LE MIE RICETTE PER LA REAL ESTATE COMMUNITY

Al  giorno  d’  oggi,  tutti  si mettono a  proporre  “ricette  ”  o  a  scrivere di libri di  cucina.

Perché  non  anch’ io,  allora ?  In  fin dei  conti ,  ai fornelli  me  la  cavo  abbastanza  bene!  E  spesso  invento  anche  delle  “ricette” ,  che gli amici della  real  estate  community   (  a pranzo o  a  cena  da  me )  dimostrano  di apprezzare.  Talvolta  le  sperimentano  pure a  casa  loro …

La  maggior  parte  delle  mie  proposte  è di  facile  esecuzione. Altre  “  creazioni”  richiedono  un po’ più di  pazienza.

Tutte, comunque, non sono costose. Anzi, molte sono addirittura  economiche …

Certamente  sono “sane” ,  perché  composte  con ingredienti  di qualità.

Eccole allora  qui  di  seguito, e Buon Appetito  dalla vostra  “real estate chef”  Paola G. Lunghini !!!

BRESAOLA  PATRIOTTICA

Ingredienti  per  4  persone

-200 grammi  di bresaola  della  Valtellina finemente  affettata ( e  appena  tolta  dal  frigorifero )

-pecorino romano a  scagliette , qb

-4  fettine di ricotta  piemontese  (  diametro  cm  5  circa,  altezza   1  cm )

-4  pomodorini  ciliegina e /o datterini,  rigorosamente  di Pachino , Sicilia

-12  piccole foglie  di basilico ligure

-un ciuffo  di  foglie  (  verdi)  di sedano  finemente  tritate  (  rigorosamente proveniente  dall’  Emilia  Romagna)

-un velo d’ olio  d’oliva  extra-vergine   pugliese

-per  decorare, qualche  fettina  di  limone  (  limoni rigorosamente   sorrentini )

Preparazione

Disporre  su  ciascun piatto  le  fettine  di bresaola , a  formare quasi  i petali  di una  margherita.

Appoggiare al centro del  “fiore”  una  fettina  di ricotta,  sormontata  da  un pomodorino  decorato con il basilico.  

Cospargere  la  bresaola  con le scagliette  di pecorino  e  le  foglie  di sedano tritato, alternando.

Irrorare  con un velo d’ olio .

Decorare  il  bordo  del piatto   con  le  fettine  di  limone  tagliate  a  pezzetti .

Servire subito, bello fresco .

POLLO  LESSO  “  LEGGIADRO ”  CON CAROTE

Siete  convinti  che  pollo  lesso  accompagnato da  carote  lessate   possa  costituire   una  pietanza tristissima ,  adatta  al massimo  alla  cucina  di un ospedale,  o  comunque  a  stomachini in convalescenza ?

Errore !  Seguite  la mia ricetta  , e  avrete  un “  secondo”   sano e  leggerissimo,  quasi totalmente  privo  di  grassi ,  e  cromaticamente  assai  accattivante  …Oltretutto,  facilissimo  da  farsi e  pure  economico  …

Ingredienti  per  4  persone

-un pollo  intero, bello “  cicciotto”

-odori  e aromi etc  per  lessare  il pollo , a  piacer (  cipolla,  sedano,  carota,  alloro,  vedete  voi )

-otto   carote  (  meglio se  valdostane, sono quelle  che  reggono meglio la  cottura   e  non si  spappolano  )

-formaggio  ( parmigiano  o  grana  padano) grattugiato, abbondante qb

-mezzo  bicchiere  di  vino bianco

-per decorare, numerose fogliette  piccole   di  basilico  e, se  li trovate , filetti  d’ arance  in mostarda (  in alternativa,  albicocche  in mostarda ) .

Preparazione

Lessate  il pollo,  con tutti  gli odori/aromi  come  sopra. Deve  cuocere  a  lungo,  sino  a  quando  la  carne  si  staccherà   da  sola  dagli ossicini.  Ciò  renderà  più semplice  predisporre  dei “  filetti”  abbastanza   “  grossi”  ( petto  e  cosce )   che  metterete  da  parte . Il resto  del pollo  vi  servirà  per  preparare   il giorno dopo  qualcosa  d’  altro ( ad  esempio una  bella  “ Cesar  Salad”).

Lessate (  o  cuocete  a  vapore ) le  carote e, a  cottura  ultimata , lasciartele  raffreddare. Poi affettatele  a  rondelle  sottili  ma  non troppo.

Un quarto d’ ora  prima  di  andare  in tavola ,  disponete  le  carote  affettate   in una  teglia  antiaderente  di  buon diametro  , versateci sopra  un mestolo del  brodo  di pollo e   il vino,  spolveratele  bene con il formaggio grattugiato , e  cuocete  a  fuoco lento per  qualche  minuto.   Ciò  produrrà  in breve  una  simpatica  “  puccetta” ,  come  si  dice  da  noi  a Milano. Adagiatevi  dentro  i  filetti  di  pollo, ma  lateralmente  rispetto alle  carote,  e  –  se  fosse  il caso  di  “  asciugare “ un po’  la  puccetta  – alzate  un po’  la  fiamma ,  finchè  tutto  è  bello caldo e  fumante .

Rapidamente,  disponete  al centro  di  ogni  piatto  i filetti  di pollo  appoggiandovi  sopra i filetti  d’ arancia.  Intorno al piatto ,  a  corona  circolare,  mettete le  carote  ,  su  cui  sparpaglierete  le  fogliette  di  basilico.

BRASATO  ESTIVO  “GELEE”

Avete  sempre  pensato  che  il brasato sia  pietanza  “  pesante”, adatta  a  stomaci  ben preparati e  a  giornate  brumose ? Seguite  la  mia  ricetta,  e  cambierete  idea , lo mangerete  volentieri  per  cena,  d ‘ estate .

L’  esecuzione  non è affatto difficile ,  ma è un po’  lunga ;  e  richiede  pazienza  e  attenzione .  Va  “ curata”  , ergo  mentre  lo fate dovrete   essere  “  nei paraggi”…  

Ingredienti  per  4  persone

-un pezzo di magatello  di  vitello ( circa  7/8  etti) 

-spago da  cucina  (  calcolate  sette  volte, in cm,  la  lunghezza  della  carne  )

-odori  (  cipolle  di Tropea,  sedano dell’ Emilia ,  carote  valdostane  ) in quantità  molto molto  abbondante , tagliati a  piccoli  tocchetti

-una noce  di burro e  olio  qb

-due  bicchieri  di  vino rosso, a  piacer, sui 13 gradi e  mezzo  

-tre  bicchieri  di  brodo  vegetale  (  va  benissimo  un preparato  per  brodo  di quelli  normalmente  in commercio  etc  )

-una  spruzzata, ma  proprio  una  spruzzata,  di sale  (  se  necessario)

-un dado di preparato  per  gelatina  ( per  500  gr)

-per  decorare,  foglie  di basilico  qb

Preparazione

Preparate  la  gelatina  seguendo le  istruzioni  riportate  sulla  confezione.  Versate  il tutto  in un contenitore  rotondo ,  lasciate  raffreddare  un po’ e  personalizzate   con  un paio di cucchiai  di salsa  di  soia . Lasciate  raffreddare  bene  prima  di riporlo  in frigo (  dove  dovrà  rimanere  per  diverse  ore ) .

Intanto,  legate ben stretto  il magatello con lo spago e  senza  far  grovigli  (  come  se  doveste  fare  un  arrosto . Se  non ne  siete  capaci,  fate  fare  l’ esercizio  dal  vostro  macellaio, lui sa  come  si fa…ma  non fatevi mettere  la  “ retina” …)

Scaldate  leggermente   burro e  olio  in un tegame  ben largo e  con bordi molto  alti , e  adagiatevi  la  carne  facendola  rosolare leggermente  a  fuoco bassissimo da  ogni parte, appena  appena  dorata.  Togliete  il tegame  dal   fuoco  e dopo un paio di minuti  aggiungete  lentamente  un bicchiere  di  vino, irrorando.   Attenzione,  perché  questa  è  la  parte  più  delicata  :  se  infatti  il vino lo aggiungete  mentre  la  carne ancora   cuoce,  è  facile  dobbiate  invocare  l’ intervento  dei pompieri .

Rimettete  il tegame  sul  fuoco,  sempre  a  fiamma  bassissima. La  rosolatura  proseguirà  da  sola , ma  comunque   girate  la  carne  un paio  di  volte . Quando il vino sarà   assorbito, aggiungete  –  secondo la  precedente  modalità –  il secondo  bicchiere , sino ad  assorbimento completo  :  la  carne  avrà  raggiunto  il bel  colore  scuretto  che  deve  avere .

Tutta  questa  fase  durerà  almeno una  mezzoretta.

A  questo punto  rovesciate  nel tegame   gli ortaggi  a  tocchetti ( aggiungete  un poco  d’  olio  ) , mescolate  velocemente  e  lasciateli  “appassire” , osservandoli  attentamente  e  dicendo   «Cipolla  di Tropea ,  guai  a  te  se  ti  bruci,  eh, perché  se  no  non sai  cosa  ti faccio,  ti butto  nella  spazzatura ,  umido  of  course,   e nel tegame  al  tuo posto ci metto  la cipolla  surgelata  del supermercato   !!! ».

Quando  gli ortaggi  saranno appassiti ,  versatevi  sopra lentamente tutto il brodo,   coprite  con un coperchio  e  rilassatevi.  Ogni tanto,  date  un’ occhiata  e  una  mescolatina.

Dopo un paio almeno d’ ore  di  fuoco basso ,  togliete  la  carne  dal tegame   e  lasciatela  raffreddare  (  anche  in frigo,  se  volete.  Per  una  volta,  non manderete  in tilt l’ equilibrio ecologico  dell’ elettrodomestico).  Indi, tagliatela  a  fettine ,  abbastanza  sottili ma  non troppo, e  lasciatela  lì.

Prima  però,  date  un’ assaggiatina, per  vedere  se  è  “ cotta  giusta ” .  Deve  risultare  tenerissima , da  tagliare  solo  con la  forchetta.

Rovesciate  allora   le  verdure  in un  contenitore  adeguato e,  con il passaverdure  manuale,  riducete  il tutto  a  una  “purea” ,  ma grossolana  :  si  devono  vedere , e  ancora  ben bene,  i pezzetti  di  ortaggi. Aggiungete, se  necessario,  la spruzzatina  di sale .

Adagiate il  tutto , carne  a  fettine  compresa , nel  tegame  (  ecco perché occorre  un tegame  bello largo ),  e  rimettete   sul solito  fuoco basso  per  ancora  una  mezzoretta.

Mettete  poi tutto  in frigorifero , e lasciatelo lì  sino a  poco  prima  di cena.

A  questo punto   togliete   dal  frigo il  contenitore  con la  gelatina  (  che  sarà  già  pronta ),  rovesciatelo  su  un piatto ben freddo  e  tagliate  la  gelatina a  spicchi  triangolari.

Disponete  su  ogni piatto alcune  fettine  di carne, copritele  con la  purea,  e  “  allegate”  qualche  spicchio  di gelatina .  Decorate  poi   con le  foglie  di  basilico , e  servite , bello fresco .

PS  : se  vi  fosse  avanzata  un po’  di  purea, il giorno dopo la  potrete utilizzare –  riscaldandola e  aggiungendovi un po’ di  olio-  per condirci  un bel piatto  di  gnocchi  di patate, o  un bel  piatto  di tagliatelle !!!

ROGNONCINO   VERDE  VERDE

Ingredienti  per  4  persone

-due rognoni  di  vitello freschissimi  finemente  affettati ( e togliendo   il “  bianco “ centrale degli stessi )

-basilico in quantità  industriale

-un velo d’ olio

-un  bicchiere  di  vino  bianco

-una  spruzzata  di  sale    

-otto  patate  di piccola  dimensione  preventivamente  lessate  e  salate

-qualche  fettina  di pane  casereccio  (  o  tipo baguette )  in un cestino a  latere

Preparazione

Pulite  e  pestate il basilico  nell’ apposito “pestello” ,  come  se  doveste  preparare  il pesto  alla  genovese , conservandone  però  alcune  foglie  intere . Poi  riversatelo  con delicatezza  in un tegamino. Aggiungetevi   il vino bianco e  un pizzico  di sale,  e  lasciatelo lì .

In una  teglia  antiaderente  versate  l’ olio  e  cuocete  a  fiamma  viva  il rognone,  rivoltando  velocemente  sino a  completa  cottura ( bastano  pochissimi   minuti).

Un attimo prima  di andare  in tavola, posate  nella  teglia  le  patate e riscaldate  un attimo  ;   riscaldate  un attimo  anche il tegamino  con il basilico  e  il  vino,  ma che  sia  ben  caldo , e  mescolate  bene.

Mettete  sui piatti  dei  commensali  la  “ porzione”  di  rognone ( con le  patate  di lato).  Rovesciateci  sopra con garbo  la  “  salsina”  di basilico, aggiungete  -per  decorare-  le  fogliette , e  servite   .  In un cestino a  fianco, avrete messo  qualche  fettina sottile  di pane  casereccio  (  o  tipo baguette ) ,  se  qualcuno dei  vostri ospiti  volesse  fare  con grazia  la  “  scarpetta”   con la  “  puccetta”  : lasciarla  lì nel piatto sarebbe  un vero peccato…

CONSOMMÈ   “DEL MIO PAPÀ”,  CON FRITTATINA

Ci sono molti modi  per  preparare  il consommé, una  più  complicata , lunga  e  noiosa  dell’ altra .  Risalgono al tempo in cui  un bel  dado per  brodo , e  di ottima  qualità,  non si sapeva  nemmeno cosa  fosse.

Oggi non è  più  così e –  con i  buoni preparati  per  brodo  che  si  trovano   normalmente  in  commercio – un bel consommé  si prepara  in pochi  minuti . La  necessaria frittatina, poi, idem,  anche  questa  si  prepara  in un  attimo , pochi  minuti  (  più  il tempo  di  “  riposo” ) .

Per  questo  consommé  il  mio  papà  ne andava  pazzo, ecco perché  l’  ho  chiamato  così.

Ingredienti per  4 persone

Per  il consommé:

-mezzo  litro  abbondante di  brodo  (  occorreranno due  dadi  per  brodo  di carne )

-chiodi  di garofano

-bacche  di  ginepro

-un bel  bicchiere abbondante  di  vino  di  Porto  (  rosso,  sia  chiaro)  oppure , in mancanza,  un bel  rosso  italico  robusto

Per  la  frittatina :

-un  velo  di  burro

due  uova  intere  e due  rossi  d’ uovo

-due  cucchiai   di  formaggio  grattugiato 

-un bicchiere  di latte

-due  cucchiai  di farina

Preparazione

Buttate  dentro al  mixer  senza  pietà  alcuna  tutti  gli ingredienti per  la  frittatina,  tranne  il burro,  e  frullate  di  brutto.

Poi,  in una  teglia  antiaderente  scaldate  un attimo il burro  e  rovesciatevi  metà   composto   :  di  frittatine   ve  ne  verranno   dunque due ,  che  devono essere  sottili  e  un poco  “colorite”. Arrotolatele  subito  tipo omlette,  e  lasciatele  raffreddare.

Quando ben  fredde,   affettatele  a  fettine  sottilissime  (  tagliandole poi a metà  ) e  lasciatele  lì,  a  temperatura  ambiente.

Poco prima  di  andare  in tavola,  preparate  il  brodo, mettendoci  dentro  tutto  tranne  il   vino,   che  aggiungerete  quando il brodo  avrà  raggiunto  il  completo  bollore.

Passatelo al  “ colino”  per  eliminare  le  tracce  dei  chiodi  di  garofano  e  le  bacche  di  ginepro  ( che  metterete  da  parte   per  un prossimo piatto  :  tanta  bontà  NON  deve  andare sprecata).

Riscaldate  ancora  un attimo il brodo  , perché  –  se  non siete  rapidi –  nel  frattempo  lui  si  sarà  un poco raffreddato, e  invece  deve  essere  bollente.

Disponete  in quattro  fondine  (  ma meglio se  in ciotole , tipo  quelle  che  si  usano  per   la  zuppa  di  cipolle ) le  fettine  di  frittatina  e  rovesciatevi  sopra con un mestolo  il  brodo  bollente .

Vedrete  che  bello  che  è :  profumato,  aromatico,  colorato.  Se  poi  volete  superare  voi  stessi, a  fianco  di ogni  commensale  appoggiate  un bicchierino  di  vino di Porto  (  se  lo avete ). Se no, fatene  a  meno , il consommé  del mio papà  è  buono  lo stesso.

GAMBERONI AFFETTUOSI IN GIALLOVERDE  

Ingredienti  per  4 persone

-20 gamberoni  belli cicciotti e  decapitati

-due avocado ben maturi

-un cetriolo

-due mestoli abbondanti  di brodo  vegetale ( fatto semplicemente  con un buon dado  per  brodo)

-un bicchiere  di  vino  bianco

-una bustina  di  zafferano (  meglio ancora  se  in pistilli)

-un cucchiaio  di salsa  di  soia

-un pizzico  di sale

-per  decorare,  qualche  foglia  di prezzemolo  e  qualche  scorzetta  di  limone

Preparazione

Sbollentate  i gamberoni, sgusciateli, togliete  il budellino nero e  metteteli in una  ciotola  dove avrete fatto precedentemente  sciogliere  lo zafferano  in un po’  d’ acqua .  Girateli ogni tanto sinchè  li vedrete tutti di un  bel  giallo uniforme . Dopo un po’ buttate  via  l’ acqua  gialla  e lasciateli  lì.

Intanto sbucciate accuratamente i  due  avocado  e il cetriolo  e  tagliateli  a pezzettini . Mettete  su  il  brodo , e  lasciatelo raffreddare.  ( Io , per  far  prima,  ci  butto  dentro un paio  di  cubetti  di  ghiaccio :  funziona !!! ) .

A  brodo freddo,  versatelo  in  un frullatore insieme  ai  pezzetti  di  avocado e  cetriolo , e  alla  salsa  di  soia;  e  frullate  rapidamente.  Dopo qualche  secondo,  il frullatore –  nonostante  che  le  proporzioni  siano esatte –  si  rifiuterà  di  procedere , tanto  sarà  denso il contenuto.  Troppo. Versateci allora  dentro il bicchiere  di  vino  bianco . A  questo  punto il frullatore  si  sarà  ripreso dall’ apnea , e  voi avrete  ottenuto una   “crema”  bella  morbida  e   consistente , e  bella  verde  . Controllate  se  manca  di sale, eventualmente  aggiungetelo.

Disponete  al  centro  di ogni piatto  (  dei  quattro  commensali)  una  “collinetta”  del  suddetto  composto verde.  Ci vorrà  un po’ a  levare  la  crema  dal  frullatore  (  la  maggior  parte  del tempo  infatti ,  dopo aver  fatto  le  collinette  la avrete  impiegata  a  leccare  il contenitore semivuoto  per  non  sprecare nemmeno  una  goccia  della  leccornia ) ,  ma fate  pure  con calma, tanto è  tutto  freddo.

Tutto attorno alla  collinetta  appoggiate  i  gamberoni , a  formare  una affettuosa  corona.

Decorate  con le  fogliette  di  prezzemolo  e  le scorzette di limone,   e  portate  in tavola .  Non parlate  poi del  Governo, però.

INSALATA  CONGOLESE

Cosa  ha  che  a  fare  il Congo  con tutto  ciò ?   Nulla  ovviamente, se  non la  circostanza   che  questa  ricetta  me  la  insegnò – in forma  “  basica” –  una  mia  lontana  conoscente  francese  che nel Paese  africano  aveva  vissuto a  lungo….Io l’ ho un peletto  elaborata  a  mio  modo.

Può essere un sontuoso antipasto,  oppure  anche  un  ottimo secondo.

La preparazione  è  elementare  e  velocissima , mentre  fondamentale  è la composizione  sul piatto  di portata , che  deve  essere  rotondo,  diametro  una  trentina  di  cm  :  credetemi, please,  la  Congolese  fa  una  gran scena …

Ingredienti  per  4 persone

-tre avocado ben maturi  ma belli sodi

-quattro uova

-una  ventina  di  gamberoni  decapitati

-due confezioni  di polpa  di  granchio  (  per  un totale  di  circa  200 grammi) della  miglior  qualità

-una  manciata  di  capperi

-olive nere  snocciolate   a  piacer

-fogliette  di menta  a  piacer

Per  la  salsa: 

-un vasetto  di  maionese anche  commerciale,  purchè  di ottima  qualità

-un vasetto  di  yogurt bianco magro 

Preparazione

Pelate e  tagliate a  metà  gli avocado,  togliendo ovviamente  il nocciolone  (  che  vi servirà  se  volete  per  fare  una  domestica  e   simpatica  pianticella  ornamentale ).  Tagliateli  poi a  fettine  (  in orizzontale ).  

Cuocete  le  uova . Quando saranno ben sode  e  fredde,  affettatele   con l’ apposito  strumentino . (Magnatevi  nel durante le  capocchie e  le  fettine  piccine ,  che  non servono) .  Salatele  leggermente.

Bollite  velocemente  i  gamberoni , salandoli leggermente,  sgusciateli e  metteteli da  parte. 

Aprite  le  due  confezioni  di granchio,   scolatele  dell’ acqua di  conservazione  e  mettete  il  contenuto  da  parte  in una  ciotola.

Lavate  un attimo  i capperi per  togliere   l’ acqua  di  conservazione.  Fate  lo stesso  con le  olive.

Preparazione  della  salsa  

Mixate  in una  ciotola  la  maionese  e  lo yogurt,  mescolando  velocemente . Deve  risultare  una  salsa  piuttosto  fluida  (  casomai aggiungete  ancora  un po’  di  yogurt) .  Riversatela   nella  salsiera  che  porterete  in tavola.

Preparazione del piatto  di portata

Si proceda  a  corona  circolare.

Per  prima  cosa,   disponete  all’ esterno del piatto  le  fettine  di avocado e  di  uova  sode,  alternandole.

Seconda  corona  circolare   :  i  gamberoni

Al centro del piatto  versare  con  garbo  la  polpa  di  granchio, a  fare  una  collinetta

Versare  a  pioggia  i  capperi  e  decorare  con le  olive  e  le  fogliette   di menta

Servire subito, con a  fianco  la  salsiera .

Se  dovete  preparare  il piatto  con anticipo,  mettete  il tutto  in frigo  , coprendo  con l’ apposito  cellophane  da  cucina.

NB :  per  la  pianticella  di  avocado  si proceda cosi

Infilzate  il nocciolo  con tre  /  quattro  stuzzicadenti  e  mettetelo a  galleggiare  in  un piccolo  recipiente  di vetro ricolmo d’ acqua  .  Gli stuzzicadenti appoggiati al  bordo servono  a  evitare   che  il nocciolo affondi. Dopo un po’  di  giorni  (  ciò  dipende  dalla  simpatia  del  nocciolo  nei vostri confronti ) vedrete  comparire delle  tenerissime  radici.  Quando  saranno arrivate a  3  cm  circa, trapiantate   il nocciolo – non troppo in profondità-  in un vasetto  con  buon terriccio.

Qualche  giorno e  vedrete  che  la  pianticella  comincerà  ad affiorare,  a  crescere  e  poi a gemmare .  Quanto  poi  durerà, non so  dirvi  :   dipende  dal  “carattere”  dell’ avocado, e  da  quanto  alla  pianticella   vorrete  bene.   Qualche  settimana  o un poco  di più,  sarà  stata  comunque  una  gran  soddisfazione. 

IL TIRAMISÙ DELLA  “MIA” MILVA

Nella real estate  community il nome  della  “ mia”  Milva ( che con me collabora da sempre )  è ancor più noto di quello della famosa  cantante…Ella  infatti , in tanti anni,  ha  preparato – per  gli amici della  comunità immobiliare, ospiti per lunch / dinner a casa mia –  una  quantità di pietanze  mitiche e  indimenticabili: antipasti,  primi, secondi e  dolci . Di tutto e  di più ! 

Uno dei suoi cavalli  di  battaglia  è  il tiramisù, servito in monoporzioni . Occorrono  dunque  delle  belle  ciotoline/coppette  ( dette  anche  “  pirottini”) , una per ciascun commensale , di forma cilindrica (  diametro  10-12  cm,  altezza   5-7 cm ) ,  possibilmente  in vetro o cristallo (  vanno  tranquillamente  in freezer, estrarre quelle che occorrono  circa  un quarto d’ ora  prima di servire . Un consiglio : estraetene  un paio in più…  il tiramisù della  Milva  è  talmente  buono  che  qualche ospite potrebbe chiedere  il bis…).

Ingredienti  per  12  monoporzioni

-quattro  uova belle grosse e freschissime

-mezzo chilo  di mascarpone  freschissimo

-otto cucchiai  ( da minestra)  di zucchero

-un pizzico  di sale fino

-una confezione  di biscotti  Pavesini  da 200  grammi

-sei tazzine belle piene di caffè espresso, non zuccherato

-due  tavolette di  cioccolato fondente  e  di ottima  qualità, da  100  grammi cadauna

-una manciata di violette  o  mimose  candite /glassate  (  questo per  decorare, con parsimonia, il pirottino ). Se  la  stagione  lo consente  – e i fiori li  avete  in casa- , un mazzolino piccolissimo  di  viole / mimose  da  appoggiare  sul piattino  che  contiene il  dessert.

Preparazione

Separare tuorli e albumi, e riversarli  in due diverse ciotole  ( A e  B ),  belle alte  e  di ampio diametro.

“  Battere”  ( con garbo  ma  con decisione )  i  tuorli  della  ciotola  A  insieme a  sei  cucchiai  di zucchero.  Aggiungere  il mascarpone,   rimestare  con garbo  ma  velocemente, e riporre  A  in frigorifero. 

Tritare ( a  piccolissime  scagliette )   le  tavolette   di  cioccolato  fondente  e  sistemare  le  scagliette  in una  ciotola ( C ).

Montare fermissimamente  gli albumi  della  ciotola  B,  aggiungendo il pizzico di sale e i  due  ultimi cucchiai  di zucchero. Rimontare  fermissimamente ,  e  aggiungere  questo  composto  alla  ciotola A  tolta  dal  frigo . Rimescolare bene e  velocemente  il tutto  ( d’ ora  in avanti  la  “ crema” )  con tecnica  «dall’ alto verso  il  basso».

Preparare  il caffè  e  versarlo in una ciotola (D).

Riempire  un pirottino, sul fondo,  con alcuni  cucchiaini  di crema  e  coprire  la  crema  con  uno “  strato”  di Pavesini  ben allineati ,  dopo averli   uno  a  uno velocemente  immersi nella ciotola  D.  Ricoprire con uno strato leggero  di scagliette  di  cioccolato.  Un altro strato  di crema ,  di Pavesini e  di  cioccolato :  e  il pirottino sarà completato.

Proseguire sino al riempimento  dei  12 pirottini.  Ricoprirli  con cellophane  da  cucina  ( pellicola  CUKI, per  intenderci ) e  dopo un po’  riporli in freezer  (  dove si possono tranquillamente  impilare ) .

Leccare ma con eleganza  gli eventuali rimasugli della ciotola  A,  quella  che  aveva  contenuto la  crema ; e con deliziosa soddisfazione  mormorare  « Che buona !»

Riporre  in dispensa i Pavesini eventualmente  avanzati,  e  buttar  via  il caffè  eventualmente  rimasto.

Gran finale :  quando  avrete  gli ospiti, dopo aver  tolto  i pirottini  dal freezer, decorateteli  con le violette  o le  mimose  candite :  ciò  dipende  dal  colore  della  tovaglia… e  aggiungete  il mazzolino  come  sopra.

NOTA :  quando avrete  preso sufficiente  pratica,   l’ intera  operazione  vi richiederà  poco più  di un’ ora.  

TRIFOGLI DI CARCIOFI  E  GAMBERONI SU UN PRATO DI PURÈ

Carciofi, purè di patate e  gamberoni vi sembrano un accostamento insolito  ? Può darsi, ma  garantisco che  si tratta  di un piatto unico  “ bellissimo”, facile  a  farsi e   buono assai.

Ingredienti per  4  persone

-sei carciofi  già perfettamente mondati   e  tagliati a  metà

-il succo  di mezzo  limone  e, per  decorare,  qualche  fettina  di  limone

-burro, olio,  due spicchi  d’ aglio  a  fettine  sottilissime,  mezzo litro di brodo vegetale  (  per  stufare  i carciofi )

-prezzemolo   ( abbondante !)  tritato  di fresco

-due confezioni  di purè  di patate  già pronto  ( in commercio  se  ne  trovano  di  ottimi ), per  circa  sei/sette  etti

-due cucchiai ( da  minestra)  di crema  di latte

-12  gamberoni  “ decapitati”

Preparazione

Togliete  dai carciofi  le  eventuali  foglie  ancora  “dure” al tatto  , e ripulite  ancora bene  i  gambi , che  taglierete  un poco  (  non devono essere  lunghi più  di 3  cm). Immergete  il tutto, per  qualche  minuto,  in una  ciotola  d’ acqua acidulata  con il succo  di  limone. Estraete  dalla  ciotola  i carciofi, sgocciolateli e  metteteli  su un  panno  tipo  “scottex – casa”  ad  “ asciugare”.

Disponeteli  poi  in un  tegame  abbastanza  largo  da  contenerli  tutti ben “ piatti”, aggiungete  l’ aglio e una  noce  di  burro,  irrorateli  leggermente  di olio e  copriteli con il brodo.  Cuocete  un’ oretta  a   fuoco  lento :   i carciofi  dovranno risultare  teneri  , ma non spappolati , mi raccomando . Se  durante  la  cottura il brodo  dovesse  restringersi  troppo,  aggiungete di volta  in volta  un poco  d’ acqua.

Nel frattempo, sbollentate  i gamberoni e  poi sgusciateli, avendo  cura  di  ripulirli dal  budellino nero. Metteteli da  parte.

Pochi minuti prima  di andare  in tavola  preparate il purè, seguendo le  istruzioni della  confezione , e allungatelo –  per  renderlo   morbido – con la  crema  di latte, mescolando lentamente  ma  intensamente.  Il purè  dev’ essere  abbastanza  “ solido” ma  anche  “ fluido” ,  da  poterlo  versare (  qualche  cucchiaiata   per  ogni commensale ) al centro  di ogni piatto , su  cui  andrete a  disporre, a mo’ di trifoglio,  i carciofi,  con un po’  del loro sughetto.  Negli spazi  “  vuoti”  adagiate  i  gamberoni,  spolverate  tutto  con il prezzemolo e  decorate  con le  fettine  di  limone.

MACCHERONCINI  ALLA  ALESSANDRO , AL POMODORO E POLPA DI GRANCHIO

Poichè a casa mia  ho spesso ospiti  che professionalmente si occupano di immobili,  tra  le mie Ricette ve ne  sono  alcune elaborate  “appositamente”  per esponenti  della real estate community. Eccovi  dunque  oggi   una  ricetta  semplice  semplice  dedicata a un noto operatore torinese.

Ingredienti per  4 persone 

-300 grammi di maccheroncini  ( sono adatte  anche le pennette )

-una quantità abbondante di  salsa di pomodoro ( vanno  benissimo i pelati in scatola, purchè del tipo  ” polpa pronta ” ), confezionata con la sola aggiunta di un velo d’ olio, sale e pepe  qb.

-prezzemolo abbondante, tritato di fresco, e  qualche  foglina  intera per  decorare

-una o  due confezioni  di polpa  di granchio  (per  un totale  di  circa  150  grammi ) di ottima  qualità, scolata  dell’ acqua  di  conservazione, e  con l’ aggiunta di mezzo  bicchiere  di  vino  bianco  frizzante ( ciò  andrà  versato in una ciotola, e  miscelato  bene ).

Preparazione

Scolare la pasta  abbastanza  al dente, riversarla nel recipiente di cottura, e mescolare  velocemente  con  la salsa . Rimettere un attimo , ma proprio un attimo, sul fuoco, dopo avere aggiunto il prezzemolo tritato , e rimescolare ancora.

Versare in zuppiera , coprire lievemente  ma  intensamente  con la polpa di granchio , decorare con qualche  foglia  di prezzemolo  e  servire  subito subito,  se no la  pasta  si fredda.  

  “ VERDE E BIANCO DI  CHEZ PAULETTE  “ , OVVERO FAGIOLINI  CON GAMBERONI “ SFUMATI” AL MARSALA E GERMOGLI  DI LENTICCHIE

Un piatto unico superfacilissimo, rapidissimo  e  leggerissimo.

Ingredienti per 4 persone

-20  gamberoni belli grossi,  già  decapitati e  sgusciati

-mezzo chilo di  fagiolini freschi   (  a Milano detti  anche   “cornetti”)

-una abbondante  quantità  di pinoli

-un velo, ma  proprio  un velo,  d’ olio

-una  noce  di  burro

-sale qb

-un pizzico  di  bicarbonato  di sodio ( a  uso alimentare ).  La  “  punta”  di un cucchiaino da  caffè  è  più  che  sufficiente  per  la  bisogna

-due cucchiai ( da  minestra)  di  crema  di latte

-un  bicchiere  di  marsala  secco 

-una  “ sventagliata “  di germogli  di  lenticchie tritati (  per  decorare )

Preparazione

Partiamo dal  fondo ,  perché  i  germogli  di lenticchie  dovrete  averli  preparati  diversi   giorni  prima  !

Ecco come.

Foderate una  ciotola dai bordi alti  -ma  piatta – con  uno strato abbondante  di  cotone idrofilo , e  annaffiatelo bene .    Il cotone  idrofilo assorbirà  l’ acqua  in un baleno .  Versateci  allora  sopra, a  pioggia,  uno strato  ben  livellato  di  lenticchie  “  secche “  (  non occorre  siano  di Castelluccio,  un  “sacchettino”  semi-anonimo da un paio d’ etti  andrà  benissimo .  Non dovete  mica  mangiarle a  Capodanno  con il cotechino,  diamine  !!! ) .

Ponete  il recipiente  sul davanzale  di  una  finestra  di casa ( alla  luce, ma  che  non sia  troppa)   e  annaffiate leggermente  ma  quotidianamente : il cotone  dovrà  essere  sempre  leggermente  umido. 

Nel giro  di qualche  giorno  vedrete  che  le  lenticchie  cominceranno a  germogliare.  E  nel  giro  di  qualche  giorno  i  germogli  cresceranno,  cresceranno, cresceranno , folti e  verdissimi , un mini-praticello  delizioso a  vedersi. Quando  cominceranno a  debordare  dalla  ciotola, tagliateli  via  dalle  loro  lenticchie (  che  butterete  nell’ umido senza  pietà, ormai saranno solo “  bucce “  )  e  tritateli   finemente .

Riponeteli   in una  vaschetta che  metterete  nel  freezer  e  vi  stupirete  di una  cosa.   Quando  il tutto  sarà  ben surgelato, i germoglietti  tritati  (  a  differenza , ad  esempio,  del prezzemolo etc,  che a crudo “appiccica” , nda  )  basta  “grattarli” un attimo  con i rabbi  di  una  forchetta  e  scendono affettuosamente  a  pioggia,  perfetti.

Non sanno assolutamente  di  niente , ma contengono le  proprietà organolettiche   (  buone )  delle  lenticchie;  e  sono magnificamente  decorativi.

Ciò  detto, proseguiamo  con la  preparazione.

Mondate  i  fagiolini  e  lessateli  con un peletto  di  sale.  Se  volete  che  durante  la  cottura  si  mantengano  di un  bel verde  brillante – tipo la  nostra  meravigliosa bandiera  italiana –  aggiungete  il bicarbonato, ut supra.  Quando  comincerà  a  bollire,  l’  acqua della  pentola  esonderà  di  colpo, ma  non spaventatevi,  va  bene  così.   

Quando i fagiolini  saranno  cotti,  scolateli e  metteteli  a  raffreddare.  Poi  tagliateli a  pezzetti,  il  più  possibile  uguali  =  circa  2  cm.

Lavate  bene  i  gamberoni , togliendo  l’ eventuale  budellino nero,  e  sbollentateli  (un minuto basterà ).  Scolateli  delicatamente con una  schiumarola e metteteli  da  parte.

Qualche minuto prima  di andare  in Tavola  procedete  così:

In una  padella,  dove  avrete  messo a  tostare  i  pinoli  (  con l’ olio, fiamma  bassissima, per  davvero pochi secondi ,  attenzione  a  non  arroventarli :  sprigioneranno  in un attimo il  loro  profumo.. e  poi  i  pistacchi   sono “  sanissimi” ,  contengono in gran quantità calcio, ferro, fosforo, magnesio, potassio, manganese e rame, nda ) , aggiungete  i  fagiolini  e  la  crema  di latte,   e  mescolate  morbidamente. Qualche  minuto  di  fuoco  lentissimo basterà. Poi copriteli  con un coperchio  per  tenerli  caldini . Io uso un coperchio  di quelli  di vetro “  temperato” , resistente  anche  alle  alte  temperature,  così mentre li vedo  li incoraggio  :  sì,  sì, sì, siete  proprio  belli !!

Intanto , in un’ altra  padella dove  avrete  sciolto la  noce  di  burro, adagiate delicatamente  i gamberoni  e  sfumateli  con il marsala .  Basta  davvero un attimo.

Disponete  una  porzione  di  fagiolini  a  “ lettino”   sui piatti  dei  commensali,  appoggiatevi  sopra  ( a  formare  quasi i petali  di un  fiore. Se  poi  per  fortunata  combinazione aveste  in casa  delle “ margherite  edibili” ,  potreste  metterle  al centro  della  composizione… ma  non è  indispensabile, nda  ) i  gamberoni ,  versate  sopra  a  tutto  la  “ puccetta”  marsalata  e  date  una “ grattatina”    di  germogli  di  lenticchie…

Provare  per  credere  !!!

NOTA  :  i  germogli  di  lenticchie   vi  serviranno  per  una  quantità  di  altri  piatti  :  provare  per  credere  !!!

“MATRIMONIO  TRIESTINO-CAPRESE” ( OVVERO  VELLUTATA LEGGERA  DI  FAVE  CON CROSTACEI  E  FRUTTI  DI  MARE ).

Questa  ricetta,  onore  al  merito, me  la  insegnò “  in nuce “ un carissimo  amico mio  triestino.  Io la  trasmisi a  una  carissima  amica  caprese ,  che la eleborò  a  suo modo.  Io  vi aggiunsi  poi un  po’  di  mio… ed  eccoci  qui.

E’ apparentemente  facile. 

La  difficoltà –  non di  poco conto  –  sta  nella  preparazione  :  per  servirla , occorre  infatti fare  prima  molta , molta  pratica….perchè  bisogna  essere  molto,  molto  veloci .

Ingredienti  per  4  persone

– due chili  abbondanti di fave fresche

-quattro/ sei  patate  (  dipende  dalla  grossezza )  già lessate e  tagliate  a  tocchetti

-brodo  vegetale

-due cucchiai  ( da  minestra)  di crema  di latte

-sale e  pepe  qb

-crostacei  (scampi, gamberoni etc)  e  frutti  di mare   (cozze, vongole, fasolari, telline, cannolicchi, canestrelli,  tartufi, ostriche, datteri ) , quelli  che riuscite a  trovare purchè  in quantità  abbondante.

-crostini  di pane  

Preparazione

Pulite, sgusciate, sbollentate, etc  i  crostacei e  i  frutti  di mare.  Vi  ci  vorrà  un bel po’  di tempo , perché  codesti ingredienti    vogliono tempi di cottura tra  loro  diversi, e  alcuni si possono anche  adoperare  crudi.   Metteteli , una  volta  pronti,  da  parte.  Non  buttate  via  subito  i  gusci , anzi :   mettete  da  parte  quelli più  “ belli”  (e  buttate nell’ umido gli altri…)

A  questo  punto preparate  la  vellutata leggera .  Vi  ci  vorrà  un po’  di tempo  a  sgusciare  le  fave , ma  per  favore  non gettate  nella  spazzatura i baccelli  (  cfr  infra ).

Lessate adeguatamente  le  fave  in acqua   salata  e  (  lasciandone  da  parte   un  bel  “  pugno”   di intere )   quando  saranno  cotte  frullatele “  alla  perfezione “   insieme  alle  patate  lesse :   rovesciando poi il tutto , con il brodo,  in una  bella  pentola  (  se  volete,  ma  non è  indispensabile,  aggiungete  un po’  di pepe ) .

E  adesso arriva  il bello : quando la  vellutata  comincerà  a  sobbollire, versatela  con  un mestolo nelle  fondine dei  commensali  e  –  velocissimissimamente ,  circondate  il piatto  di  una  specie  di “corona  circolare”  fatta  dei  frutti   di mare, alternandoli cromaticamente,  quasi tutti  “ nudi”  ma  alcuni anche  con il loro  guscio.

Credetemi,  non è  affatto semplice  “  tenerli  insieme”,  perché  mentre  li  componete  tenderanno  a  scivolare  verso  il centro  della  fondina … e  voi  li  maledirete . Ma  con un po’  di pratica  ci  riuscirete …

A  questo  punto ( e sarete  già  stremati) , deponete  con garbo i  crostacei   sgusciati  ( e  tutti  gli altri  frutti   di mare  “nudi”  avanzati  dalla  corona  circolare  )  al   centro  del  piatto , insieme  con un po’  di  fave  intere  ( ut  supra ).  

Cacciate  tutto  per  un  paio di minuti nel  forno  caldo  che  avrete  nel  frattempo  acceso , e  poi fate  scivolare  , con  un cucchiaio,  la  crema  di latte  sulle  fondine (  come  se  doveste  prepare  un  Irish  Coffee …). Potrete  disegnare  a  vostro  piacere sui piatti , che  so,  un punto  interrogativo  o una  chiave  di  violino ,  o …

Illeggiadrite  ponendo a  fianco  di ogni  commensale  un  piattino   con  i  crostini  di pane .

Se la  vostra  pazienza   vi  consente   di fare  una  cosa  così  una  volta  all’ anno,  siete  davvero bravi  !!!

PS : I  baccelli  delle  fave  non buttaleli .  Ben  puliti , ben lessati  e  ben frullati ( con  patate  o meglio ancora  con fagioli),  diventeranno un’  ottima  sana  ed  economica  minestra .

GNOCCHETTI  DI  BIETOLA  DA  COSTE

Ortaggio  di  carattere  “ povero”  (  anche  di calorie ) ,  in realtà  le  “ coste”  sono ricchissime  di  minerali  etc. e  dall’ ortolano  si trovano quasi sempre.

Sono  dunque sane  da  consumare. E sono  facili da  pulire , e di conseguenza  parecchio simpatiche.  Ottime per  farci  anche  gli  gnocchetti.  Provare  per  credere !!!

Ingredienti per  4  persone 

-due  kg  di  coste

-un cucchiaio  di  bicarbonato  a  uso  alimentare

-due etti  di  ricotta  preferibilmente  romana

-un cucchiaio di crema  di latte

-due etti  di  formaggio grana  grattuggiato

-una  spolverata  di  noce  moscata

-sale

– un paio d’  uova  (  per  “ legare” )

-farina  qb

-brodo  vegetale  qb

-per  condire  :   burro  fuso   qb

Preparazione

Lavate  accuratamente l’ ortaggio , separando  la   parte  bianca (  cioè le  coste vere  e  proprie , che  metterete  da  parte per  altro  uso  ) dalle  foglie  verdi.

Lessate  le  foglie  in una  bella  pentola  grossa, nella  quale  avrete  versato  il bicarbonato, così  rimangono  belle  verdi .  Quando cotte, una  decina  buona  di  minuti dall’ ebollizione, lasciatele  raffreddare  , strizzatele  ben   bene  (  non devono avere più  una  goccia  d’  acqua o  quasi )  e tagliuzzatele  fini  fini.

Mettete  la  ricotta  e  la  crema  di latte  in una  bacinella e,  con una  forchetta, pressate e  sbattete  ben bene  la  ricotta  sinchè   sarà  ridotta  a  una  crema  fluida  ma  non troppo.

Versate  le  foglie  delle  coste  e  la  ricotta  in un  recipiente   dai  bordi  alti , e  cominciate  ad  amalgamare. Aggiungete  metà  del  formaggio  grattuggiato,  il sale, la  noce  moscata  , e  seguitate  ad  amalgamare. Calateci sopra un uovo e  seguitate  ad  amalgamare .  L’ impasto deve  risultare  morbido  ma  “ fermo”.  Se  non basta,  aggiungete  il secondo  uovo. A   questo punto   l’ impasto potrebbe  essere  troppo  morbido  :  versateci  dunque, mescolando,   un po’  di farina  , e  sarà  fermo  qb.

A  questo punto  mettete  il recipiente  in frigo,  e  andate  a  leggere  un buon libro  per  almeno un’  oretta.

Togliete  il recipiente  dal  frigo,  date  una  girata,  assaggiate  (  se  mancasse  di sale,  aggiungetene  un pizzico ) , e  cospargetevi  le  mani  di farina.

Aiutandovi  con un cucchiaio  formate  tra  le  mani  infarinate  gli  gnocchi   (  l’ ideale  sarebbero  sferette  da 3   / 4  cm  , vedete  voi  come  calcolare  il pi greco  se  proprio  volete  fare  le  cose  in grande stile  ) e  deponeteli  su  un vassoio di cartoncino, infarinato  anche  lui, e  ricacciate  in frigo, mettendo  da  parte  uno gnocchetto :  che   farete  cuocere  in un pentolino  ad  hoc , è un test  di prova.  Se  il campioncino regge  bene  la  cottura,  OK.  Altrimenti   aggiungete  all’ impasto  ancora  un poco  di farina,  e  rifate  il test. Lo  gnocchetto  deve  risultare  saldo !    

Voi  direte :  ma  cosa  è  tutto  questo  avanti e  indietro  dal  frigo  ?  Credetemi,  lo capite da  voi  che  la  cucina  non è  solo eccellenti ingredienti  a  chilometro zero,  fantasia,   e  chef  strapagati , etc. E’ anche  chimica  e  pure  fisica …

Quando manca  poco ad  andare in tavola, scaldate  la  pentola  con il brodo  vegetale  e,  quando   il brodo comincia  a  sobbollire , versateci dentro con garbo  gli  gnocchi.

Mettete , in un pentolino,  a  scaldare  il burro.  Quando  sarà  dorato,  saranno pronti  anche  gli  gnocchi   che –  con la  schiumarola –   adagerete  su  ogni piatto (se  non avrete  sbagliato  le proporzioni,   saranno  6/ 7 per  ogni  commensale). 

Una  rovesciata veloce  di  burro  dorato ,  e  una  sventagliata   di  quel  formaggio grattuggiato  che  avrete  avanzato  prima , e  via  in Tavola !!!

PS :   con il bianco  delle  coste,  che  fare ?  Semplice, il giorno  dopo  mettetele  in una  padella  con un po’ di  condimento , e  lasciatele  andare  per un po’  sinchè  saranno  tenere  : sono un ottimo  contorno  a  un secondo  ,  di carne  o  di pesce  che  sia . Ma  anche  a un paio  d’  ova  strapazzate …

LA  “  CANESTRA”  DI   FRUTTA   DI  PAOLA  

E’ questa  una  preparazione  solo  di frutta ,  ma  il titolo  non tragga  in inganno   !  Dimenticatevi  perciò   la  “  canestra”  del Caravaggio …ma  ricordatevi  che  è  inutile  prepararla   se  i  commensali  sono meno  di otto !  Ci vuole  un  bel po’  di tempo, infatti… (  In ogni caso,  se  siete  a  Milano,   la  Canestra  del  Caravaggio  andate a  vedervela  alla  Pinacoteca   Ambrosiana. Ne  vale  sempre  la  pena ) .

Ingredienti 

Il principale  occorrente  è  un piatto  piano  di portata, rettangolare,   lungo  almeno  40  cm  e  largo  una  ventina  circa . Poi occorre  un po’  di zucchero  vanigliato. 

Per  accompagnare,  a  latere, una  bella ciotola  di panna  montata  (  che  potete   agevolmente  acquistare  già  pronta  in una  buona  gelateria ) . In alternativa,  una  bella  ciotola  di  gelato alla  crema. Ciò  andrà  lasciato  in frigo  sino al  momento  di  servire .

Per  la  frutta  :

due  pompelmi rosa,  due  arance rosse  , due/tre  pesche  gialle ,  due mango  (  o  papaya),  sei  kiwi,  sei albicocche,  mezza  fetta  di anguria,  due  fette  di  melone  ,  una  manciata  abbondante  di  ciliegie  (  prive  del peduncolo e  denocciolate  con l’ apposito  strumentino).

Preparazione

Lavate  accuratamente  e  sbucciate  accuratamente  tutta  la  frutta   così come   la  situazione  richiede. 

Affettate   accuratamente  tutti  i  frutti,  le  fettine  devono essere  il più  sottili  possibile (  levate  ovviamente  le pelline   e i semini  degli agrumi  e  dell’ anguria,  i  noccioli,  etc )  e   poneteli  ciascuno in una  separata  ciotola .

Poco prima  di servire, prendete  il piatto  di  portata , mettetelo   orizzontalmente di fronte  a  voi   e  deponetevi  (  a  seconda  della   vostra  sensibilità  cromatica )  una   bella fila  di  fettine  di frutta , una/due    per  ciascuna,   sul  lato corto, in  verticale   :  io  di solito “  parto”  da  sinistra   con il  pompelmo,  proseguo  con  l’ anguria,  poi proseguo  con il…  e  poi vedete  voi .

Se  avete  fatto  bene  i  conti,  arriverete  in fretta  all’ estremità  destra del  piatto  sul quale   appoggerete  infine le  decorative  ciliegie.   Una  spolverata  di  zucchero a  velo, la  ciotola  di panna  montata   a  fianco….

Anche  se  i  vostri  commensali  saranno  già  satolli, a  una  “  canestra”  di frutta  così  è  difficile  resistere …

GAMBERONI DORATI CON PURE’  DI PATATE  E  BISQUE  DI GAMBERONI

Ingredienti  per 4  persone (  per i gamberoni)

-20 gamberoni freschissimi, belli grossi  e  interi

-due uova

-un bicchiere  di latte

-un bicchiere  di  vino bianco  secco

-sale  e  pepe  qb

-pane  grattugiato  abbondante

-olio  di semi di mais  ( della  miglior qualità)  

-qualche  fogliolina  di  menta  fresca  per  decorare

-una  confezione  di  purè  di patate  ( ve  ne  sono  in commercio di già pronte e di ottima  qualità ) , da  400  grammi  

Per la bisque

-le  teste  e i  carapaci  dei sopracitati  gamberoni

-carote,  sedano,  scalogno  ben mondati  e sottilmente  affettati

-un pizzico  di peperoncino

-una  noce  di  burro

Preparazione

Lavate  accuratamente  i  gamberoni  e  sgusciateli  a  crudo, tagliando  via  ça va sans dire le  teste.

Levate  dai gamberoni  l’ eventuale  budellino  nero,  e  metteteli da  parte.

Rilavate  accuratamente  teste  e  carapaci   dei gamberoni,  e riduceteli a  pezzetti  

In una casseruola dai bordi alti  ponete  i pezzetti  ut  supra, unite  le  verdure e  il peperoncino  , coprite  tutto sino al bordo della  casseruola  con acqua, e  ponete  sul  fuoco a  fiamma  bassissima. Perché il tutto  si riduca  a  una  poco  edificante  poltiglia   vi  ci  vorrà minimo un’ora  e  mezza . Quando  vi  sembrerà   che  l’ignobile  intruglio  si vada  un po’ troppo asciugando,  aggiungete  acqua .

Trascorso  questo tempo, versate  il tutto in una  ciotola  dai  bordi  alti,  e  lasciate  raffreddare.  Indi frullate  con un frullatore a immersione e filtrate con un colino . Eventualmente  aiutatevi con una  forchetta , per ottenere un liquido morbido e  bello liscio e  denso , che verserete  in un pentolino insieme  alla noce  di burro,  in attesa  di  sviluppi .

( NOTA :  Come noto, la bisque di crostacei consiste in un “brodo concentrato” preparato  con le teste e i carapaci dei crostacei. Può essere servita come zuppa o utilizzata come fondo per  ricette a base di pesce.. Si tratta di una preparazione semplicissima , ci vuole  solo un peletto di tempo …La bisque è anche un simpatico  modo per utilizzare  gli scarti dei crostacei,  che  altrimenti  andrebbero  dritti dritti  nella  spazzatura , e  sarebbe  un vero peccato !  Io la bisque  la uso volentieri  come  salsa  “ a  sé  stante “ appunto  ;  ma  anche  per  condire  il giorno  dopo un saporitissimo  piatto  di pasta  ,  ideali sono  linguine   o  tagliatelle ).

Intanto  che  siete  lì a  guardare  i  carapaci  che  si  sfaldano  etc  ,  cominciate  a  preparare  i  gamberoni ,  quelli “nudi” che  avrete  messo  da  parte. In una  ciotola  sbattete bene  le  uova, insieme  con il latte  , il vino  bianco , e  il sale /pepe.  Immergetevi  con garbo  i gamberoni, assicurandovi  che  essi  siano  ben  coperti , e riponete  la  ciotola  in frigorifero. Ogni tanto  date  un’ occhiata , e  la  ciotola  giratela  un attimo:  i gamberoni devono essere  sempre  ben  coperti, ma non si devono impastare / appiccicare  fra  di loro … lo fanno, lo fanno,  ben  sapendo  ciò  che  li attende…

A  questo punto   andate  , impassibili,  a  scaricare  le  e-mai che  nel frattempo  vi saranno  pervenute.

Prendete  un vassoio  da  cucina, ricopritelo  di pangrattato , e  “passate “ velocemente  i  gamberoni  nel pangrattato  appunto .  Essendo essi  molto  freddi,   assorbiranno   solo  il quantitativo  che  sarà  poi  sufficiente  a  farli  dorare .  Disponeteli ben distanziati  su  un vassoio, e ricacciateli  in frigo .Poco prima  di andare  in Tavola  approntate la  purea  di patate,  seguendo le  istruzioni  della  confezione. Intanto, in una  padella  bassa  avrete  messo a  scaldare  l’ olio  per  cuocere  i gamberoni   :  due/tre minuti per  parte   di “  frittura “  a  fiamma  bassa  basteranno  per  dorarli : e  vedrete  come saranno croccanti sì , ma  morbidi  al palato!!!

Date  una  scaldata  veloce  alla  bisque, ma  senza  farla  sobbollire,  altrimenti  non vale !!!  e  riversatela  in una  bella  salsiera. Sui piatti dei  commensali  versate  un  “lettino”  di purea, metteteci sopra  a  ventaglio  i  gamberoni  (  su cui avrete   fatto  cadere  le  foglioline  di menta ) e  portate  in Tavola,   con la  salsiera a  latere. Vi assicuro  ,  se  sarete  stati  abbastanza  veloci nella  preparazione il successo  sarà  garantito !

INSALATA   “BIANCA”  DI  PAULETTE

A  chi non piace  la “Salade niçoise”, ovvero  l’Insalata Nizzarda, tipica  coloratissima ricetta provenzale originaria di Nizza,  preparazione dalle caratteristiche mediterranee, formata da verdure crude dal gusto molto deciso, che racchiudono tutto il sapore del sole?

Piace a   tutti,  credo.

L’Insalata Nizzarda è  così  buona  che  «è diffusa a livello internazionale, anche se con miriadi di varianti, che spesso ne fanno perdere l’originale e tipica composizione, sottoposta, invece, a Nizza, a regole severe. Data la sua ricca consistenza, l’Insalata Nizzarda può essere servita anche come piatto unico».

Volete  provare  la  mia  variante ?  Anzicchè  coloratissima,  è  “in bianco”  !!!  E  con la  Nizzarda, è ovvio,  nulla  ha a  che  fare , se  non il  tempo  che  si  impiega  a  prepararla.

Ingredienti  per  8  persone

-due/tre  coste  di sedano ben pulite  e sottilmente  affettate  (  comprese  le  foglie  verdine,  che  però  metterete  in una  ciotolina  a  parte)

-un finocchio ben  pulito  e  sottilmente  affettato ( comprese   le  fogliette   verdine,  che  unirete  alla  ciotolina ut  supra, mescolando  morbidamente all’ ultimo  momento,  se   no  si ammosciano  )

-alcune “  testine”  di cavolfiore  sottilmente  affettate

-due/tre zucchine sbucciate  e  affettate  a  rondelle  sottilissime

-un fascio di porro  ( solo la  parte  bianca ) ben  pulito e  affettato  a  rondelle  sottilissime

-un paio  di “ cespi”  di insalata  indivia  belga, ben  pulita e  affettata  a  rondelle  sottilissime

-un barattolo di fagioli  cannellini (in confezione “  industriale “  ma  della  miglior  qualità , circa   250  grammi )   ben  risciacquati   sotto  acqua  corrente per   levare   le  tracce  del  liquido  di  conservazione

-un barattolo di  ceci (anch’ essi in confezione “  industriale “  ma  della  miglior  qualità , circa   250  grammi )   ben  risciacquati   sotto  acqua  corrente per   levare   le  tracce  del  liquido  di  conservazione

-una pera  kaiser pelata  e  tagliata  a  tocchetti

-una mela  verde pelata e  tagliata  a  tocchetti

-due  etti  di  formaggio pecorino, o  simile,  a  scagliette

-una  manciata  abbondante di pinoli ;  nocciole  e  mandorle   (  sgusciate  e  pelate )

-sale  e  pepe  qb

Prima  di  servire

Versate  tutti  gli  ingredienti   nell’ insalatiera,  salate  e  pepate,  e  mescolate  con garbo . Aggiungete, a  pioggia, le  fogliette   verdine  di  cui ho detto  sopra. 

Per servire

Amalgamate  in una  salsiera  una  confezione  (  almeno  300  grammi  )  di  yogurt  magro , allungato  con crema  di latte  .  Deve risultare una  salsa  molto  morbida  e  ben  liquidina .

Conclusione

Quando i  vostri  ospiti  si  saranno  tutto  ciò  ben  sbafati,  chiedete  loro  di indovinare  di  quanti  ingredienti  l’  Insalata   bianca  di  Paulette  è  composta .

A  chi  si  è  più  avvicinato  al  numero esatto,  consegnate  con gaudio e  tra  gli applausi  il regalino/premio ben infiocchettato  che  avrete  preventivamente  preparato.

PS: Non ci metto  fettine  di  aglio ,  cipolla o  scalogno, perché a  tutti  non sono  graditi.  Ma  se  volete,  potete  sempre preparare  una  ciotolina  a  parte …

GNOCCHI DI PANE  ALLA  MEDITERRANEA

Scordatevi  i  canederli  di  montanara trentina  e  altoatesina   tradizione.  Qui   gli  “gnocchi  de  pan” ,  pur  partendo dalla  ricetta  triestina,  si  fanno a  modo  mio !

Ingredienti per 4  persone

-una  confezione  da 250  grammi  di  pane  grattugiato  della miglior qualità

-mezzo  litro  di latte  intero

-una  fetta  di  prosciutto  cotto spessa  almeno  1  cm , priva  del  grasso  e  tagliata  a  dadini  piccolissimi

-circa  100  grammi  di  pancetta  affumicata  tagliata  a  dadini,  preventivamente  leggermente  “scottati “ in un padellino

-circa  200  grammi di  mozzarella  tagliata a  dadini  piccolissimi

-circa  200  grammi  di  formaggio  grana  grattuggiato  , non importa  se  reggiano  o  padano

-due  uova  intere

-prezzemolo  abbondantissimo ,  tritato  di  fresco

-una  “grattata”  abbondante  di noce moscata

-sale, pepe

-farina  bianca,  qb

-brodo  vegetale  ( per  la  cottura  degli  gnocchi)

Per  il “  sughetto” (  in realtà  è  una  specie  di  pesto)

-due mazzetti  di  rucola, belli  grossi, e  mondati  dei  gambi

-basilico  abbondantissimo

-una  manciata  di  nocciole  (sgusciate )

-olio d’  oliva  qb  

Preparazione

Cominciate con il  “sughetto”.

Versate in un contenitore  cilindrico   tutti  gli  ingredienti  e,  usando  un frullatore   a  immersione,   riducete  tutto  a  finissima poltiglia.  Ops,  volevo  dire  a “pesto” .

Riversate lo pseudo-pesto  in una  ciotola, e  aggiungete,  se  necessario,  un po’  d’  olio  :  il sughetto   deve  essere  denso  ma  al  contempo  bello  liquido, perché  gli  gnocchi  ne  assorbiranno  non poco…Lasciatelo  lì a  riposare,  perché  se  lo  merita ; e  passate  a  preparare  gli  gnocchi.

In una  bacinella  bella  grande e  dai   bordi  alti,  versate  il  pane  grattato  e  il latte.  In pochi secondi,   il  latte  si  sarà  “  magnato  “  il pane  .  Quindi  tenete  a  portata  di  mano  una  bottiglia  da  un litro  (  di latte ,  intendo) , perché  forse   a  fine  composizione  dovrete  aggiungerne  un peletto.

Mescolate , e  man  mano  aggiungete uno alla  volta , sempre mescolando , tutti  gli  ingredienti  ut  supra , tranne  le  uova.

Gran finale  :  spezzateci dentro  le  uova e  rimescolate  velocemente . Vedrete  che  il composto   cambierà  colore  e  consistenza.  Sarà  morbido,  ma  allo  stesso  tempo  “ solido” .

Bene.  Mettetelo  in frigo  per  un paio  d’  ore,  e  andate  a  fare  altro.

Quando  avrete  finito  di  fare  altro,  riprendete  la  bacinella  e,  aiutandovi  con le  mani  vostre  accuratamente  cosparse  di  farina,  estraete  dal  composto  gli  gnocchi,  sferici,  diametro  a  piacer, sui 3/ 4  cm  è  l’ ideale .

Pensate  fortemente  a  Michelangelo,  quando  dal  marmo  di  Carrara   estraeva  una  statua  che  –  diceva  lui –  era  già  là  dentro che  lo aspettava  , e  il suo  compito  era  solo quello  di  tirarla  fuori. L’ arte,  che  bella  cosa !

Va  beh,  cultura  a  parte,  deponete  gli  gnocchi , man mano  che  li avrete  fatti,  su  un vassoio  leggermente  infarinato . Contateli,  e  dividete  per  quattro.

Poco  prima  di  andare  in tavola,  portate a  ebollizione  il  brodo  vegetale,  abbassate  la  fiamma e  fate  scivolare  con garbo  gli  gnocchi  nel  brodo, che  deve  sobbollire  appena, altrimenti  le  “onde”  gli  gnocchi  ve  li  distruggono.

Calcolate  una  cottura lenta  di circa otto  minuti,  basterà.

Con l’ apposita  schiumarola,  fate  scivolare  gli  gnocchi  nei  (  quattro)  piatti  dei  commensali , e ricopriteli  velocemente  con il  “ sughetto” .  Gli  gnocchi,  intendo,  non i  commensali  :  ai  quali  augurerete  il  vostro  più  cordiale  Buon Appetito.   

“POTAGE PARMENTIER “  SECONDO  PAULETTE

Ovvio  che  i  cugini francesi,  inventori  del  “Potage Parmentier”,  non condivideranno.

Non me  ne  importa  nulla , io  la  faccio a  modo  mio. 

Più  semplice,  leggera  e, per  quanti  l’ hanno  assaporata,  pure  più  buona… forse.  

Ingredienti  per  4  persone

-quattro  patate  di  media  grossezza, preventivamente  lessate  e  pelate

-un fascio di porro, preventivamente   lessato

-una  manciata  abbondante  di  formaggio  parmigiano / reggiano grattugiato

-mezzo  litro  abbondante di brodo  vegetale  (  fatto  anche  con un dado  di  ottima  qualità )

-quatto spicchi  d’  aglio  sott’  olio

-erba cipollina tritata  di fresco

-sale  e  pepe  qb

-per  accompagnare,  qualche  fettina  sottile  di  pane   tipo  baguette .

Preparazione

Frullate  separatamente  quando  freddi  il porro  tagliato a  pezzetti,  e  le  patate tagliate  a  tocchetti ,  con il  brodo  vegetale e  l’ aglio.    

Fate  attenzione, perché  il porro frullato  va  via  liscio,  ma  le  patate –  ancorchè  frullande  –  assorbono parecchio. liquido.   Ergo , se  del  caso aggiungete  un poco  d’  acqua.,  altrimenti  il  frullatore  vi  va  in tilt  , dovrete   a  malincuore   buttarlo  via  e   comperarne  uno  nuovo,  il  che  è  seccante .

Rovesciate   i  due  liquidi  così  ottenuti   in una  pentola  dal  bordo  alto,  aggiungete  il  formaggio, il sale  e  pepe,   mescolate  morbidamente  e  appoggiate  sul  fornello a  fiamma  bassissima,  se  no  schizza  tutto.

Sorvegliate   accuratamente  sino   a  quando   quella  specie  di  minestra   non si  sarà  addensata  sino a  diventare  un  “potage”.

A  questo  punto, avvalendovi  di  un normalissimo  mestolo, versate  la   giusta  dose   nelle  fondine  di  portata .

Decorate   con l’ erba  cipollina a  pioggia ,  accompagnate  con le  fettine  di  pane  e  Buon appetito !

Nota  di  servizio

Se  siete  in vena  di  scialacquare ,  una  mini-grattatina  di  tartufo  ci  starebbe  benissimo…  vedete  voi

Anche  se  avrete   osservato  le  mie  dosi, è  facile  che  un po’ di  potage  vi  sia  avanzato. Ai sensi  dell’ economia  circolare  fate  come   vi  dico.

Aggiungete  al  “  fondo “  della  pentola  un  poco   di  salsa  di  pomodoro  e un poco  di  burro,  riscaldate  un peletto e  condite  con questo  sughetto   un bel  piatto  di orecchiette  o  maccheroncini .  Ci  sta  da  Dio .

TORTA  DI  CASTAGNE DI  PAULETTE

Confesso che  io  non so fare  i dolci  (  i  dolci  non mi piacciono,  non li mangio  mai ) , so farne  solo qualcuno .

Tra  questi  qualcuno, c’è  la  torta  di  castagne :  ma  solo  perché  era  il dolce  preferito  del  mio papà  , che  la  chiedeva  sempre  per  il  suo  compleanno   :  che  cadeva  in inverno…quando  le  castagne  si  trovavano  ovunque .

La  torta  è  di  facilissima esecuzione, ma richiede pazienza. Le  porzioni  siano  piccine,  perché  questo   dolce  è una  vera  bomba  calorica.

Ingredienti per 4 persone

-mezzo chilo abbondante di  castagne  della  miglior qualità  e  grossezza (  meglio se “ marroni” )

-un etto  di  zucchero

-mezzo etto di cacao  in polvere (  perfetto  quello della  Venchi)

-un bicchiere  piccolo  di  rum bianco 

-una  confezione  di  biscottini al cioccolato e marzapane  a  forma  di  cuoricini  ( vanno  benissimo  gli “  Akora”  della Bahlsen,  di  Hannover )

-panna  montata abbondante  (  la  trovate  in gelateria,  ma  per  semplicità va  bene anche  quella industriale spray, purchè  di  ottima  qualità)

-una  manciata  di  violette  candite 

Preparazione

In un tegame, ovviamente  con acqua, bollite  le  castagne.  Quando  vi  sembreranno ben  cotte iniziate  la  pelatura.  Vi ci vorrà  un bel  po’  di pazienza, perché –  con un coltellino accuminato –  dovrete  togliere, oltre  alla  buccia,  anche  la  pellina  marrone, senza  lasciarne  neanche  nemmeno  un pezzettino (  bollita,  la  pellina  diventa  amarognola , e  ciò  non va  bene ) . E  le  castagne  sono tremende :  si lasciano ben pelare  solo quando  sono calde. Quindi, ogni tanto, a  quelle  che  nel tegame  aspettano  la  pelatura  dovrete  dare  una  riscaldata.

A  operazione  conclusa ( e avendo  cura  di  lasciare  quattro  castagne  intere),  lasciatele  raffreddare. Passatele  al passaverdura  (  disco  a  fori  piccoli )  e  rovesciate  la  poltiglia  così  ottenuta in una adeguata  ciotola dove,  insieme  alla  poltiglia,  unirete  con garbo lo zucchero, il cacao e  il rum.

Mescolate  con grazia :  la “polentina”  così  ottenuta  dovrà  essere morbida , ma  abbastanza  consistente.  Dovesse   risultare  troppo  molle,  aggiungete   un po’  di  zucchero   e  un po’  di  cacao.

Per servire

Su ogni piatto,   versate  a  cucchiate  la  polentina, dando alla  “  collinetta”   una  graziosa  forma  arrotondata.  Inondatela  di  panna  montata, tanta.

Al centro della “ montagnetta”  che  avrete  così creato,  mettete  una  castagna  intera  e, a  pioggia, un po’  di  violette  candite .

Decorate  tutto  attorno con alcuni  biscottini a cuoricini.

Poi, se  volete, intonate   “Happy  Birthday”  alla  memoria  del  mio papà.

MACCHERONI  AL SUGO POLITICO  GIALLO-VERDE   E  “QUOTE  ROSA”

La  ricetta  è  facilissima a  farsi  e  la  pasta –   servita  in zuppiera – molto  gradevole  a  vedersi.  Ovviamente  è  anche  buonissima :  se  no,  mica   la  scriverei…

Ingredienti  per  4 persone

-250  grammi  di  maccheroni

-100  grammi  di  prosciutto  cotto  in una unica fetta  spessa circa  1  cm,  ben  mondata del  grassino,  e  tagliata  a  cubetti  piccoli piccoli  

-50  grammi  di  pisellini  primavera  (  vanno  benissimo quelli  surgelati )

-50  grammi  di  mais  (  cotto  al  vapore)

-un bel bicchiere di  vino  bianco  secco

-mezzo  bicchiere di  crema  di latte

-prezzemolo tritato fresco,  molto abbondante

-una  noce  di  burro

-sale  e  pepe  qb

Preparazione

Mentre  mettete  su l’ acqua  per cuocere  la  pasta  ( i  maccheroni  dovranno  risultare  bene  “  al  dente “), versate in un tegame  dai  bordi  alti  la  noce  di  burro, i cubettini  di  prosciutto e  i  pisellini, e  irrorate  con il  vino  bianco.  

Cuocete  il tutto a  fiamma  bassa.

Quando  la pasta sarà cotta  (  al  dente ! ),  scolatela  e  mettetela  da  parte.

Nel  tegame  aggiungete  allora il mais ,  il sale ,  il pepe  e  mescolate  morbidamente.  Lasciate  raddensare ma,  se  necessario  (  il sugo  deve  essere  fluido )  ,  bagnate  con ancora  un po’  di  vino.

Rovesciate  nel  tegame   i  maccheroni e  sempre  mescolando  lentamente  (  e  a  fiamma  bassa ) unite la  crema  di  latte  e ,  da  ultimo , il prezzemolo  tritato. Cuocete  mescolando ancora  per  un  paio di minutini,  basterà.

Subito in zuppiera, e  voilà  Buon appetito!  

GNOCCHETTI  DI  PATATE  AL DOPPIO FORMAGGIO  E SEDANO

Ingredienti  per  4  persone

-due confezioni ( da  500  gr  / cad)  di  gnocchetti  di  patate  di  “  produzione  industriale/artigianale” ,  ma  di ottima  qualità

-un paio d’ etti  di  formaggio  gorgonzola, tagliato a  tocchetti

-un bicchiere  di  crema  di  latte

-quattro  cucchiai  di  formaggio  grana  grattuggiato

-una  gran  quantità  di   foglie  di  sedano,   sottilissimamente  tritate  di  fresco  

-brodo  vegetale

-sale e pepe  qb

Preparazione

Non mettetevi a  confezionare gli  gnocchetti   con le  vostre  manine  :  ci  mettereste  una  vita ,  vi  verrebbero  bruttissimi  e  per giunta  vi riempireste  di  farina  sino  ai  capelli.

Credete  a  me,  in commercio  si  trovano  gnocchetti  di  patate  che  sono  buonissimi e bellissimi, e tutti  perfettamente  identici.   Oltretutto  sono  comodi  :  una  volta  rovesciati  in una  pentola  dove  avrete  preparato  un buon brodo  vegetale, in due  minuti  saranno  affiorati, e  voilà,  metà  della  cena  è  già  fatta .

Eh, sì,  perché  questa  è  una  ricetta  facilissima  ma,  credete  a  me,  buonissima ! Il “  grosso”  del  lavoro  consiste  nell’ aver  precedentemente  tritato  finissimamissimevolmente  le  foglie di sedano…

Allora,  mentre  il  brodo  sobbolle  in attesa  di  ricevere  gli  gnocchetti,   mettete  in un tegame  dai  bordi  alti  il  gorgonzola  e  la  crema  di  latte  e, aiutandovi  con un “  cucchiaio di  legno” ,   aiutate  il  formaggio a  sciogliersi. Anche se a  fiamma  bassa, ci vorrà  pochissimo.  Aggiungete  il  parmigiano  grattuggiato ,  il sale e  il pepe,  e  mescolate  morbidamente. Versate a  pioggia  il sedano e  continuate  a  mescolare .  Se  la  puccia  si fosse   un po’  troppo  ristretta,  unite un po’  di  crema  di  latte  :  gli  gnocchetti  assorbono  parecchio…

Intanto,  avrete  cotto  e  scolato   gli  gnocchetti che , con garbo , rovescerete   nel  tegame , sempre  mescolando,   e  poi  in  zuppiera  (  possibilmente  precedentemente  riscaldata  :  gli  gnocchetti hanno  infatti  il  difettino  di  raffreddarsi  in fretta ).

Superfluo  aggiungere  che con una puccia  così  potreste  condirci  benissimo  anche  un ottimo  piatto  di  pasta  corta  :   pennette,  maccheroncini,  vedete  voi, etc  

POLENTA  “ABBRUSTOLITA” CON  SPINACI FILANTI ALLA  “RASPADÜRA”

Premessa : La raspadüra  (  tipica  della gastronomia lodigiana, ma è diffusa anche nei territori limitrofi delle province di Pavia e Cremona, dove conserva lo stesso nome)  è un modo di servire il formaggio  presentandolo come sottilissime sfoglie, raschiate con un particolare coltello da una forma di  “Granone Lodigiano” , oppure da un formaggio “giovane” della famiglia del formaggio grana, cioè stagionato dai quattro ai sei mesi . La raspadüra viene solitamente servita come antipasto, spesso accompagnata da salumi, ma può anche essere utilizzata per guarnire primi piatti. La raspadüra nacque come cibo povero: in passato era ricavata da forme di Granone  imperfette, mentre oggi sono impiegate forme “sane”, di stagionatura adatta per essere tagliate senza sfaldarsi  (  nb :  tratto  da  wikipidia ,  che  almeno  questa  volta   offre  info  appropriate ).

Ingredienti per  quattro  persone

-mezzo chilo di  spinaci  freschi

-una  mozzarella   (  circa due  etti ) sottilmente  affettata

-una  confezione  di raspadüra  (  circa  due  etti)

-un “  panetto”  di  polenta  (  bianca  o  gialla,  circa  mezzo  chilo  )

-una  “grattata”  di  noce  moscata

– burro e  sale  qb

Preparazione

Lavate  accuratamente  gli spinaci; mondateli;  lessateli;  scolateli;  lasciateli  raffreddare;  strizzateli  ben  bene; tritateli  grossolanamente  e   adagiateli   in una  padella dove  avrete  precedentemente fatto sciogliere una noce  di  burro .  Date  loro  la   grattata  di  noce  moscata ,  saranno  contenti, e  mescolate  un poco  “ a freddo”.

Preparate la  polenta :  un panetto  di  polenta  già  pronta  andrà  benissimo (  in commercio ve ne  sono  di  ottima  qualità) , e  tagliatelo  a  fette  spesse   almeno  un cm.  Se  avrete  fatto  le  cose  per  bene,   di  fette  ve  ne  verranno   12.

Mettetele  in una  padella    di  dimensione  sufficiente  a  contenerle  tutte , dove  avrete  precedentemente fatto sciogliere una noce  di  burro.  Rosolatele  a  fuoco  basso  qualche  minuto,  sinchè  saranno  ben dorate .  Dalle  mie  parti,  si  dice  “abbrustolite”… Mantenetele  ben  calde.

Nel  frattempo, scaldate  gli  spinaci,  aggiungete  la  mozzarella e  metà  della raspadüra .  Lasciate  “  filare” i formaggi,   sempre  mescolando  con morbidezza.

Quando  il formaggio  si  sarà  ben  sciolto,  disponete  su  ogni  piatto  dei  commensali  tre  fette  /  cad  di  polenta  (   a “  trifoglio”),   e  una  porzione   /  cad  di  spinaci  filanti.

Cospargete  il tutto  con la  rimanente  raspadüra , a decorativa  pioggia,  e  servite.

Semplice.  Veloce.  Economico.  E buonissimo !!!

PALETTE   DI  SUSHI  BIOLOGICO  IN FUSION  CON LA GRECIA

Vi piace  il sushi  ?  A  me  moltissimo,  ma  spesso  lo  vedo  servito  in un modo  banalotto .

Provatelo  nella  versione  “  a  modo  mio” .  Diventa   divertente  ed elegante…pittorico,  direi…

Ingredienti  per  quattro  persone

Acquistate  in un buon negozio  specializzato  (  o  anche  supermercato ) una  congrua  quantità   di  sushi , accertandovi  che  all’  interno  delle  confezioni vi siano  ciò  che  chiamano  “uramaki”,  ovvero  le polpettine cilindriche – dette  anche  rolls – con il nori all’interno, di dimensioni medie e con due o più ripieni.

Di uramaki  ve  ne  serviranno  in tutto  16 ( il restante contenuto  delle  confezioni  mettetelo  da  parte,  e  mangiatevelo  un’  altra  volta condito con la solita salsa  di  soja  e  wasabi. Ma  fate  presto,  perché  le  confezioni  di  sushi  hanno  scadenza  a  brevissimo, nda ).

-una confezione  da 200  gr  di “tzatziki”  ( salsa  tradizionale  greca , a  base  di cetrioli e  yogurth )

-una confezione  da  200 gr  di “  hummus”  (  salsa  tradizionale  mediterranea/ middle  east , a  base  di  ceci )

-una manciata    di  “ mix biologico per  insalata”  ( semi  di  zucca,  girasole, lino,  etc  )   

-quattro foglie di lattuga , prese dalla parte  centrale della  lattuga  stessa,  in modo  che  siano  concave e di colore  verde  tenero  (  devono  poter  formare  un “  cappellino”),  ben  lavate  e  asciugate .

Preparazione

Disponete  su  ogni  piatto  quattro  uramaki , a  “croce”. Al  centro del  piatto,  a  “ collinetta” ,   una  bella  cucchiaiata abbondante  di salsa  tzatziki.

Ai  lati  degli uramaki,  disponete piccole  cucchiaiate  di   salsa  di  ceci,  su  cui  rovescerete  a  pioggia  il mix  biologico.

Completata  la  “palette”,  copritela  con il  cappellino  di  lattuga  e portatela  in tavola  canticchiando  il  tema –sirtaki  di  “Zorba  il  Greco” ( celebre  film premio  Oscar  1965   con  Anthony  Quinn , e  musica  di  Mikis  Theodorakis ).