Sarà presentato il 14 ottobre  a Borgo  Cornalese, presso Torino,  un nuovo progetto di abitare condiviso, promosso  da Homers e commercializzato da Gabetti Home Value 

Gabetti Home Value, divisione di Gabetti dedicata al settore delle nuove costruzioni, è stata incaricata di commercializzare, con Santandrea Luxury Houses & Top Properties, brand del Gruppo Gabetti dedicato agli immobili di lusso, il progetto abitativo di e-co housing Borgo Cornalese, situato nell’omonimo complesso storico-architettonico nei pressi di Villastellone alle porta di Torino.

Di proprietà della famiglia De Maistre e progettato da Homers – brand di Homes4All Srl società benefit innovativa B Corp e spin-off del Politecnico di Torino – il nuovo complesso si basa sul concetto dell’”abitare condiviso” e offre appartamenti ampi, confortevoli e moderni, arricchiti dal fascino della residenza storica.

Oltre le 28 residenze private, sono previsti numerosi spazi destinati all’uso collettivo sia all’aperto sia interni. Questi ultimi potranno essere adibiti a coworking, nido per i bambini, sala comune per eventi e feste, mentre nel dehors verrà realizzato un bio-lago balneabile inserito in un contesto naturale con frutteto e orti a disposizione dei residenti, così come il vasto giardino interno alla corte. Gli spazi comuni sono pensati per favorire collaborazione, socializzazione e per riscoprire un luogo con una storia secolare.

La sostenibilità è un altro pilastro fondamentale di Borgo Cornalese. Le abitazioni, oltre a unire il fascino storico al comfort contemporaneo, sono progettate con un focus sulla sostenibilità sociale e ambientale. Il complesso, infatti, si presenta come un esempio di e-co housing, con abitazioni in classe energetica A/A+ per le unità oggetto di demolizione e ricostruzione e B per quelle restaurate, con capacità di gestione in loco di acque e produzione autonoma di energia rinnovabile grazie a pannelli fotovoltaici.

Borgo Cornalese è un vero e proprio co-housing unico nel suo genere, anche grazie alla creazione di quella che viene definita una “comunità energetica”: l’energia prodotta con l’impianto fotovoltaico sarà infatti destinata in parte all’autoconsumo e, in parte, scambiata con la rete di distribuzione, dando in questo modo la possibilità di accedere a tariffe agevolate.

Nell’autorimessa saranno predisposte colonnine di ricarica per veicoli elettrici (su richiesta anche individuali), così come anche nel deposito bici. L’intervento non impiega combustibili fossili ed è quindi 100% gas free.

La copertura delle autorimesse è poi interamente destinata all’installazione di impianti fotovoltaici per l’alimentazione delle utenze comuni, delle pompe di calore e dell’illuminazione condominiale. L’acqua piovana è recuperata in appositi contenitori, per poter essere filtrata e riusata per impieghi come irrigazione e lavaggio esterni. Inoltre, l’impianto elettrico delle camere da letto è progettato per proteggere il sonno dalle onde elettromagnetiche, eliminando la tensione dopo lo spegnimento delle luci. È previsto inoltre l’impiego di lampade a basso consumo e l’impiego di componenti con predisposizione domotica opzionale.

Il 14 ottobre si terrà in anteprima un evento di presentazione del progetto, che prevederà visite guidate negli spazi abitativi da ristrutturare e nelle aree pensate per l’uso collettivo, in presenza dei rappresentati di Gabetti Home Value e Homers che saranno a disposizione degli ospiti per fornire tutte le informazioni relative all’iniziativa e rispondere alle loro domande. All’evento parteciperanno inoltre i volontari de “Il gruppo di amici di Borgo” e la famiglia De Maistre, proprietaria di Borgo Cornalese, che ha contribuito attivamente all’avvio di questo progetto innovativo facendosene promotrice.

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Il co-housing, secondo la definizione proposta da Homers, è un modello abitativo costituito da alloggi a uso privato indipendenti e autonomi, con in più spazi a uso collettivo e con la presenza attiva di una comunità intenzionale di abitanti – i co-houser – che si riuniscono con lo scopo di creare una realtà comunitaria che garantisca loro una migliore qualità di vita.

Tale fenomeno è già molto sviluppato in Europa, specialmente al nord: in Danimarca e in Svezia tra l’1e il 2% della popolazione vive in cohousing.

In Italia  sono  attualmente 28 i progetti di questo tipo, localizzati tutti nel nord del Paese, di cui 21 di iniziativa privata e disponibili sul libero mercato: questi ultimi rappresentano il campione oggetto di uno studio edito da Gabetti e Homers.

Le analisi condotte sono utili a immaginare i caratteri di un prodotto innovativo fortemente rispondente alla domanda di mercato, una vera e propria nuova asset class.

Si tratta di edifici sostenibili con alte prestazioni energetiche sia di nuova costruzione sia di recupero (come borghi o cascine) abitati da comunità multigenerazionali. Sebbene l’estensione degli interventi sia molto variegata – passiamo da complessi di oltre 100 unità a piccole realtà di 5 appartamenti – la superficie media degli alloggi risulta essere sempre intorno ai 100 mq e il taglio più diffuso è quello del trilocale.

Fonte : Gabetti