, che sempre più si misurano con la Pubblica Amministrazione e devono possedere competenze di economia e finanza. «Il vero volto nuovo del settore» spiega Traverso «si trova nell’area finanza-investment: non più un’occasione puntuale, ma oggi materia che segue tutto il processo di sviluppo delle nuove iniziative». Spettano invece alle società di advisory le migliori prospettive di carriera e le più alte retribuzioni.
Concorde con le tesi di Traverso anche Fabio Donato, MD di AXA REIM Italia, secondo cui ingegneri e architetti che entrano nel settore del Real Estate necessitano sempre più di competenze in investment e risk management. Un’affermazione supportata anche da Barbara Polito, Director di Carlyle Real Estate, secondo cui il mercato del lavoro si è spostato dal mattone alle Banche e ai fondi di investimento. Ciò a cui assistiamo oggi prosegue la Polito, è la necessità, anche per le grandi società, di proporre una formazione continua all’interno delle proprie strutture, in nome della trasformazione continua e dell’aggiornamento delle specifiche competenze interne. Pirelli RE e Generali Properties, ad esempio, possiedono programmi di formazione interni" ricorda la Polito.
«Non dimentichiamo però le opportunità educative offerte ai giovani da parte del mondo associativo" precisa Elio Gabetti, Presidente dell’omonima società quotata in Borsa. «Sono proprio le associazioni che detengono la più forte capacità di dialogo con il mondo universitario, e che possono dunque farsi carico di portare avanti le battaglie di cui tutta l’industria immobiliare sente la necessità» afferma Gabetti invocando una spinta da parte delle Università verso una formazione pratica che contribuisca a far recuperare al settore immobiliare italiano il "gap" con l’estero.
«Stop dunque ai ricoveri di lusso per persone che non hanno il coraggio di lavorare» ha ammonito Alberto M. Lunghini, Presidente di Reddy’s Group. «I Master devono dare la possibilità di entrare in azienda: è questa la vera multidisciplinarietà. Il Real Estate non chiede "tuttologia", ma persone che sappiano capire il linguaggio di figure con un profilo diverso dal loro. È ormai finito il tempo dei tecnici puri e i giovani devono sapere che lo studio non si esaurisce con il percorso universitario, ma prosegue in ambito lavorativo anche nel Real Estate».
Nel corso del Convegno ha portato la sua testimonianza anche Daniela Bollino, Partner della società Key2People, struttura italiana di un network internazionale di società di executive search.
Al termine dei lavori AICI Giovani ha consegnato a Giovanni Nassi, VP di Pirelli RE, il primo "Premio alla loyalty aziendale" istituito dallo stesso Gruppo di AICI. Come ha spiegato Luca Fantin «nel parlar di loyalty aziendale, i 62 anni di servizio di Nassi all’interno del Gruppo Pirelli non necessitano di addurre alcun altro tipo di motivazione». Esprimendo la propria gioia per il premio ricevuto, Giovanni Nassi ha voluto commentare che si può rimanere a lungo nella stessa Società, purché esista la possibilità di cambiare mansione perseguendo ciò che più ci stimola e ci permette di lavorare e di divertirci. «L’importante non è avere un ruolo importante, ma essere felici con se stessi». Nassi ha poi salutato i Giovani di AICI ricollegandosi al tema del Convegno e affermando che «sebbene oggi si stia progredendo verso la dinamicità e la specializzazione, ai giovani occorre dare un "senso di marcia". Punto critico per le aziende sarà quello di conciliare la creatività generatrice di risultati economici con la necessità di mantenere strutture organizzative appropriate».

Nella foto, da sinistra , Giovanni Nassi , Fabio Donato, Alberto M. Lunghini, Paloma Taltavull, Daniela Bollino e Luca Fantin. (Courtesy of Ge.Fi.)

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