Elezioni il 24 febbraio : mi sento come “a ship without a sail”, deprivata della FIDUCIA

di Paola G. Lunghini

Se io vi dico «Generalmente mi ricordo una domenica di sole, una giornata molto bella, un’aria già primaverile in cui ti senti più pulito. Anche la strada è più pulita , senza schiamazzi e senza suoni. Chissà perchè non piove mai quando ci sono le elezioni… » cosa vi viene in mente ?
Ma certo, la canzone  “Le Elezioni” , di Giorgio Gaber .
Il Signor G. così proseguiva :  «Una curiosa sensazione che rassomiglia un po’ a un esame di cui non senti la paura, ma una dolcissima emozione. E poi la gente per la strada, li vedo tutti più educati, sembrano anche un pò più buoni. Ed è più bella anche la scuola,  quando ci sono le elezioni».
La celebre canzone – ma è giusto chiamarla canzone ? – va avanti.  «Persino nei carabinieri c’è un’aria più rassicurante, ma mi ci vuole un certo sforzo per presentarmi con coraggio. C’è un gran silenzio nel mio seggio, un senso d’ordine e di pulizia».

Tutti: «Democrazia!»

«Mi danno in mano un paio di schede e una bellissima matita, lunga, sottile, marroncina, perfettamente temperata; e vado verso la cabina volutamente disinvolto per non tradire le emozioni. E faccio un segno sul mio segno, come son giuste le elezioni».

Siamo in fondo:  «E’ proprio vero che fa bene un pò di partecipazione! Con cura piego le due schede e guardo ancora la matita, così perfetta e temperata.. io quasi quasi me la porto via».

Tutti : «Democrazia!».

La canzone è tratta da “ Libertà obbligatoria” di Gaber –Luporini, stagione teatrale 1976/77.

Io avevo votato per la prima volta solo pochi anni prima. A quel tempo la “ maggiore età” era 21 anni.

Non conosco nessuno che, come Gaber,  abbia saputo trasferire con tanta elegante e ironica dolcezza le sensazioni  di chi andava allora al seggio : facendo finta di niente, ma in realtà in cuor suo commosso dall’ importanza che quel mettere una croce sul proprio partito aveva .

Era solo qualche decennio fa . Tanta acqua sarebbe passata sotto i ponti. E noi lì, a digerire tutto.
Ecco, sintetizzerei così , semplicemente , gli ultimi decenni. Fatti di  ignoranza, incapacità,  imbecillità,  delinquenza, scandali,  metteteci voi ciò che volete…Io altro non dico, perché l’ elenco sarebbe interminabile .

Ma al termine della campagna elettorale più volgare e stupida  che io ricordi , e in una situazione economia da follia, siamo oltre la follia.  Con un’ “offerta politica” ( politica  ?, ma che scherziamo, questa non è politica ) che non è mai stata tanto vasta e “variegata”, da supermercato,  bene, a tre giorni dalle elezioni io non so ancora per chi votare; e come me, milioni di italiani sono indecisi, scoraggiati o  terribilmente arrabbiati.

Io non sono arrabbiata, sono peggio. Sono stanca.
Mi hanno  stancato tutti , sono stanca di tutti. In primis di coloro che fanno le campagne  via twitter etc.
Ho buttato nel cestino elettronico decine  e decine di mail pervenutemi da tutti o quasi i principali leader .
Ho buttato nel cestino ( della carta straccia)  innumerevoli richieste di voto, e molte venivano persino e  anche da parte di persone che ho avuto occasione di conoscere, nel corso della mia lunga carriera.

Ma mi hanno deluso tutti, mi hanno stancato tutti , sono stanca di tutti.
Del loro chiasso, della loro protervia, del loro apparire senza nulla dire se non parole parole parole,  della loro conclamata autorevolezza e della loro palese incompetenza.

Mi sento come “a ship without a sail”, deprivata della cosa più importante  che polticamente ci possa essere : del “ credere “ davvero in qualcuno.

Cosa faccio, adesso, posto che io a votare ci andrò – ci mancherebbe! E’ un diritto ! – e che la scheda bianca nell’ urna non ce la metterò mai ?

Aspetto l’ illuminazione sulla via di Damasco ?

Mi turo il naso e vado , come aveva a suo tempo detto Indro Montanelli? No, nemmeno questo va bene.

Aspetto l’ emozione delle ultime ore ed esprimo un “ voto di pancia” ? No.

Ma perché, perché, si deve andare a votare per quello che all’ ultimo momento ti sembra  “ il meno peggio” , anzicchè andare al seggio ad esprimere a qualcuno  la propria “ fiducia” ?

Testata giornalistica non registrata ai sensi dell’Art.3 bis del D.L. 18 maggio 2012, n. 63 convertito in Legge 16.07.2012 n°103

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