milano, mercoledì 21 novembre 2012

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Intervista a Giovanni Zavagli, Presidente AICI
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A "I GIGLI" di Firenze il primo Sportello di Confconsumatori in un centro commerciale
   
Châtillon, il “Castello Gamba” apre al pubblico con arte moderna e contemporanea
   
Da FS, Borse di Studio per 64 mila euro per la nuova edizione del Master di II livello in Ingegneria delle Infrastrutture e dei Sistemi Ferroviari a Roma
   
RECENSIONI
   
La libera circolazione dei diritti edificatori  
   
EXPO 2015, salvate gli spazi vuoti. A cura di Paolo Pileri (DIAP- Politecnico di Milano), Edizioni Electa  
   
Una vita in gioco, di Mauro Castelli, Gruppo Sole 24 Ore, Euro 25,00.  

 

E’ in distribuzione Economia Immobiliare n° 43, primo semestre 2012

 


Non solo Real Estate

 

"Ambrogini" 2005: Intervento del Sindaco di Milano, Gabriele Albertini, in occasione della cerimonia per il conferimento delle Civiche Benemerenze del Comune di Milano

7 dicembre 2005

 
Oggi per l'ultima volta mi spetta il privilegio di consegnare le benemerenze intitolate ad Ambrogio. Poche città si riconoscono così apertamente e, direi quasi, tanto appassionatamente nella figura del Santo Patrono. Anche prescindendo dalla fede.
Milano è particolare e unica anche in questo. Una particolarità che discende dalla originalità storica di Ambrogio, dalla sua capacità di rappresentare insieme valori religiosi e civili, fede e laicità, fedeltà alla chiesa e servizio alla collettività, impegno concreto e cultura.
Questo, infatti, è il segno inconfondibile della comunità ambrosiana, che Ambrogio ha conferito per sempre ai milanesi.
Da questo deriva la nostra identità di uomini del fare: le nostre intenzioni, i propositi e le parole devono tradursi in azione, in opere in realizzazioni.
Perciò l'anno scorso, proprio nel giorno di Sant'Ambrogio abbiamo riconsegnato ai milanesi la Scala restaurata e ristrutturata dopo appena trenta mesi di immani lavori.
Solo quattro mesi dopo avremmo inaugurato il nuovo grandioso e bellissimo quartiere fieristico di Rho-Pero,la più grande moderna struttura espositiva d'Europa.
Il Teatro Alla Scala che, in Italia e nel Mondo, rappresenta uno dei simboli della nostra città, forse il più prestigioso.
E', permettetemelo, anche il simbolo e il modello del nostro impegno.
Solo un dato per rappresentare la dimensione di questo impegno: in 8 anni e 7 mesi di governo, sono stati stanziati oltre 4.500 milioni di euro in opere pubbliche realizzate per più del 70%, contro i 182 nei 4 anni di chi ci ha preceduto: quasi 25 volte di più.
Realizzazioni che sono sotto gli occhi di tutti. Della Scala e della fiera ho già detto.
Ora Milano ha finalmente, dopo trent'anni di progetti e rinvii, un moderno sistema su tre impianti per depurare il 100% delle acque reflue di 2.255.000 abitanti. Non inquiniamo più i nostri fiumi, non inquiniamo più l'Adriatico.
Dopo 20 anni è stato realizzato il Passante ferroviario. Con le sue nove stazioni è una nuova linea della metropolitana, al servizio della città - regione.
Ma sono anche state prolungate le prime tre linee del metro con 4 nuove stazioni. Nel 2007 la linea 1 arriverà fino alla Comasina e la 2 ad Assago. E' già stata avviata la costruzione delle linee 4 e 5.
La cittaà metropolitana si realizza concretamente così.
Anche grazie a questo e alla nuova regolamentazione della sosta, è diminuito del 10% l'afflusso in città delle automobili dall'hinterland.
E' diminuito del 13% la circolazione del centro storico e con severe sanzioni all'indisciplina stradale è diminuito il numero degli incidenti e delle vittime che provocano.
E' quasi raddoppiato il verde pubblico fruibile, portando la superficie di parchi e giardini da 10 milioni di metri quadrati a più di 18 milioni. Meglio di Roma, Torino e Napoli.
Con 3500 chilometri di fibre ottiche, Milano è oggi la città più cablata d'Europa, perchè Milano è innovazione e futuro.
Pensare al futuro significa pensare ai milanesi di domani. Perciò sono state azzerate le liste d'attesa nei nidi e nelle ex materne, con l'apertura di 57 nidi e micronidi comunali, oltre a incentivare la nascita di nidi privati, aziendali e in famiglia.
Sono stati sistemati e messi a norma 350 edifici scolastici. La nostra città, con le sue migliaia di associazioni no profit, è stata scelta come sede dell'Agenzia del Volontariato.
Non è stata una scelta casuale; il welfare milanese è un modello internazionale, anche per effetto di cospicui stanziamenti.
Ben il 10% del bilancio comunale, infatti, è destinato alle politiche sociali.
Sono scelte che tengono conto anche dell'incremento della popolazione più anziana e del fatto che la nostra città è meta preferita dei movimenti migratori.
Ormai più dell'11% della popolazione milanese - che perciò ha ripreso a crescere - è costituita da immigrati. L'immigrazione può essere una risorsa. Non solo demografica ma anche economica, sociale e culturale.
Tuttavia non possiamo ignorare che questo fenomeno, insieme ad altre circostanze di carattere economico e sociale, è strettamente legato a nuove aree di disagio e di emarginazione.
Quindi a nuove occasioni di illegalità. Ebbene, un lavoro coordinato fra le istituzioni, la ristrutturazione e l'incremento del corpo di polizia muinicipale, la creazione del vigile di quartiere,la realizzazione del più vasto sistema di telesorveglianza d'Italia, la costruzione, soprattutto in periferia, di nuove caserme dei carabinieri e di nuovi commissariati di polizia, tutto questo ha prodotto i suoi effetti: dal 1997 i reati sono diminuiti del 30%.
E, a questo proposito, molto volentieri approfitto dell'occasione per rinnovare, anche a nome della città, il più caloroso benvenuto e l'augurio più sincero di buon lavoro al nostro nuovo prefetto.
Gian Valerio Lombardi è stato chiamato ad un incarico gravoso ma di gran prestigio. I milanesi, che già lo hanno conosciuto e apprezzato, hanno accolto con grande favore il suo proposito di coniugare socialità e legalità, facendo seguire al dialogo l'inevitabile decisione.
E' la concretezza che piace a Milano e di cui la città ha soprattutto bisogno. Con questa stagione di grandi cambiamenti abbiamo cercato di rispondere alla forte voglia di innovazione, che è peculiare della società milanese ma che era particolarmente acuta dopo la lunga stagione carica di ombre che ci ha preceduto.
Strumento indispensabile a questo scopo è stata la promozione e l'offerta di cultura, che nella storia della nostra città ha sempre avuto un ruolo primario nel panorama nazionale e internazionale.
Lascio, come mi piace fare, la parola alle cifre, ai dati oggettivi. La quota del bilancio comunale destinata alla cultura, che è stata del 2,28% dall'85 al '95, è salita al 4,20% nel 2005.
D'altra parte chi privilegia la politica del fare cura le strutture della produzione culturale più degli eventi, che pure sono stati di altissimo livello internazionale, come è stato riconosciuto dalla critica e dai grandi successi di pubblico.
E dunque le strutture: la Scala, la sistemazione del polo museale del Castello Sforzesco, il completamento di Palazzo Reale, il restauro e l'ammodernamento dei Musei Civici, la progettazione di nuovi musei a cominciare dalla Città delle Culture all'Ansaldo,lo sviluppo del sistema bibliotecario.
Nei prossimi giorni, a questo proposito, presenteremo il progetto definitivo, opera dell'architetto Wilson,della BEIC,la grande Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, interamente digitalizzata.
E' un opera grandiosa unica in Europa, che sorgerà sull'area della vecchia stazione di Porta Vittoria. La più grande opera pubblica dedicata alla cultura dai tempi della Triennale.
Ma nella storia di una città i grandi cambiamenti trovano sempre la loro più evidente rappresentazione plastica nelle trasformazioni urbanistiche.
Ebbene, mai dal dopoguerra Milano sta così radicalmente cambiando il profilo dell'orizzonte come accade in questi anni e come continuerà nei prossimi per effetto dei grandi progetti avviati.
Stiamo vivendo un vero e proprio rinascimento urbanistico, recuperando 10 milioni di metri quadrati di aree dismesse o inutilizzate, in gran parte destinate a verde: la città della moda a Garibaldi-Repubblica, il quartiere Santa Giulia a Rogoredo-Montecity, il nuovo parco-quartiere City Life alla vecchia fiera, e poi la Bovisa, la Bicocca, Porta Vittoria.
Sta nascendo la nuova Milano. L'antica città monocentrica e radiale diventa multicentrica: tante città nella città.
Ma è partita anche la realizzazione di 20.000 nuove abitazioni di edilizia sociale, oltre alle 11.000 già costruite.
Mentre Milano è la città metropolitana che, nei nostri due mandati, ha portato a termine il maggior numero di ristrutturazioni e riqualificazioni del patrimonio di edilizia residenziale pubblica: oltre 34.000 alloggi.
Ho voluto fare qualche esempio di quello che è per noi la politica del fare. Una politica che è stata possibile solo grazie alla concretezza, alla capacità di lavoro, alla forte voglia di partecipazione alla cosa pubblica dei milanesi.
Di tutto questo devo ringraziare la città. Senza queste virtù tipicamente ambrosiane a nulla sarebbe servito l'impegno dei miei collaboratori e mio, sempre fatalmente inadeguato alle aspettative di una città tanto complessa, dinamica ed esigente.
Certo, il grande consenso di cui ho avuto il privilegio di godere mi ha permesso di perseverare anche nelle prove più difficili.
Così come il dissenso è stato uno straordinario stimolo a far meglio, a cercare la soluzione migliore. Di tutto ciò devo essere grato ai milanesi.
Lasciate, a questo proposito, che vi racconti un episodio, una significativa esperienza personale. Da sindaco di Milano sono andato a visitare Francesco Rutelli, allora ancora sindaco di Roma.
Dalla finestra del suo ufficio in Campidoglio si godeva la splendida vista dei Fori Imperiali. Come uno sguardo sulla storia di Roma e dell'Occidente. Una vista unica al Mondo.
"Te la invidio", confessai a Rutelli, anche per dovere di cortesia.
"Anch'io ti invidio qualcosa" mi rispose lui con grande sincerità.
Lusingato e un pò meravigliato aspettai che concludesse, che mi rivelasse cosa il sindaco di Roma invidiava a quello di Milano.
La conclusione arrivò immediatamente e mi inorgoglì: "Ti invidio i milanesi", disse Rutelli, "La loro concretezza, la loro capacità di lavorare di realizzare. La naturale attitudine a fare squadra e ad operare nell'interesse della città anche da sponde opposte, anche da schieramenti contrastanti".
Gonfio di orgoglio, annuii.Aveva ragione Rutelli. Ecco dunque cosa mi ha permesso di svolgere il mio compito. Soprattutto di questo devo riconoscenza alla città.
Devo essere grato a Milano... dei suoi milanesi.
Del loro impegno, della loro tenacia, della loro intelligenza concreta. Di quelle loro virtù, insomma, che è giusto definire ambrosiane. Virtù che oggi riconosciamo in coloro che perciò premiamo nel nome di Ambrogio.
A maggior ragione, dunque, è anche doveroso che io chieda scusa per le tante lacune che non sono riuscito a colmare e per le numerose domande alle quali non ho saputo dare una risposta adeguata.
La responsabilità non può che essere mia. Per non essere riuscito a fare meglio nonostante il mio impegno ma soprattutto nonostante... i milanesi.

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