Cambia la citta’ e cambia il mondo

di Mario Breglia, Presidente Scenari Immobiliari, nell’ ambito di Urbanpromo a Torino

In uno scenario di crescente globalizzazione il ruolo delle città risulta sempre più importante, rappresenta nodi di connessione ed integrazione tra scala globale e dimensione locale, luoghi in cui si produce creatività e innovazione e dove si gioca la competitività a livello nazionale ed internazionale.
Attualmente nel mondo più della metà della popolazione vive nelle città e la percentuale supera il 65 per cento in Europa.
Le realtà urbane, tuttavia, costituiscono anche i luoghi di massima concentrazione dei processi di esclusione sociale, nonché dei fattori di consumo e degrado delle risorse ambientali. I nuovi modelli insediativi e i nuovi stili di vita e di mobilità, infatti, determinano uno stress crescente sull’ambiente urbano, in termini di rumore, traffico, inquinamento, carenza e scarsa accessibilità degli spazi verdi. Le città europee consumano il 75 per cento dell’energia totale e sono responsabili dell’emissione dell’ottanta per cento dei gas che comportano alterazioni climatiche.
Pertanto la competizione delle città si gioca non più solo sul livello di avanzamento culturale, tecnologico e scientifico, ma anche e soprattutto sul terreno delle sfide ambientali e sociali, poiché la qualità urbana si presenta come la capacità di rispondere ad un’ampia serie di domande, riguardanti non solo l’economia, ma anche la cultura, l’ambiente, i modi di vita e di socializzazione.
Lo scenario competitivo è destinato ad ampliarsi progressivamente nei prossimi anni, in quanto la capacità di attirare nuove attività, funzioni, risorse e residenti non appartiene solo alle megalopoli, ma anche ad un numero sempre più ampio di città medie, a patto che si rivelino in grado di sfruttare le proprie risorse territoriali, identitarie e culturali per accrescere il dinamismo e creare innovazione e nuovi valori urbani.
La prima risposta alle grandi sfide dei prossimi decenni è rappresentata dai processi di rigenerazione urbana che si sono moltiplicati negli ultimi anni, coniugando i temi della crescita e le politiche per la città con gli obiettivi della sostenibilità, attraverso l’attuazione di significative innovazioni nel campo del processo edilizio, del progetto urbano e delle tecnologie costruttive.
I progetti sono profondamente diversi dal punto di vista della localizzazione, delle dimensioni, delle destinazioni d’uso, delle peculiarità, ma alcuni aspetti sono comuni.
Nella maggior parte dei casi i nuovi quartieri si localizzano in aree dismesse o sottoutilizzate, i cosiddetti brownfields,come risposta all’espansione urbana incontrollata, alla carenza di aree libere in alcuni Paesi e all’esigenza di frenare il degrado delle aree abbandonate, che poi vengono trasformate in insediamenti razionali e compatti, caratterizzati da mix morfologici, funzionali e spaziali. È essenziale un’efficiente collaborazione tra settore pubblico e privato. Si possono definire casi di successo quelli che coinvolgono le diverse realtà istituzionali, politiche, sociali, economiche e professionali di una città, attraverso la formazione di partnership tra settore pubblico e privato e la concertazione tra i diversi livelli dell’amministrazione pubblica.
Nei principali casi le politiche pubbliche di intervento assumono visione globale e ruolo strategico, a volte anche peso operativo. Il ruolo dell’ente pubblico è sempre di guida e coordinamento dei progetti e il successo dell’operazione dipende dalla capacità di indicare politiche di intervento chiare e definite, di assumere decisioni rapide e di coordinare gli aspetti organizzativi e gestionali, facendo anche ricorso a metodi e strumenti operativi propri del diritto privato.
Nel prossimo futuro la competizione tra le città sarà sempre più aspra e incentrata sulla creatività, che diventa uno strumento idoneo a riattivare il dinamismo urbano e a trovare soluzioni di equilibrio tra esigenze e risorse, consumi ed efficienza energetica, densità abitativa e qualità ambientale, disuguaglianze, sostenibilità e aumento del benessere collettivo.

Testata giornalistica non registrata ai sensi dell’Art.3 bis del D.L. 18 maggio 2012, n. 63 convertito in Legge 16.07.2012 n°103

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